Si è appena conclusa ad Ancona la seconda semifinale dei MADE Future Industry Awards, evento promosso dal Competence Center MADE che ha premiato i migliori progetti d’innovazione digitale e sostenibilità delle aziende italiane che hanno investito nelle tecnologie innovative implementando soluzioni all’avanguardia per ottimizzare i processi, migliorare la competitività e valorizzare le competenze, ponendosi come casi di successo che possano essere d’ispirazione per l’intero tessuto industriale nazionale.
Tutto ciò in linea con la vision e gli obiettivi dell’iniziativa, che punta a mappare le eccellenze tecnologiche del nostro Paese e a costruire una base di conoscenza condivisa e di best practice replicabili per l’intero ecosistema industriale.
Indice degli argomenti
Il change management deve guidare l’innovazione
Ma cosa si fa innovazione di valore? Come e perché alcuni progetti vanno in porto ed hanno successo e tanti altri no?
“L’innovazione non può essere calata dall’alto come un semplice aggiornamento tecnico – spiega Roberta Ciocci, Partner di EY – ma deve essere accompagnata da un percorso di change management capace di coinvolgere l’intera organizzazione, superando le barriere psicologiche che spesso frenano le imprese”.
E occorre prestare attenzione nelle aziende – a livello di leadership – a non far sentire i lavoratori “vittime” delle tecnologia, ma attori del cambiamento in corso: “Dobbiamo creare le condizioni affinché le persone si sentano protagoniste del processo di innovazione, fornendo loro gli strumenti metodologici per governare le nuove tecnologie anziché subirle”, chiarisce Ciocci.
“La tecnologia corre, ma le persone devono avere il tempo e gli strumenti per seguirla. Spesso il gap non è tecnico, ma di metodo e di mentalità”, sottolinea Antonella Belfatto, Digital Solution Expert del Competence Center MADE.
AI sempre più al centro, con gli use case reali per spingerne l’adoption
Come già accaduto nella tappa di Brescia dei Future Industry Awards – dove il 71% delle soluzioni proposte dalle imprese erano basate sull’Intelligenza Artificiale – anche in quella di Ancona l’AI si conferma il cuore dell’innovazione industriale, essendo presente nella maggioranza dei progetti candidati e premiati.
Per farla funzionare bene, però, l’AI ha bisogno di dati, di una grande quantità di dati: “Il dato che serve per alimentare i sistemi data-driven non possono essere i tre fogli Excel che avevamo da parte in azienda da tanto tempo”, fa notare Emanuele Frontoni, docente all’Università di Macerata e co-direttore del Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab, osservando come occorra presentare all’AI il maggior numero possibile di casistiche, dato che ogni azienda, in ambito industriale, fa cose diverse dalle altre, e i modelli di AI hanno bisogno di imparare da questi diversi casi d’uso.
Ed è proprio di use case reali che hanno bisogno le nostre aziende per “fidarsi” dell’AI ed avviarne il percorso di adozione: “Quando si raccontano gli use case interessanti, le persone iniziano a capire che le cose funzionano”, osserva Marco Bentivogli, fondatore di Base Italia.
Proprio ciò che è accaduto ad Ancona (e, prima, a Brescia), dove le imprese hanno presentato i loro casi di successo non certo soltanto per ricevere un premio, sia pure prestigioso, ma per essere d’esempio e ispirazione per tante altre realtà industriali interessate all’adoption delle tecnologie più innovative disponibili sul mercato.
MADE Future Industry Awards: progetti vincitori e prossime tappe
Tre i progetti premiati in ognuna delle due categorie, ossia TOP TECH (originalità dell’architettura e uso di tecnologie di frontiera) e DIGITAL NEW CHAMPION (sostenibilità, produttività ed efficienza economica).
CATEGORIA TOP TECH
- De’Longhi -digitalizzazione di un controllo manuale trasformato in un sistema di precisione assoluta;
- Volteco con ADA – Amphibia Digital Analysis – dal controllo dell’impianto a quello del prodotto;
- Biolibrary con MERGE3D -soluzione tecnologica per la personalizzazione di dispositivi ortopedici.
CATEGORIA DIGITAL NEW CHAMPION
- Kubo Pallet – trasformazione dei rifiuti plastici in prodotti simili al legno ma che durano il 1500% in più;
- INIM Smart Manufacturing – trasformazione di un sito produttivo in una fabbrica interconnessa;
- Benelli Armi – sistema intelligente di supporto alle decisioni.
Alla tappa di Ancona, preceduta da quella di Brescia, seguirà la terza tappa, in programma a Napoli il 20 maggio, cui seguirà la finalissima di Roma (24 giugno).






