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Così l’orchestrazione dei processi rivoluziona l’efficienza della Sanità



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Come integrare informazioni e sistemi, orchestrare in modo dinamico processi e servizi e misurare il valore reale degli investimenti in Sanità Digitale? Sono questi i temi, le sfide e le domande a cui si è provato a dare risposta nel corso dell’evento “La misura del valore della Sanità Digitale: orchestrare dati, processi e risorse”

Pubblicato il 21 apr 2026



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La sanità digitale in Italia ha raggiunto ormai una buona maturità tecnologica. Tuttavia, affinché essa si trasformi in innovazione di valore per l’intero ecosistema sanitario, s’impone un cambio di prospettiva: il passaggio dalla semplice digitalizzazione e interoperabilità dei dati all’orchestrazione dei processi e delle risorse.

Ma come integrare informazioni e sistemi, orchestrare in modo dinamico processi e servizi e misurare il valore reale degli investimenti in Sanità Digitale?
Sono questi i temi, le sfide e le domande a cui si è provato a dare risposta nel corso dell’evento – organizzato da Digital360 GOV, con la partecipazione di DNV Imatis – “La misura del valore della Sanità Digitale: orchestrare dati, processi e risorse” che si è tenuto a Milano il 15 aprile e a Roma il 16 aprile.

La sfida principale che devono affrontare oggi le strutture sanitarie non è più la mancanza di strumenti tecnologici, ma la frammentazione dei sistemi esistenti: dal confronto tra gli esperti che hanno partecipato all’evento, infatti, è emerso chiaramente come occorra trasformare l’Ospedale in un sistema sempre più connesso e capace di rispondere in tempo reale alle esigenze di medici, infermieri e pazienti attraverso un approccio basato sull’orchestrazione dei processi.

Abbattere i silos con l’orchestrazione dei processi

Il panorama tecnologico odierno vede le strutture sanitarie dotate di numerosi servizi digitali che spesso operano in modo isolato, creando silos.

Secondo Nina Zoric – Corporate Strategy DNV Imatis – la vera barriera all’efficienza non è l’assenza di tecnologia, ma l’indipendenza di questi sistemi: “Il problema negli ospedali non è la mancanza di sistemi, ma il fatto che questi sistemi sono indipendenti e, solitamente, lavorano a silos”. E questa frammentazione costringe il personale a una continua rincorsa alle informazioni, dove ogni operazione avviene in modo sequenziale e manuale, chiarisce Zoric.

L’introduzione di un Orchestratore permette invece di superare questa modalità operativa, offrendo una visione completa su come eseguire le attività e su come le singole azioni impattino sull’intero sistema complesso.

Quando i dati sono connessi, il processo decisionale migliora drasticamente: è possibile individuare le risorse in tempo reale, riducendo del 50% il tempo necessario per capire cosa stia accadendo in un reparto. In questo modo, la digitalizzazione della sanità smette di essere un onere burocratico e diventa un acceleratore di flussi di lavoro ottimizzati.

Vantaggi per ospedali e pazienti: gli esempi concreti

L’efficacia dell’approccio di orchestrazione dei processi è dimostrata da risultati concreti ottenuti in diverse realtà europee.

Zoric riporta, a titolo d’esempio, l’esperienza del Sykehuset Østfold, un ospedale norvegese con oltre 5.000 dipendenti e 630 posti letto che ha centralizzato il coordinamento dei pazienti indirizzando le richieste direttamente alla figura professionale corretta, in base al ruolo. L’integrazione di sistemi come la telemetria ha portato a risultati straordinari: Integrando sistemi come la telemetria, abbiamo ottenuto un’accelerazione del 50% nel turnover dei letti”. Inoltre, l’automazione ha permesso di eliminare circa 100 compiti inutili o duplicati ogni giorno, fa notare il Corporate Strategy DNV Imatis.

Un altro esempio significativo proviene dal Regno Unito, presso l’NHS Royal Cornwall Hospitals Trust. In una situazione di forte pressione sulle prestazioni, l’adozione di un sistema di chiamata infermieri “silenzioso” ha ridotto del 50% l’inquinamento acustico causato dagli allarmi continui. Questa innovazione ha avuto un impatto diretto sulla cura: la durata della degenza si è ridotta di mezza giornata per paziente, creando l’equivalente di quattro letti extra a settimana a parità di risorse fisiche. Il 12% in più dei pazienti ha dichiarato di aver riposato meglio, accelerando di fatto il proprio percorso di guarigione.

I benefici di una gestione intelligente delle attività: informazioni utili in tempo reale (e alle persone giuste)

“La tecnologia può supportare quotidianamente il personale attraverso la gestione intelligente delle attività”, spiega Ole Christian LokenhagenClinical Solution Specialist DNV Imatis – entrando nei dettagli della tecnologia messa a disposizione dal suo Gruppo. Una delle principali funzionalità del sistema – chiarisce Lokenhagen – è un particolare modulo (TASKS) che può essere applicato non solo ai trasportatori ospedalieri, ma a qualsiasi servizio operativo o di supporto come pulizie, manutenzione o gestione dei letti.

La creazione di un’attività può avvenire manualmente o automaticamente tramite regole di attivazione, i cosiddetti trigger. Ad esempio, nel momento in cui nel sistema Electronic Patient Record (EPR) viene registrata la dimissione di un paziente, il sistema può generare istantaneamente una richiesta di pulizia per quella specifica stanza: “Il modulo TASKS può essere utilizzato praticamente per qualsiasi cosa”, sottolinea il Clinical Solution Specialist.
L’integrazione dell’Internet of Things (IoT) permette, inoltre, di attivare compiti premendo semplici pulsanti fisici che inviano informazioni immediate alle applicazioni dedicate.

Gestione basata sui ruoli e coordinamento in tempo reale

Un aspetto importante della digitalizzazione della sanità è la capacità di indirizzare l’informazione alla persona giusta senza generare “disturbo”. Il sistema sviluppato da DNV Imatis si basa sui ruoli: ad esempio, se un’attività richiede l’intervento di un Infermiere Specialistico, solo gli operatori con quel profilo visualizzeranno il compito. L’assegnazione può essere gestita da un coordinatore o avvenire in modo totalmente automatico, con la possibilità per gli operatori di scegliere autonomamente i compiti da una lista di priorità.

Durante il trasferimento di un paziente, ad esempio, l’infermiera imposta semplicemente lo stato su “Trasferimento” nel suo terminale. Il sistema crea automaticamente l’attività, identificandola con icone specifiche, e il trasportatore riceve la notifica sul suo dispositivo mobile. Quando il trasporto viene accettato, il sistema cambia colore (ad esempio, in giallo), informando in tempo reale il reparto che l’attività è in corso. Questo monitoraggio costante garantisce che, una volta completata la consegna del paziente, tutte le applicazioni collegate si aggiornino istantaneamente.

Orchestrazione dei processi: un valore inestimabile per la direzione strategica

Oltre al miglioramento dell’operatività quotidiana, l’orchestrazione dei processi genera un patrimonio informativo di inestimabile valore per la direzione strategica.

Ogni attività completata, inclusi i tempi di percorrenza e le eventuali note inserite dagli operatori per spiegare ritardi o intoppi, viene salvata in un database dedicato. Questi dati sono fondamentali per presentare dashboard che permettono al management di comprendere le performance della struttura e identificare aree di miglioramento in tempo reale.

Questo approccio si sposa perfettamente con il paradigma della Value Based Healthcare (VBHC). “È necessario passare da un modello che premia il volume delle prestazioni a uno che valuta gli esiti clinici in rapporto ai costi sostenuti” – evidenziano al proposito Daniela PoliPartner Healthcare Boston Consulting Group e Cesare MartinelliProject Leader Healthcare Boston Consulting Group.

L’orchestrazione fornisce i servizi necessari per questa transizione, consentendo di misurare con precisione l’intero percorso del paziente e di allocare le risorse in modo ottimale, evitando colli di bottiglia e sprechi.

L’integrazione tra ospedale e territorio

La visione della sanità digitale non può limitarsi alle mura dell’ospedale.

Massimo Tarantino, Partner – Digital360 Healthcare, pone l’accento sulla necessità di una sanità che guardi al singolo cittadino in maniera predittiva. In questo contesto, l’orchestrazione agisce come leva strategica per accelerare l’integrazione tra ospedale e territorio, un obiettivo centrale del decreto DM 77.
Attraverso piattaforme connesse, è possibile garantire che le informazioni siano condivise tra i diversi attori del sistema sanitario, inclusi i medici di medicina generale e le centrali operative territoriali.

Rosaria Cecere, Manager – Digital360 Healthcare, pone l’accento, tra l’altro, sull’utilizzo di dashboard interattive che permettono di seguire il continuum assistenziale del paziente, evidenziando rischi e necessità di intervento immediato per evitare aggravamenti. L’adozione di queste soluzioni, infatti, non rappresenta solo un investimento tecnologico, ma un passo decisivo verso un sistema sanitario più resiliente, trasparente e focalizzato sul valore reale generato per il paziente.

Claudio Franzoni, Partner – Digital360 Healthcare, sintetizza efficacemente la necessità di questo cambiamento strutturale: “Poterlo adottare non è un tema di tecnologia (la tecnologia aiuta), ma prima bisogna avere le idee chiare sulla standardizzazione dei processi clinici per il trattamento dei pazienti”.

È solo attraverso questa sintesi tra chiarezza organizzativa e potenza dell’orchestrazione digitale che la Sanità può raggiungere gli standard di affidabilità e coordinamento richiesti dalle sfide del futuro.

Questi alcuni dei messaggi chiave emersi dall’evento che, pur essendo – per sua natura – dedicato a una platea specifica di addetti ai lavori, ha fatto registrare una grande adesione nelle due giornate di Milano e Roma.

Continuate a seguirci: in una serie di prossimi approfondimenti scopriremo nei dettagli le diverse tematiche affrontate dai relatori nel corso dell’evento.

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