Meno sprechi, più innovazione e un modello di sanità in grado di misurare i risultati non solo sulla spesa, ma sul valore generato per cittadini e sistema sanitario.
È questo il messaggio lanciato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale, Alessio Butti, che in un intervento pubblicato su LinkedIn propone una nuova visione per il futuro della sanità lombarda, indicando nella trasformazione digitale la leva fondamentale per garantire sostenibilità, efficienza e qualità dell’assistenza.
Secondo Butti, il dibattito sulla sanità non può continuare a concentrarsi esclusivamente sull’aumento delle risorse economiche destinate al sistema. Occorre invece introdurre nuovi indicatori di valutazione capaci di misurare quanto l’innovazione sia in grado di produrre risparmi, migliorare i servizi e incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini.
Indice degli argomenti
Dalla spesa al valore prodotto
L’idea alla base della proposta è spostare il paradigma dalla semplice crescita dei finanziamenti alla capacità di generare valore attraverso l’innovazione tecnologica e organizzativa.
Per il Sottosegretario, una sanità moderna deve essere valutata in funzione dei risultati ottenuti: riduzione degli sprechi, miglioramento dell’accessibilità alle cure, diminuzione delle liste d’attesa e maggiore efficacia dell’assistenza, soprattutto sul territorio.
In questo contesto, la Lombardia è indicata come il territorio ideale per sperimentare un nuovo modello nazionale, grazie alla presenza di un ecosistema particolarmente ricco di competenze che comprende ospedali di eccellenza, università, centri di ricerca, imprese innovative e tecnologie avanzate.
Il dividendo dell’innovazione
Al centro della riflessione di Butti c’è il concetto di “dividendo dell’innovazione”, ovvero la capacità delle tecnologie digitali di generare risparmi strutturali che possano essere reinvestiti per rafforzare il sistema sanitario.
L’obiettivo è premiare le soluzioni che dimostrano efficacia, favorirne la diffusione su larga scala e utilizzare le risorse recuperate per sostenere gli ambiti ritenuti prioritari per la sanità dei prossimi anni, tra cui:
- medicina territoriale;
- telemedicina;
- robotica applicata alla sanità;
- assistenza ai pazienti cronici;
- prevenzione.
Secondo questa impostazione, l’innovazione non rappresenta un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di liberare nuove risorse economiche attraverso una maggiore efficienza dei processi.
Il caso App IO
A sostegno della propria tesi, Butti richiama l’esperienza della sperimentazione di App IO in Lombardia.
Secondo i dati citati dal Sottosegretario, nei 18 mesi di sperimentazione l’utilizzo dell’applicazione avrebbe consentito di ridurre di quasi il 30% il fenomeno del no-show sanitario, ossia le mancate presentazioni agli appuntamenti prenotati senza preventiva disdetta.
Il risultato avrebbe generato un risparmio stimato fino a 170 milioni di euro, dimostrando, secondo Butti, come le tecnologie digitali possano produrre benefici misurabili sia sotto il profilo economico sia sotto quello organizzativo.
La riduzione dei no-show rappresenta infatti uno degli interventi con il maggiore impatto sulla disponibilità di prestazioni sanitarie, contribuendo a recuperare capacità produttiva e a ridurre i tempi di attesa senza aumentare le risorse impiegate.
Una fondazione regionale per l’innovazione sanitaria
Accanto agli interventi tecnologici, Butti propone anche un nuovo modello di governance.
L’idea è creare una fondazione regionale per l’innovazione sanitaria, capace di mettere in rete tutti gli attori dell’ecosistema: istituzioni, università, centri di ricerca, imprese, ospedali pubblici e privati.
L’obiettivo sarebbe quello di coordinare le filiere dell’innovazione, favorire il trasferimento tecnologico e attrarre nuovi investimenti, trasformando la Lombardia in un punto di riferimento nazionale nello sviluppo della sanità digitale.
Una struttura di questo tipo potrebbe inoltre accelerare l’adozione delle migliori soluzioni innovative, evitando la frammentazione delle iniziative e facilitando la diffusione delle esperienze di successo.
Il ruolo del Governo e la sfida per i territori
Nel suo intervento, Butti sottolinea come il Governo abbia già avviato un percorso di trasformazione digitale attraverso una serie di investimenti e infrastrutture strategiche.
Tra gli strumenti richiamati figurano la diffusione della connettività, il 5G, le piattaforme digitali della Pubblica amministrazione, il Fascicolo Sanitario Elettronico, App IO e i programmi dedicati alla telemedicina.
Secondo il Sottosegretario, la fase successiva richiede però un maggiore protagonismo da parte delle Regioni e dei territori, chiamati a valorizzare queste infrastrutture traducendole in modelli organizzativi più efficienti e orientati ai risultati.
Innovazione come condizione per la sostenibilità del Servizio sanitario
Il messaggio è chiaro: la sostenibilità futura del sistema sanitario dipenderà dalla capacità di innovare.
L’adozione di tecnologie digitali, nuovi modelli organizzativi e strumenti di collaborazione tra pubblico, privato e ricerca rappresenta la strada per affrontare contemporaneamente le sfide dell’invecchiamento della popolazione, della crescente domanda di assistenza e della pressione sui conti pubblici.
In questa prospettiva, la Lombardia viene vista come il contesto ideale per sperimentare un modello replicabile anche a livello nazionale, facendo dell’innovazione il principale motore di una sanità più efficiente, sostenibile e vicina ai bisogni dei cittadini.







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