VR & AR

Metaverso, Sanità e Data Protection

Cos’è il Metaverso, le applicazioni in ambito sanitario, i potenziali vantaggi e i rischi e le incognite per la protezione dei dati: la vera sfida per le aziende, ancor più nel settore Health, sarà progettare e costruire questo nuovo mondo virtuale in modo responsabile

Pubblicato il 25 Apr 2022

Francesco Curtarelli

Legale, manager @ P4I

Nicla Guerra

Privacy Legal Consultant @ P4I

È ormai noto che l’attenzione nei confronti del Metaverso sia cresciuta radicalmente dopo l’annuncio del rebrading di Facebook in Meta. Invero, si tratta di un concetto tutt’altro che recente e riportato in auge nello scorso anno.

Metaverso: le origini 

Già nel 1992, lo scrittore statunitense Neal Stephenson usava il termine Metaverso, nel suo libro di fantascienza Snow Crash, per indicare un universo virtuale tridimensionale all’interno del quale persone fisiche, per il tramite di avatar, potevano muoversi ed interagire.

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Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson nel suo libro di fantascienza Snow Crash (1992)

Dalla pubblicazione di quel romanzo, di anni ne son passati, ma solo oggi si inizia a familiarizzare con questa dimensione.
Cosa si intende oggi, quindi, con il termine Metaverso? Potrebbe contribuire ad avviare una nuova era della Sanità? E, soprattutto, sarà in grado di tutelare la nostra privacy?

Cos’è il Metaverso

Definire il Metaverso non è semplice in quanto non esiste una definizione univoca: non è un prodotto, una tecnologia specifica o una piattaforma.
Possiamo descriverlo come un mondo virtuale strettamente correlato a quello reale, nel quale gli utenti, attraverso avatar personalizzati, possono socializzare, lavorare, fare acquisti e tanto altro.

Metaverso e mondo reale possono poi interagire tra loro attraverso visori, occhiali digitali o sensori che fungono da ponte tra i due mondi e che diventano un tutt’uno, sovrapponendosi e generando un’esperienza immersiva multidimensionale, condivisa e fruibile universalmente.

Quando parliamo di Metaverso, indubbiamente, la prima associazione logica e naturale ci rimanda al gaming: non a caso, il mondo dei videogiochi rappresenta uno dei settori all’avanguardia da questo punto di vista.

Gli ambiti applicativi del Metaverso, però, sono diversi: dalla moda, al settore educativo, culturale, immobiliare fino al mondo sanitario.

Il Metaverso in Sanità 

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E’ proprio sul Metaverso in ambito sanitario che desideriamo focalizzare la nostra attenzione.

Il fatto che la tecnologia stia spingendo la Sanità verso una digitalizzazione delle cure e dei rapporti medico-paziente è ormai cosa nota: soprattutto in seguito all’emergenza sanitaria, si sono sviluppati sistemi di telemedicina e, in generale, di connected care, tracciando la direzione verso la decentralizzazione delle cure.

Il Metaverso apre una nuova frontiera in tal senso: non si limita a portare al domicilio del paziente le cure, ma porta questo concetto di decentralizzazione agli estremi, ospitando pazienti e medici in nuovi spazi fisico/virtuali sempre disponibili e a portata di clic.

Gli interventi regolatori non si sono fatti attendere: PNRR, FSE 2.0, linee guida su telemedicina, teleriabilitazione, cure domiciliari sono solo alcuni dei più recenti tentativi di regolamentare la digitalizzazione in sanità.

Metaverso in Sanità: i potenziali vantaggi

L’obiettivo dell’innovazione digitale, in generale, non vuole essere creare un mondo completamente sostitutivo della realtà, quanto piuttosto creare un’opportunità in più che, applicata al contesto sanitario, possa implicare una migliore accessibilità ai percorsi di cura, una maggiore e più frequente interazione medico-paziente, una più agevole esperienza immersiva per la formazione del personale medico.
Non dimentichiamo, infatti, che dietro al Metaverso vi è una convergenza di diverse tecnologie: realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR), realtà mista (MR), intelligenza artificiale (AI), blockchain. Tecnologie che si sono già affermate e che vedono l’ambito sanitario come un ambito in cui evolversi e apportare il loro contributo.

In tal senso, proviamo a riflettere in merito ai casi di persone affette da patologie rare che devono scontare non solo la sorte di essere affetti da malattie le cui possibilità di cura potrebbero essere notevolmente ridotte, ma potrebbero subire altresì l’assenza di personale medico e/o strutture specialistiche sul proprio territorio.
L’erogazione di servizi sanitari nel Metaverso potrebbe fornire nuove opportunità e soluzioni inesplorate, dando a tali pazienti la possibilità di accedere a cure mediche erogate da strutture sanitarie fisicamente ubicate in altre regioni, in altri Stati, in altri continenti.
Abbattimento delle barriere territoriali, nuove possibilità e (speranze) di cura sono solo alcuni dei vantaggi potenzialmente legati allo sviluppo di servizi sanitari nel Metaverso.

Metaverso, Sanità e Data Protection

Alle prime riflessioni introduttive sul Metaverso è doveroso accompagnare una valutazione sulle implicazioni della nuova dimensione rispetto al trattamento dei dati personali e alla loro protezione in tali ambienti: un banco di prova non indifferente per il GDPR e il suo approccio Technology neutral.

I dati e le informazioni sono sicuramente la linfa vitale del Metaverso e tale ambiente si nutre non solo di informazioni “accessorie-descrittive” rese proattivamente e consapevolmente dagli utenti che lo popolano, ma altresì di informazioni “sostanziali-ontologiche” frutto dell’esistenza stessa di un nostro alter-ego digitale. Questo a riprova di come i confini tra realtà e virtuale possano considerarsi altamente permeabili.

Metaverso e dati sanitari: i rischi 

Se la protezione dei dati personali è già oggi una tematica di grande attenzione, soprattutto in ambito sanitario, è lapalissiana la rilevanza del tema all’interno del Metaverso.

Creando il proprio avatar e iniziando a vivere tale ambiente, ogni singola azione (o non azione) svolta dall’utente si traduce in un dato personale utile a svelare qualcosa di quell’avatar. Dall’analisi di tali dati “grezzi” è possibile quindi creare profili, dedurre specifiche attitudini, personalità, inclinazioni, paure, ansie, patologie.
Non si tratta più solamente di conoscere i comportamenti manifesti degli utenti online, bensì di legare a tali dati ulteriori informazioni derivanti dai movimenti effettuati, i battiti cardiaci al verificarsi di determinati eventi, le interazioni con la realtà virtuale circostante, il soffermarsi in un luogo o l’andare oltre, tutti dati che – opportunamente analizzati – potrebbero portare a dedurre aspetti personalissimi: emozioni vissute, stati psicologici, desideri, aspettative, stati d’animo.
Ben si potrebbero poi legare al proprio avatar digitale connotati reali quali dati biometrici e caratteristiche fisiche, nonché, per le strutture sanitarie attive in un Metaverso, esiti di esami e informazioni derivanti da monitoraggi a distanza di parametri vitali.
Il rischio intrinseco che ne deriva è rappresentato, pertanto, dalla “incontrollata” raccolta di tutte queste informazioni e dai successivi utilizzi di dati personali che possono conseguirne: chi, come, quando e per quale motivo avrà accesso a tutto questo corredo informativo proprio di ogni avatar? Come si svilupperà e quali connotati dovrà avere la relazione medico-paziente in tali ambienti, relazione mediata dall’utilizzo di piattaforme e strumenti tecnologici che vede, quindi, un’intermediazione necessaria di terze parti “abilitanti” non necessariamente soggette ad un segreto professionale?

Metaverso in Sanità e normativa attuale

Per quanto possa essere sicuramente complicato riuscire a dare risposte a queste domande, si tratta di aspetti in parte già noti e regolati dall’attuale normativa sulla protezione dei dati personali che, sulla scorta dell’art. 25 GDPR e dei provvedimenti dell’Autorità Garante, prevede come qualsiasi nuova iniziativa e qualsiasi nuovo trattamento di dati debba nascere rispettando i principi di privacy by design e by default, garantendo dunque una protezione dei dati (tanto in termini di riservatezza quanto di disponibilità e integrità) per impostazione predefinita e fin dalle fasi di progettazione.

Metaverso in Sanità: una sfida per le aziende 

Il Metaverso in generale e, in particolare, lo sviluppo di servizi sanitari in tale ambiente presentano senz’altro da un lato grandi potenzialità, dall’altro molteplici incognite lato data protection.
In questo approfondimento, abbiamo inteso soltanto introdurre tali incognite e potenziali problematiche, questioni molto complesse che approfondiremo assieme nei prossimi contributi.
La vera sfida per le aziende che stanno contribuendo allo sviluppo del Metaverso sarà, in ogni caso, progettarlo e costruirlo in modo responsabile, ancor di più nell’ambito sanitario viste le tipologie di dati trattati.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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