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Consolidare il futuro: la Sanità Digitale tra investimenti da valorizzare e nuove sfide dell’AI

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Consolidare il futuro: la Sanità Digitale tra investimenti da valorizzare e nuove sfide dell’AI

Fornito da: Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

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Dopo l’accelerazione impressa dal PNRR, la Sanità Digitale italiana entra in una nuova fase: trasformare infrastrutture e investimenti in valore concreto e duraturo. La Ricerca 2026 dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano analizza spesa, priorità, Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico, Cartella Clinica Elettronica e il rapido ingresso dell’Intelligenza Artificiale nella pratica di professionisti e cittadini.

30 Settembre 2026

La trasformazione digitale della Sanità italiana prosegue, ma cambia fase. Nel 2025 la spesa per la Sanità Digitale ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti del PNRR hanno contribuito a costruire un patrimonio di infrastrutture digitali che comprende Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico e Cartelle Cliniche Elettroniche. Ora la sfida è riuscire a valorizzare quanto costruito e garantirne la sostenibilità nel tempo.

La disponibilità della tecnologia, infatti, non è sufficiente. Per generare valore è necessario che gli strumenti vengano realmente adottati dai professionisti, che i processi vengano ripensati e che le competenze digitali si diffondano in modo capillare. A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono la carenza di personale sanitario, l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle patologie croniche.

Tra le priorità delle strutture sanitarie italiane, la cybersecurity resta al primo posto, indicata dal 90% delle organizzazioni, seguita dai servizi digitali al cittadino, dalla Cartella Clinica Elettronica e dalla Telemedicina. Cresce rapidamente anche l’attenzione verso l’Intelligenza Artificiale, considerata strategica dal 71% delle strutture.

Il post-PNRR porta però con sé una nuova criticità: un terzo delle strutture sanitarie pubbliche teme che alcuni progetti possano essere ridimensionati o non portati a compimento una volta terminata la fase degli investimenti straordinari. Restano inoltre rilevanti le barriere legate alla disponibilità di risorse economiche, alla carenza di competenze e alla cultura digitale ancora insufficiente in alcune organizzazioni.

La Telemedicina rappresenta uno degli ambiti su cui si è concentrato maggiormente lo sforzo di trasformazione. Nel 2025 sono stati completati gli interventi per rendere operative le Infrastrutture Regionali di Telemedicina. La Televisita è oggi presente nel 62% delle strutture sanitarie, il Teleconsulto nel 51% e il Telemonitoraggio nel 28%. L’utilizzo da parte dei professionisti resta però ancora limitato e meno di un terzo ricorre a piattaforme specificamente progettate per l’uso sanitario.

Parallelamente, l’Intelligenza Artificiale Generativa sta entrando molto rapidamente nella quotidianità dei professionisti sanitari. Nell’ultimo anno è stata utilizzata dal 61% dei medici specialisti, dal 61% dei Medici di Medicina Generale e dal 37% degli infermieri. Nella grande maggioranza dei casi, però, si tratta ancora di piattaforme generaliste e non di strumenti progettati specificamente per il contesto sanitario.

Questa velocità di adozione non è ancora accompagnata da un adeguato livello di competenze. Solo il 2% dei medici specialisti possiede competenze buone o ottime in tutti gli ambiti analizzati, dalla conoscenza dei limiti dell’AI alla capacità di utilizzarla in modo appropriato, fino alla gestione del cambiamento. Appena un terzo ha partecipato a programmi di formazione dedicati.

Anche cittadini e pazienti stanno sperimentando sempre più frequentemente strumenti di AI per la salute. Il 36% dei cittadini italiani ha già utilizzato chatbot basati su AI per cercare informazioni su salute, farmaci e terapie; tra i pazienti la quota raggiunge il 38%. Gli utilizzi spaziano dall’autodiagnosi alla spiegazione dei risultati degli esami, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi sulla qualità delle informazioni e sulla relazione tra paziente e professionista sanitario.

Sul fronte dei dati clinici, l’adozione della Cartella Clinica Elettronica e del Fascicolo Sanitario Elettronico continua a crescere. L’82% delle strutture dispone di una CCE attiva, mentre il 53% degli italiani ha utilizzato almeno una volta il Fascicolo Sanitario Elettronico. Restano però criticità di integrazione tra sistemi aziendali e FSE e una disponibilità dei dati ancora non sempre completa.

La ricerca presenta inoltre casi concreti di applicazione dell’AI e della Telemedicina nella sanità italiana: dall’AI per la diagnosi precoce del tumore al seno alle piattaforme predittive per il monitoraggio dei pazienti cronici, fino a sistemi capaci di automatizzare la documentazione clinica e supportare il medico durante la visita.

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