Teleriabilitazione

Telemedicina in Italia: è stata posta un’altra pietra miliare nell’ambito della sua applicazione

Le nuove indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie

03 Gen 2022

Eugenio Santoro

Responsabile del laboratorio di informatica medica, Dipartimento di Salute Pubblica, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” IRCCS

Con le “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie” (qui il documento con le indicazioni approvate dalla Conferenza Stato–Regioni), anche questa pratica entra nel Servizio Sanitario Nazionale. Il nuovo documento dello scorso 20 novembre segue un altro documento storico, approvato nel dicembre del 2020, relativo all’introduzione della telemedicina all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, dal quale però la teleriabilitazione era rimasta esclusa.

Teleriabilitazione e sanità digitale 

Oggi, con questo documento, redatto dal Gruppo di lavoro telemedicina della Cabina di regia NSIS (Nuovo Sistema Informativo Sanitario) in collaborazione con il Gruppo di consensus nazionale sulla teleriabilitazione e la teleassistenza e il supporto dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità),  le cose risultano essere più chiare anche in questo ambito.
Il documento, infatti, indica come inserire la teleriabilitazione nei processi di abilitazione, riabilitazione e presa in carico e come adeguare i flussi informativi di erogazione e rendicontazione delle attività di specialistica ambulatoriale per tracciare prestazioni e servizi di teleriabilitazione.
Il documento si propone di fornire indicazioni uniformi sul territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza con particolare riguardo ai trattamenti di riabilitazione da attivare con strumenti di sanità digitale.

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Cosa si intende per teleriabilitazione

Il documento definisce la teleriabilitazione come “l’erogazione a distanza di prestazioni e servizi intesi ad abilitare, ripristinare, migliorare o comunque mantenere il funzionamento psicofisico di persone di tutte le fasce di età, con disabilità o disturbi, congeniti o acquisiti, transitori o permanenti, oppure a rischio di svilupparli”.

Le prestazioni e i servizi di teleriabilitazione possono essere fruiti da remoto e, in generale, da qualsiasi luogo in cui si trova il paziente.

E’ compito del professionista sanitario valutare a distanza il corretto utilizzo di ausili, ortesi e protesi durante le normali attività di vita svolte nell’ambiente domestico o lavorativo, così come è di sua competenza la prescrizione, l’esecuzione, il controllo, il monitoraggio, la supervisione, la modifica di prestazioni o servizi di valutazione erogati a distanza per mezzo di servizi digitali.

A quali pazienti può essere prescritta la teleriabilitazione

Le linee guida stabiliscono che gli ambiti di applicazione delle prestazioni a distanza riguardano la teleriabilitazione motoria e cognitiva, neuropsicologica, occupazionale, della comunicazione, della deglutizione, del comportamento.
L’idoneità del paziente a poterne usufruire è stabilita caso per caso, considerando diversi aspetti tra i quali:

  • la presenza o il rischio di sviluppare disabilità o disturbi transitori o permanenti;
  • la possibilità di poter svolgere correttamente le attività riabilitative previste, tenendo anche conto dell’eventuale supporto di caregiver o dell’insegnante;
  • la compliance del paziente alle modalità di trattamento.

Al fine di garantire continuità organizzativa e procedurale, le prestazioni di teleriabilitazione non possono essere interventi spot, ma devono essere inquadrate all’interno del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), nel Piano di Trattamento Individuale (PTI) o nel Progetto di Assistenza Individuale (PAI).
A questo proposito, prima di attivare prestazioni di teleriabilitazione, è necessaria un’analisi del contesto in cui si trova il paziente, delle sue esigenze, dell’ambiente familiare e una valutazione della possibilità di coinvolgere un caregiver per supportare il paziente.

I requisiti tecnici e organizzativi delle strutture sanitarie 

Il capitolo più interessante riguarda gli aspetti tecnici e organizzativi che devono essere garantiti dalle strutture che desiderano erogare servizi di teleriabilitazione.
Le strutture (sanitarie pubbliche e private) devono essere accreditate per poter erogare interventi di teleriabilitazione nell’ambito delle prestazioni a carico del SSN. Devono, inoltre, garantire un’adeguata sinergia – nelle rispettive aree di competenza – tra i servizi di ingegneria clinica ed i servizi informatici .
Se le prestazioni di teleriabilitazione utilizzino hardware e/o software particolari, questi devono essere inquadrati come dispositivi medici.
A questo proposito, tali strutture devono avvalersi del supporto di un servizio di ingegneria clinica non solo per la verifica della piena compatibilità tra le tecnologie individuate e il contesto in cui vengono inserite, ma anche della corretta rispondenza alle normative a cui esse devono fare riferimento.
Fondamentale, per garantire la continuità del servizio, è la possibilità – da parte delle strutture – di poter contare su un servizio di assistenza tecnica che possa intervenire, da remoto o al domicilio del paziente, per le manutenzioni programmate e per la risoluzione tempestiva di malfunzionamenti.

Come già previsto per l’impiego di qualsiasi tecnologia in ambito sanitario, la teleriabilitazione deve avvenire nel rispetto delle norme vigenti e in sicurezza (anche in relazione alla protezione dei dati personali) e in accordo con la destinazione d’uso dei dispositivi medici impiegati, i quali devono rispondere a caratteristiche di efficacia e sicurezza supportate da adeguate evidenze scientifiche.
Come per qualsiasi prestazione, è necessario raccogliere il consenso informato dei pazienti interessati: dovrà specificare la peculiare modalità di fruizione della prestazione a distanza, le implicazioni e le differenze (insieme agli eventuali rischi) rispetto alle prestazioni erogate attraverso le vie consuete.

Teleriabilitazione: è necessaria una formazione adeguata

Le linee guida sulla teleriabilitazione riprendono in maniera più specifica la necessità di un’adeguata formazione da parte degli operatori sanitari evidenziata dalle linee guida per l’introduzione della telemedicina. Il presente documento ricorda, infatti, che i professionisti sanitari abilitati a erogare prestazioni di teleriabilitazione devono essere adeguatamente informati, formati e addestrati all’impiego dei sistemi di teleriabilitazione e alla risoluzione di eventuali problemi in relazione al proprio ruolo e alle proprie responsabilità nei confronti del paziente e dell’organizzazione nella quale lavorano.
Le strutture sanitarie nelle quali lavorano gli operatori sanitari che useranno strumenti di teleriabilitazione sono responsabili della loro formazione, mentre alle ASL è assegnato il compito di verificare che i Piani di Formazione Aziendale siano sufficientemente adeguati.

Remunerazione e contesti di erogazione 

Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni stabilisce che la tariffazione delle prestazioni di teleriabilitazione deve essere equivalente a quella delle prestazioni erogate in presenza, dando continuità a quanto indicato nel documento relativo alla telemedicina che assicurava che, per tutte le prestazioni sanitarie erogate a distanza, si applica il quadro normativo nazionale/regionale che regolamenta l’accesso ai diversi Livelli Essenziali di Assistenza.

Il documento chiarisce, inoltre, che le prestazioni di teleriabilitazione possono essere erogate in diversi contesti:

  • ambulatoriale: le prestazioni di teleriabilitazione sono remunerate sulla base di tariffe predefinite (uguali a quelle usate per remunerare le prestazioni tradizionali);
  • assistenza domiciliare integrata (ADI): le prestazioni di teleriabilitazione sono erogate nelle singole regioni secondo due modalità a seconda che sia gestita direttamente dalle ASL/Distretti o che sia erogata da soggetti privati contrattualizzati con il SSN. Nel primo caso, le prestazioni di teleriabilitazione sono remunerate con la tariffa applicata alle medesime prestazioni erogate in regime ambulatoriale. Nel secondo caso, se la prestazione è compresa tra quelle che il soggetto privato contrattualizzato è tenuto a erogare ai sensi del contratto sottoscritto, il ricorso alla teleriabilitazione dipende da una specifica scelta del soggetto privato, per il quale non è prevista alcuna remunerazione aggiuntiva. Nel caso in cui la prestazione non sia compresa tra quelle che il soggetto privato è tenuto ad erogare, le modalità di prescrizione e remunerazione sono concordate con la ASL/Distretto;
  • presso le RSA: le prestazioni di teleriabilitazione prevedono una tariffa giornaliera onnicomprensiva anche delle singole prestazioni previste per i diversi livelli di intensità assistenziale. Se la prestazione di riabilitazione è compresa tra quelle che la struttura è tenuta ad erogare, il ricorso alla tele-riabilitazione dipende da una specifica scelta della struttura e non è prevista alcuna remunerazione aggiuntiva per la RSA, che è tenuta a remunerare direttamente l’erogatore della prestazione. Viceversa, la prestazione di teleriabilitazione è prescritta al paziente su ricettario del SSN e, senza oneri per la RSA, è remunerata secondo quanto indicato per il contesto ambulatoriale;
  • strutture di riabilitazione ex art. 26 L 833/1978: tali strutture erogano prestazioni riabilitative in regime residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare; le prestazioni di teleriabilitazione sono remunerate secondo le modalità, indicate in precedenza, per ciascuno dei contesti previsti.

Conclusioni

Il documento approvato dalla Conferenza Stato–Regioni fornisce un importante contributo nella regolamentazione della teleriabilitazione che, insieme al telemonitoraggio (non ancora normato), rappresenta una delle applicazioni della telemedicina che può produrre effettivi vantaggi dal punto di vista clinico e assistenziale.
Tante sono le sfide (formazione, organizzazione, responsabilità, applicabilità sul territorio evitando disuguaglianze nel trattamento), ma il suo merito è proseguire nel percorso tracciato dalle linee guida sulla telemedicina dello scorso anno al fine di trasformare, per quanto possibile, la cura e l’assistenza dei cittadini/pazienti.

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