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Telemedicina: semplice, accessibile e personalizzata grazie alle soluzioni cloud

Il cloud è un abilitatore naturale di trasformazione digitale, che in sanità fa rima con telemedicina. L’elasticità e la resilienza l’hanno reso un alleato delle strutture sanitarie durante la pandemia e oggi contribuisce al processo di attualizzazione tecnologica nei rapporti con i cittadini/pazienti. Con l’aiuto di Avaya, scopriamo come le piattaforme cloud “componibili” (CPaaS) siano centrali in questo settore

Pubblicato il 29 Nov 2021

telemedicina

Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Innovazione Digitale in sanità, l’adozione della telemedicina è in crescita verticale.
Complice la pandemia, si rileva – infatti – un forte interesse attorno a questa tematica, sia da parte dei medici che delle strutture pubbliche e private: se la televisita era impiegata dal 13% dei medici specialisti in era pre-covid, oggi la quota è salita al 39%. E crescono – in maniera più o meno analoga – anche i teleconsulti e il telemonitoraggio da remoto, il tutto favorito da un forte interesse anche da parte di chi è ancora vincolato a modalità tradizionali di comunicazione: sempre secondo l’Osservatorio, l’86% dei medici di base pensa di sfruttare il teleconsulto nel prossimo futuro.
 

La maggioranza degli use case di telemedicina poggia su strumenti di comunicazione agile e smart che gli enti sanitari possono adottare non solo per migliorare il rapporto con i pazienti, ma anche per modernizzare il paradigma lavorativo e i processi interni.
Le strutture sanitarie, infatti, stanno percorrendo la stessa strada di tutte le altre aziende verso modalità ibride di lavoro, senza vincoli ferrei di presenza e di orario, ma al tempo stesso hanno esigenze specifiche di presenza e contatto con i pazienti che possono essere agevolate mediante strumenti dedicati.
Ci sono, come anticipato, le televisite, i teleconsulti, il telemonitoraggio ma anche la comunicazione diretta con i colleghi, la collaborazione durante gli interventi chirurgici e la necessità di garantire un contatto tra pazienti ricoverati e familiari anche in era di pandemia.
 

Soluzioni semplici e accessibili per teleconsulti di successo

La telemedicina deve affrontare una sfida in più rispetto alla trasformazione della comunicazione aziendale: il fatto che non tutti i cittadini/pazienti siano tecnologicamente pronti ad adottarla.
Lo stesso Osservatorio ci comunica che i servizi, per quanto diffusi, sono ancora poco utilizzati dai cittadini e che, quindi, la modalità più comune di contatto medico-paziente resta la telefonata o una videochiamata.
Da questo punto di vista, il Covid ha permesso di abilitare non solo forme di lavoro più ibride ed evolute ma, anche, di massimizzare la consapevolezza tra la popolazione di modalità più moderne e smart di comunicazione. Per avere successo, le strutture devono investire nell’accessibilità delle loro piattaforme di video consulto. Queste non devono richiedere nulla più di un’app da installare sul dispositivo
mobile o di una pagina web da visitare da casa.
L’investimento in user experience deve essere prioritario. Ciò perché non solo la maturità digitale delle persone è eterogenea ma anche perché – a differenza del tipico modello aziendale – non si possono intraprendere percorsi di training. La telemedicina deve essere semplice e inclusiva.
 

L’evoluzione delle strutture verso una sanità connessa e il ruolo del cloud

Per quanto concerne le strutture sanitarie, l’evoluzione tecnologica è serrata.
Francesca Aiudi, UC&Collaboration Sales Leader Avaya International, ci conferma che le organizzazioni stanno vivendo una profonda fase evolutiva, tesa ad accogliere modalità ibride di lavoro e nuovi modelli di contatto con l’esterno.
La trasformazione digitale all’interno delle strutture sanitarie – afferma Aiudi – era viva ben prima del Covid. Per loro, la teleconsulenza non è di sicuro una novità, per quanto in era pre-covid venisse usata soprattutto come ‘second opinion’, cioè per fare in modo che le strutture più grandi supportassero quelle più piccole. La pandemia, e l’attuale era di new normal, stanno invece accelerando la digitalizzazione dei servizi al cittadino ed è su questo punto che non tutte le strutture erano pronte e che il cloud si sta rivelando una risposta più che adeguata”.
Remotizzare alcuni servizi che prima venivano eseguiti solo in presenza avrebbe richiesto, in un modello IT tradizionale, investimenti CapEx importanti, con in più la forte incertezza (e relativo impatto sul ROI) sull’adozione interna e sull’utilizzo da parte dei pazienti.
Sotto questo profilo, l’elasticità e la flessibilità del cloud si sono rivelati fondamentali e hanno abbattuto il vincolo dell’investimento iniziale che – in ambito pubblico – e per di più in una situazione di emergenza come quella di inizio 2020, avrebbero frenato l’intero percorso verso la telemedicina.
“Il Cloud – spiega Aiudi – ci ha permesso di avere un approccio molto più rapido, semplice e diretto. Inoltre, essendo l’accessibilità un indiscusso punto di forza, le soluzioni cloud hanno permesso di attivare servizi di teleconsulto in modo rapido ed efficace, avendo come terminali di riferimento i tablet, i PC e gli smartphone che usiamo ogni giorno. In sintesi, il cloud ha aiutato le strutture ad abilitare rapidamente servizi di telemedicina e, al tempo stesso, a raggiungere velocemente i pazienti, facilitati da una user experience semplice ed efficace”.

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Avaya Spaces e l’esigenza di una soluzione verticale e “componibile”

Nel cammino della telemedicina, un tema cardine è quello della personalizzazione delle soluzioni in funzione delle esigenze della struttura e del settore.
Come anticipato, una soluzione UCaaS (Unified Communication as a Service) è ideale per le strutture sanitarie perché semplifica la collaborazione tra le risorse, l’esecuzione dei processi e la comunicazione (anche video), ma potrebbe non essere sufficiente per indirizzare tutte le esigenze di un teleconsulto, sia dal punto di vista della struttura che del paziente.
Come gestire – per esempio – l’organizzazione delle televisite? Eventuali code, pagamenti, sale d’attesa virtuali, condivisione di documenti, esami e referti?
Una classica soluzione UCaaS fornisce l’infrastruttura di comunicazione, ma non le funzionalità
ad hoc, per cui è necessaria una soluzione verticale.  

Avaya risponde alle esigenze di customizzazione con il concetto di CPaaS, Communications Platform as-a-service, un modello custom e “componibile” con cui l’azienda è in grado di adattare la piattaforma Avaya Spaces alle esigenze dei vari verticali, dall’healthcare alla scuola.
Si parte sempre dalla solidità di Spaces – fondamentale per garantire sicurezza e privacy – e si estende la sua portata alle esigenze specifiche dei clienti, integrandola con le soluzioni già adottate dalla struttura: “
Per molto tempo si è parlato di Unified Communications come di applicazioni monolitiche – afferma Aiudi – cui i cittadini/pazienti dovevano in qualche modo adeguarsi. Oggi, grazie al paradigma CPaaS, possiamo realizzare feature ed esperienze totalmente custom tramite API, realizzando vere soluzioni componibili. Il videoconsulto non è lo scopo specifico per cui è nato Spaces, che di per sé è ricchissimo di funzionalità, ma possiamo impiegare la piattaforma come pilastro su cui realizzare funzionalità ad hoc e integrarla nella business application del cliente. Solitamente, per fare un esempio, gli ospedali non vogliono fornire al cittadino un’altra interfaccia e una user experience diversa rispetto a quella dei propri sistemi, per quanto ottimizzate possano essere. Per questo motivo, chiedono ad Avaya una soluzione integrata per la videoconsulenza che sia accessibile, resiliente e semplice da adottare”.
Così facendo, la soluzione per i cittadini può gestire e automatizzare gli appuntamenti, governare code e tempi di attesa, inviare conferme via e-mail e notifiche via SMS, integrare portali self-service per la gestione delle visite, permettere di accedere a un consulto senza prenotazione e molto altro, con al centro la piattaforma di comunicazione sicura e multicanale Avaya Spaces.
A titolo di esempio, una funzionalità degna di nota è l’ottimizzazione delle performance video, perché non tutti i cittadini possono accedere alla banda larga fissa e/o mobile.
Inoltre, la piattaforma può essere integrata con svariati sistemi di sala, che sono fondamentali in ambito sanitario: mentre in azienda, infatti, la maggior parte dei professionisti trascorre molto tempo con il proprio PC, per i medici può essere molto più comodo sfruttare un’infrastruttura ad hoc per i teleconsulti, sapendo però di poter accedere e lavorare allo stesso servizio anche con i propri dispositivi e da qualsiasi luogo.
Stesso discorso, infine, per la collaborazione durante gli interventi chirurgici e per le riunioni tra gruppi diversi: il beneficio dell’approccio CPaaS è la sua capacità “nativa” di adattarsi a scenari ed esigenze molto diverse, mettendo sempre al centro la solidità, la sicurezza e la resilienza della piattaforma Cloud.

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