Pure Storage Point of View

Il ruolo chiave dello storage per una Sanità sempre più data driven

Perché la gestione dei dati è così importante in ambito sanitario? Quali sono le soluzioni e le tecnologie per andare incontro all’esigenza impellente di una Sanità guidata dai dati? Ne abbiamo parlato con Umberto Galtarossa, partner technical manager di Pure Storage

04 Mar 2022

La Sanità del futuro sarà sempre più data driven. Le organizzazioni sanitarie, infatti, hanno un bisogno crescente di archiviazione e conservazione efficiente di dati: diagnostica per immagini, cartella clinica elettronica, fascicolo sanitario elettronico sono solo alcuni esempi della ingente quantità di informazioni che le strutture sanitarie devono gestire tutti i giorni.
Esigenza, questa, assai sentita anche dal Pharma, settore che ha sempre più l’esigenza di tracciare l’intera supply chain del processo di lavorazione del farmaco.

Non è da meno il settore dei dispositivi medici: basti pensare alla mole impressionante di dati generata dai dispositivi wearable per il controllo remoto dei pazienti.

Tutte operazioni per le quali ci si trova davanti a una grande quantità di dati da memorizzare e archiviare in sicurezza.

La sfida della conservazione dei dati oggi, però, non è soltanto quella dello spazio più o meno grande

a disposizione per memorizzarli. In un settore soggetto a cambiamenti di scenario repentini come quello sanitario (la pandemia da Covid-19 è un esempio recente), il valore dei dati è strettamente connesso alla facilità con cui si riesce ad accedervi in maniera veloce e performante e all’essere scalabile e flessibile del sistema di data storage, ossia alla capacità di quest’ultimo di adattare le proprie prestazioni, risorse e funzionalità in base alle necessità del momento.

Tali esigenze emergono chiaramente dai rispondenti della survey “Innovazione digitale in Sanità e nel Pharma: stato dell’arte e trend di sviluppo”, un’indagine esclusiva condotta dal network Digital360 – in collaborazione con Pure Storage – con l’obiettivo di “misurare” il livello di adozione e il grado di consapevolezza delle tecnologie digitali nelle aziende italiane che operano nel settore sanitario (è possibile scaricare gratuitamente il research report della survey).

Uno scenario dal quale emerge a chiare lettere, dunque, come le aziende del settore sanitario ritengano sempre più il dato come un vero e proprio asset aziendale e come – di conseguenza – lo storage sia da considerare sempre più quale fattore abilitante per le strategie organizzative e di business di qualunque organizzazione sanitaria.

È proprio sull’importanza della gestione e conservazione dei dati in ambito sanitario e sulle soluzioni e tecnologie per andare incontro a queste esigenze che si focalizza il confronto con Umberto Galtarossa, partner technical manager di Pure Storage.

Galtarossa, perché la gestione dei dati è così importante in ambito sanitario?

Nei settori farmaceutico e medicale, l’IT deve essere uno strumento il più possibile trasparente per non gravare sulle operation e garantire un ottimo livello di servizio applicativo, congiuntamente ad una protezione avanzata dei dati.
Spesso, invece, la gestione del dato è frammentata ed è difficile applicare adeguatamente policy di sicurezza aziendali sui dati sensibili.
Va ricordato, in particolare, che in questi settori i dati sono “mission critical” perché relativi a pazienti, protocolli sanitari e sperimentazioni e la loro quantità (numerosità di file, dimensioni dei repository) è spesso superiore rispetto ad altri contesti: parliamo, normalmente, di una gestione anche di centinaia di terabyte di dati.

Una mole impressionante di dati la cui gestione potrebbe impattare anche sui costi

Le soluzioni Pure Storage permettono il consolidamento di questi ordini di grandezza in Storage array molto dense, gestibili da un’unica persona anche non esperta del mondo Storage, abbattendo non solo i costi di gestione e dei datacenter (consumi, raffreddamento e via dicendo), ma liberando anche il tempo dei dipendenti affinché possano concentrarsi sull’innovazione e su compiti più creativi, il tutto garantendo la massima velocità applicativa grazie alla tecnologia All Flash.

Un altro problema è che le organizzazioni sanitarie sono tipicamente organizzate in reparti, ognuna con esigenze di gestione e conservazione dei dati molto diverse

I dati sanitari sono diventati fondamentali per far sì che i medici possano migliorare le cure dei pazienti. Gestire questi dati non strutturati, immagazzinati in silos variamente distribuiti e in rapida crescita, rappresenta una sfida sempre più impegnativa.
La tecnologia legacy rallenta le decisioni mediche e provoca un prolungamento dei tempi di attesa delle informazioni e delle diagnosi dei pazienti. Gli ospedali possono avere decine di applicazioni differenti per registrare, studiare, analizzare e diagnosticare i pazienti, mentre i medici hanno bisogno di un modo semplice ed efficace per muoversi all’interno di tutta questa montagna di dati.

Come si pone Pure Storage in tale contesto?

Le soluzioni Pure Storage abbattono le difficoltà di gestione presenti negli storage tradizionali.
L’IT, quindi, non deve seguire le “best practice” del vendor nella gestione delle risorse, ma può personalizzare la fruizione del dato in base alle esigenze applicative dei singoli reparti e settori aziendali. Pure Storage, inoltre, ha lavorato a stretto contatto con i vendor software del mondo healthcare e, già da diversi anni, studia soluzioni in grado di servire al meglio questi vertical applicativi.

Altro aspetto fondamentale è la continuità operativa. In Sanità, infatti, il dato è strettamente legato alla salute delle persone e, in situazioni di emergenza, perfino alla vita dei pazienti

È vero. In ambito healthcare e farmaceutico, i servizi devono essere sempre attivi, poiché il benessere e la salute delle persone dipendono da essi.
Pure gioca un ruolo del tutto particolare in questo scenario.
Innanzitutto, la tecnologia Pure Storage Evergreen permette ai nostri clienti di non fermarsi mai, né per manutenzione ordinaria, né per refresh tecnologici.

Perché mai dovrebbero “fermarsi”?

Il tipico problema IT è che, ad ogni refresh tecnologico, i sistemi devono essere migrati su nuovi apparati HW. Tuttavia, i clienti Pure Storage possono rinnovare l’HW senza mai fermare i servizi applicativi e senza mai migrare i dati.

Perché dice “i clienti Pure Storage”? Hanno particolari vantaggi?

Sì. Questo punto è di particolare importanza e differenziante rispetto alla maggior parte delle altre soluzioni di mercato. Penso, ad esempio, al mondo ospedaliero e ai sistemi RIS/PACS/VNA che spesso constano di centinaia di TB di dati critici e che, per loro natura, devono essere sempre disponibili. Una volta eseguito il consolidamento su soluzioni Pure Storage, i gestori di questi ambienti critici possono dormire sonni tranquilli e dimenticare migrazioni dati onerose e rischiose.

Con quali tecnologie garantite tutto ciò e in cosa esse si differenziano da altre simili?

Una di queste è il clustering active-active, un’architettura essenziale per la resilienza dei dati nella quale i workload vengono distribuiti su due o più nodi di un cluster in modo da mantenere i dati al sicuro e averli disponibili anche in caso di guasto imprevisto di un componente: un aspetto incredibilmente interessante per il settore healthcare.
Purity ActiveCluster è un semplice cluster active-active integrato che supporta Ethernet e Fibre Channel. A differenza di molte soluzioni presenti sul mercato, ActiveCluster è in grado di fornire accesso active/active sul medesimo volume in entrambi i siti, senza bisogno di hardware o software aggiuntivo.

Sanità “data driven” significa necessità di elaborare i dati (Health Big data) e, quindi, lavorare con tecniche di AI. In tal caso, però, serve un accesso ai dati veloce e smart. In che modo Pure Storage riesce a garantire tutto ciò?

Le soluzioni Pure Storage come FlashBlade, la nostra piattaforma Unified Fast File and Object (UFFO), permettono la perfetta integrazione con i principali ambienti di analytics e AI garantendo, grazie alla tecnologia flash/NVMe, analisi dei dati in real-time e massimizzando le informazioni estraibili da grosse moli di dati.
Questo tipo di applicazioni, inoltre, necessitano di accesso ai dati non strutturati sia attraverso protocolli “file” che “object” e soluzioni come FlashBlade permettono la fruizione dell’informazione attraverso entrambe le tipologie protocollari.
Diverse referenze pubbliche possono testimoniare come la massima velocità di analisi e le semplificazioni introdotte da FlashBlade abbiano dato un contributo in importanti ambiti di ricerca.

I dati in Sanità sono spesso frammentati e non strutturati. Non crede che questa possa essere una barriera alla gestione efficiente dei dati?

Verissimo. I medici devono avere visibilità su tutti i dati pertinenti per decidere le terapie ottimali per i loro pazienti. A differenza dei dati strutturati, quelli non strutturati sono difficili da organizzare, categorizzare e ricercare. Essi possono comprendere immagini come lastre radiografiche e registrazioni video, contenuti testuali di ogni genere come gli appunti degli infermieri nelle cartelle dei pazienti, fotografie di ferite o lesioni, commenti inviati attraverso un sito web, stream di informazioni provenienti da dispositivi medicali wearable e altro ancora.

La sfida della memorizzazione dei dati non strutturati è legata alle loro molteplici tipologie, compresi file e oggetti. I sistemi storage legacy avevano separato queste tipologie, complicando, di conseguenza, la gestione e l’accesso di tutti questi dati in maniera integrata.

Com’è possibile, allora, ovviare a tutto ciò?

È qui che Pure Storage viene in aiuto. Lo storage UFFO è una singola soluzione scale-out ad alte prestazioni per tutti i dati non strutturati di un’azienda. È intuitivo, flessibile e sufficientemente potente da riuscire a gestire persino l’analytics su vasta scala e i workload di AI/machine learning del settore sanitario. E cresce insieme all’attività del cliente, il che significa che è pronto a sostenerne la competitività, oggi come nel futuro.

Già… il futuro. In che modo i dati potranno impattare sulla qualità delle cure per i pazienti?

La sanità di domani dovrà essere supportata da soluzioni capaci di riunire insieme tutti i dati dei pazienti con un unico punto di accesso che permetta di trattare ciascun individuo come un insieme, anziché dover esaminare un singolo problema medico per volta.
Si tratta di mettere insieme cure, imaging e competenze AI per migliorare il rilevamento e la conoscenza delle malattie e offrire una migliore esperienza ai pazienti con una superiore velocità di diagnosi e trattamento.
Abbattendo i silos di dati e adottando una piattaforma storage UFFO come FlashBlade, i medici si troveranno nella posizione ideale per accedere ai dati e analizzarli in modo da supportare meglio il processo decisionale richiesto dalla sanità moderna.

Il Cloud è ormai tecnologia abilitante in Sanità. Come si pone Pure in tale contesto?

L’approccio Cloud è una realtà, ormai, in molti settori.
In ambito sanitario, si parla spesso di hybrid cloud, dato che sono presenti sia soluzioni on-premise che cloud native.
La forza di Pure Storage è data dal fatto che abbiamo abbracciato il cloud fin dal principio con un approccio a servizio valido tanto nelle nostre soluzioni on-premise che in quelle cloud native.

Ci fa qualche esempio di tali soluzioni Cloud?

Soluzioni come Portworx, ad esempio, permettono la gestione del dato e la sua portabilità sia on-premise piuttosto che presso un cloud provider.
Inoltre, modelli di fruizione infrastrutturale come Pure as a Service permettono ai clienti di utilizzare il servizio storage pagando esclusivamente quello che viene realmente utilizzato.

È possibile testare sul campo la tecnologia Cloud di Pure prima di acquistarla e implementarla?

Certamente e attraverso diversi strumenti. I clienti interessati possono testare le soluzioni Pure Storage tramite laboratori virtuali denominati TEST DRIVE che permettono agli utenti di toccare con mano la tecnologia, verificando gli aspetti più interessanti come la protezione anti-ransomware, la data replication e via dicendo.
I clienti che, invece, necessitino di test che coinvolgano le proprie applicazioni e i propri dati possono contattarci per avviare un P.o.C. (Proof of Concept) in cui noi e i nostri partner diamo supporto nel testare le applicazioni su qualsiasi nostra piattaforma.
Le soluzioni in P.o.C. non sono macchine temporanee: vengono configurate in base all’esigenza del cliente, il supporto Pure Storage è attivo per tutta la durata del P.o.C e, in caso di successo dei test, le piattaforme restano già installate e configurate a casa del cliente.

La Sanità e tra le più vessate dagli attacchi dei cybercrimali e conseguenti minacce per il riscatto dei dati. Quali sono le strategie di storage per ovviare a tale, enorme, criticità del settore sanitario?

È assolutamente corretto rilevare come il settore della Sanità sia preso spesso di mira dai cybercriminali a causa dei dati sensibili che vi si possono trovare.
Le vittime non dovrebbero pagare riscatti, ma un fermo operativo di qualche genere è inevitabile.
Due sono le cose assolutamente essenziali per tornare alla normalità dopo un attacco ransomware: copie di backup valide e utilizzabili e la capacità di ripristinare i dati ad alta velocità.
Sfortunatamente, i cybercriminali sanno bene che i backup sono essenziali per il ripristino degli ambienti colpiti dal ransomware e, quindi, si stanno concentrando proprio per colpire i backup.

Cosa si può fare, allora, per salvaguardare i backup?

Le copie di backup devono essere protette. Le aziende dovrebbero prendere in considerazione una soluzione storage all-flash capace di effettuare copie snapshot immutabili dei dati presenti in tutto l’array, così che un eventuale hacker non possa crittografare né modificare le informazioni.

Ospedali e strutture sanitarie, però, hanno anche bisogno di recuperare i dati molto velocemente

Esatto. Le aziende e le organizzazioni di questo settore hanno bisogno di velocità di ripristino senza precedenti, così da poter tornare rapidamente operative a seguito di un attacco, limitando i danni finanziari, quelli alla reputazione e, soprattutto, garantendo ai pazienti qualità e continuità della cura anche in situazioni di emergenza quali quella di un attacco da parte dei cybercriminali.
In tal senso, FlashBlade può raggiungere velocità di ripristino record di 270 TB/ora con un picco nella velocità di backup di 90 TB/ora, oltre che effettuare copie snapshot SafeMode: si tratta di snapshot a sola lettura e, dunque, immutabili.

Cosa intende, esattamente, per “immutabili”?

Che non possono essere né crittografate né cancellate dagli hacker e nemmeno dagli amministratori che hanno accesso al sistema o al software di backup.
La policy delle snapshot può essere modificata solamente da personale autorizzato dall’azienda a diretto contatto con Pure Support.
SafeMode è implementato gratuitamente nell’ambiente operativo Purity ed è disponibile con tutti i sistemi FlashBlade e FlashArray.
Lo storage UFFO, inoltre, garantisce prestazioni multidimensionali anche al crescere dei volumi di dati, per una totale serenità di fronte a possibili attacchi.

Come stanno evolvendo, secondo lei, le esigenze di storage delle imprese IT più orientate all’innovazione?

Il modello cloud ha imposto delle regole di agilità, time-to-market e sicurezza intrinseca che stanno cambiando le necessità IT di molti clienti. Pensiamo a come questo abbia impattato la vita privata di ognuno di noi e, quindi, nel privato, anche quella dei nostri clienti: accesso del dato ubiquo e soprattutto da dispositivi mobile, garanzia di data protection senza necessità di operazioni manuali, certezza di recupero dati in caso di disastro (perdo il telefono, ne uso un altro: voglio ritrovare i miei dati).

E cosa sta facendo Pure Storage per andare incontro a tali esigenze?

Pure Storage sta cavalcando esattamente questi temi: un IT agile che non debba concentrarsi sul micro-management infrastrutturale e sistemi in grado di gestire grandi quantità di dati eterogenei (applications, smart devices, IoT), tecnologie di data protection integrate a prova di attacco ransomware, time-to-market ridotto al minimo grazie ad un approccio “as a code” con tecnologie come Pure Fusion e dati fruibili ovunque, ad esempio grazie alla piattaforma Pure1.

C’è qualche trend particolare, in tal senso, attualmente in crescita sul mercato?

L’approccio “as-a-code”: le applicazioni di domani in grado di generare codice autonomamente necessitano di un’infrastruttura che “parli” direttamente con il linguaggio di programmazione.
E Pure Storage, con soluzioni come Pure Fusion, va esattamente in questa direzione.

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