BROTHER POINT OF VIEW

Tecnologie per la digitalizzazione della sanità

Durante la pandemia, Hyris ha sviluppato nei suoi laboratori di Lodi una piattaforma per la diagnostica capace di eseguire 16 test molecolari in meno di due ore. Ma per la gestione dei reagenti necessari per l’elaborazione dei risultati aveva esigenza di etichette specifiche in grado di resistere inalterate a -20 °C. La soluzione ad hoc è stata fornita da Brother.

Pubblicato il 01 Ago 2022

Tra le più rilevanti sfide sanitarie che ha portato ad affrontare la pandemia da Covid-19, un ruolo fondamentale è certamente ricoperto, per la gestione di una crisi nel breve, medio e lungo periodo, dall’avere disponibilità di strumenti di diagnostica e monitoraggio adeguati e innovativi. I sistemi diagnostici centralizzati tradizionali più volte hanno rischiato il collasso per l’elevato numero di campioni che si sono trovati a dover analizzare. Per non parlare poi delle criticità legate ai temi della privacy, della difficoltà di tracciamento, della possibilità di somministrazione di test rapidi efficaci nel rispetto dei diritti.

È risultata perciò evidente la necessità di un nuovo approccio alla diagnostica: centralizzata, connessa e intelligente. Un approccio come quello che ha adottato la società Hyris, che non solo ha permesso di migliorare le procedure per la determinazione di un’eventuale infezione nelle persone ma ha anche consentito di valutare la possibile contaminazione dell’ambiente da parte del Covid-19.

Diagnostica avanzata “made in Lodi”

Costituita nel 2014 da un team di ingegneri italiani specializzati in biotecnologie, Hyris è una multinazionale attiva nel settore della diagnostica avanzata e, in particolare, nell’analisi genetica mobile supportata da tecnologie di intelligenza artificiale.
L’azienda ha due sedi: Londra e Milano. Tuttavia, il laboratorio principale per la ricerca e lo sviluppo è a Lodi. Ed è proprio all’interno di tale laboratorio che, durante la pandemia, ha preso vita Hyris System, una piattaforma per la diagnostica completa e facile da usare. “È addirittura più semplice di un test rapido: con un brevissimo training, può essere utilizzata da chiunque – afferma Stefano Lo Priore, AD e Fondatore di Hyris –. Questo grazie al fatto che usa come cuore tecnologico il nostro Hyris bCube. Si tratta di un dispositivo medicale portatile abilitato al test umano in Real Time Polymerase Chain Reaction (RT-PCR) che sta comodamente nel palmo di una mano e pesa meno di un chilo”.

La digitalizzazione della sanità secondo Hyris

Hyris System è un concreto esempio di digitalizzazione della sanità (in questo caso in ambito diagnostico) e dei vantaggi che si possono ottenere. Infatti, ovunque ci si trovi, in meno di due ore consente di effettuare fino a 16 test molecolari. Per fornire un esito particolarmente preciso e rapido, i dati acquisiti sono elaborati tramite processi di intelligenza artificiale e i risultati di tutti i test effettuati sono caricati in cloud in tempo reale. Questo consente di poter avere tali dati disponibili direttamente su uno smartphone o un tablet tramite un’app dedicata.

Hyris System è un vero laboratorio portatile per analisi genetiche – precisa Lo Priore, che è anche l’ideatore di bCube –, a basso costo e con risultati che si ottengono in tempi fino a 100 volte più rapidi rispetto ai metodi tradizionali. In termini di rapporto performance/costo, riteniamo di avere la soluzione di analisi genetica più competitiva al mondo”.

Resistere a -20 °C

Per effettuare le analisi tramite Hyris System, è necessario utilizzare gli Hyris bKIT. È all’interno di questi kit, o meglio all’interno delle provette contenute in questi kit, che si trovano i reagenti che permettono di rilevare l’ampio catalogo microbiologico (batteri, virus influenzali, parassiti, etc.) che è in grado di riconoscere il sistema. I bKIT devono però essere sempre mantenuti a una temperatura di -20 °C, con quello che ne consegue in termini di procedure di conservazione. Non solo. Una temperatura costantemente così bassa può creare problemi anche nelle etichette, che invece non devono alterarsi se mantenute per lungo tempo a -20 °C.

Per trovare una soluzione al problema, Hyris si è rivolta a Brother, che da oltre 30 anni progetta e sviluppa stampanti di etichette in grado di rispondere a ogni tipo di esigenza professionale.

Hyris ha potuto così trovare le etichette ideali per le provette contenenti i reagenti. La scelta è caduta sulle etichette laminate per P-touch, che sono in grado di resistere a temperature comprese tra – 80 °C e +150 °C. Valori decisamente estremi, ma la cui veridicità è confermata attraverso test rigorosi.

Per effettuare la stampa personalizzata delle etichette dei bKIT, Hyris ha deciso poi di usare la stampante desktop professionale ad alta risoluzione Brother PT-P900W. Con questa macchina è possibile creare etichette laminate in una varietà di colorazioni e larghezze operando da PC, Mac, tablet o smartphone, tramite un collegamento USB o Wi-Fi. La grafica e l’editing delle etichette possono essere gestiti tramite il software professionale gratuito P-touch Editor di Brother, che molto rapidamente permette di inserire testo, codici a barre, immagini e loghi.

Se necessario, attraverso P-touch Editor è possibile anche collegare database Excel o file.csv per stampare serie di etichette in modo rapido ed efficiente, con layout anche complessi, e avere la generazione automatica di barcode e QRcode basati sull’integrazione dei dati variabili provenienti dal database stesso.

“Per il nostro Hyris System, questo aspetto è di particolare rilievo – sostiene Simone Romano, Chief Product Specialist Hyris –. Infatti, il QRCode inserito nell’etichetta di ogni bKIT consente di configurare automaticamente bCUBE in un modo adeguato all’analisi che dovrà essere effettuata con un determinato reagente. D’altro canto, è anche basilare disporre di etichette con un layout facilmente modificabile, soprattutto se consideriamo che il nostro catalogo di reagenti, che già comprende un’ampia varietà di prodotti, è in continua crescita”.

Etichette indistruttibili

A differenza delle etichette tradizionali, la tecnologia esclusiva dei nastri TZe di Brother assicura la protezione del testo grazie a uno strato laminato di polietilene trasparente.

I nastri TZe laminati di Brother sono costituiti da sei strati di materiale, che danno origine a un’etichetta sottile ma estremamente resistente. I caratteri vengono stampati con inchiostro a trasferimento termico nella parte sottostante al nastro laminato e sono compresi tra due strati di pellicola di poliestere (PET). Con questo procedimento si ottiene un’etichetta praticamente indistruttibile, in grado di resistere nelle condizioni più estreme.

Brother rende disponibili le etichette TZe laminate in un’ampia gamma di colori, stili e dimensioni (da 3,5 mm a 36 mm). La struttura gli consente di durare nel tempo senza sbiadire né perdere aderenza anche se vengono a contatto con acqua e agenti chimici, se sono esposte alla luce solare o se sono sottoposte alle temperature estreme che abbiamo visto. Resistono anche alle abrasioni.

“Un’attenzione costante all’innovazione, una tecnologia sempre all’avanguardia e una spiccata attenzione al cliente sono i valori che accomunano Brother e Hyris – sottolinea Stefan Dawid, Director Sales Services & Solutions, SPS & Public Administration di Brother Italia –. È stata perciò una grande soddisfazione che, dopo un’attenta analisi e numerosi test, una realtà innovativa e rigorosa come Hyris abbia adottato la tecnologia delle etichettatrici e nastri speciali Brother per la marcatura delle provette dei reagenti usati con Hyris System”.

Alle parole di Stefan Dawid fanno eco quelle di Simone Romano: “Per le caratteristiche peculiari legate alla nostra filiera, la ricerca delle etichette per i nostri reagenti si è rivelata un’attività molto più complessa e sfidante del previsto. Non è stato facile trovare le etichette che cercavamo, ma siamo molto soddisfatti della scelta fatta. Non potevamo trovare soluzione migliore di quella che ci ha fornito Brother, sia in termini di affidabilità sia di personalizzazione”.

Il paziente al centro

Oggi più che mai, la digitalizzazione della sanità deve ruotare attorno al ‘patient journey’ e ai tantissimi dati generati dagli attori del sistema sanitario che hanno a che fare con il paziente. Un patrimonio che, se gestito correttamente, aiuta a modellare al meglio l’offerta dei servizi, contribuendo a eliminare costose inefficienze. E, grazie anche al contributo di Brother, Hyris System è un chiaro esempio in tal senso.

Contributo editoriale sviluppato in collaborazione con Brother

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