Healthcare robotics

La robotica nella Sanità tra sfide e opportunità

Dalla chirurgia alla riabilitazione fino alle mansioni giornaliere negli ospedali. I robot possono giocare un ruolo fondamentale nella modernizzazione dei servizi a tutela della salute per far fronte all’emergenza della pandemia e impattare positivamente sul futuro della Medicina

Pubblicato il 03 Mar 2022

Maria Teresa Francomano

Executive Director e co-founder di Heaxel

robotica nella sanità

La Sanità si trova di fronte a un momento cruciale della sua evoluzione che sempre più s’interseca con l’alta tecnologia.
Dalla digitalizzazione all’Intelligenza Artificiale, le nuove soluzioni hi-tech offrono possibilità di crescita ed efficienza inedite, rese ancora più necessarie dalle particolari condizioni imposte dalla pandemia. L’emergenza Covid-19, infatti, ha fatto emergere nuovi approcci e modelli di gestione e cura miranti, nonostante le difficoltà aggiuntive, a mantenere inalterato o far aumentare il livello di tutela dei pazienti e del personale sanitario.
Una combinazione di opportunità e problematiche da risolvere, quindi, che ha portato in primo piano il valore di un’altra branca fondamentale di questa modernizzazione:
la robotica. Quest’ultima, forte di un’esperienza già corposa acquisita sul campo, nell’ultimo periodo ha visto acuirsi la sua rilevanza, grazie anche alle possibilità che offre di portare avanti trattamenti e servizi a distanza.
Grandi potenzialità da sfruttare, ma anche da governare e guidare, affinché i robot si pongano realmente al servizio dei pazienti e dei lavoratori del settore.

La penetrazione della robotica nella Sanità

L’aumento della rilevanza e dell’impiego dei robot nella Sanità emerge anche dai numeri.
Secondo il World Robotics 2021, report dell’International Federation of Robotics, infatti, il mercato dei robot per il servizio professionale avrebbe generato nel 2020 un fatturato, a livello mondiale, di 6,7 miliardi di dollari, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente.
Una dinamica in cui il settore medico è grande protagonista: è uno dei 5 comparti principali coinvolti e rappresenta il 55% del fatturato totale, grazie soprattutto alle strumentazioni chirurgiche. Ma si segnala anche un aumento significativo dei robot per la riabilitazione e la terapia non invasiva (nel 2020 hanno rappresentato l’applicazione medica più rilevante in termini di unità vendute).

TOP 5 applicazioni nella robotica di servizio (fonte: World Robotics 2021)

La robotica nella Sanità: i campi di applicazione

A favorire questo trend in crescita è anche l’amplissima gamma delle possibili applicazioni che, in ambito sanitario, possono avere le tecnologie robotiche: dalle funzioni più semplici a quelle più complesse, a sostegno di specifiche discipline.
Limitandoci alle principali, si parte, infatti, da quelle che potremmo definire attività di servizio e più routinarie, come ad esempio la distribuzione e l’approvvigionamento di materiali e farmaci all’interno degli ospedali secondo procedure e percorsi standardizzati. Ciò col beneficio di sgravare, almeno in parte, il personale da queste mansioni ripetitive che possono così svolgersi anche mantenendo un adeguato distanziamento interpersonale.
Esistono, poi, robot maggiormente “sociali” che possono interagire direttamente con i soggetti sottoposti alle cure, ad esempio per la terapia di patologie neurologiche, creando un modello più interattivo di trattamento che – per i pazienti – ha vantaggi non solo d’efficacia ma anche emotivi.
L’uso della robotica per la chirurgia e la riabilitazione e il recupero ha un radicamento particolare che merita un approfondimento specifico (si veda più avanti: “Robotica nella Sanità: una nuova centralità nella riabilitazione”).

Gli ospedali più smart al mondo: l’Italia c’è. Ma occorre accelerare 

Tali applicazioni rientrano tutte in quel processo di definitiva modernizzazione tecnologica delle nostre strutture ospedaliere che non è più rinviabile, come testimoniato anche da uno degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per gli investimenti in campo sanitario che mira a “potenziare e innovare la struttura tecnologica e digitale del Servizio Sanitario Nazionale a livello centrale e regionale.
Una dinamica che vede in parte l’Italia già protagonista, visto che – ad esempio – 13 strutture del nostro Paese sono state inserite tra le 250 comprese nel World’s Best Smart Hospitals 2021, l’elenco sviluppato da Newsweek in collaborazione con Statista: un risultato significativo ma su cui ancora lavorare estendendolo in maniera capillare dai nosocomi di eccellenza a tutto il sistema.

Un’altra dimostrazione, anche se più indiretta, della validità del contributo della robotica nella tutela della salute, è il suo utilizzo per la prevenzione degli infortuni e la promozione del benessere psico-fisico negli ambienti di lavoro, con progetti che hanno visto in prima linea anche soggetti istituzionali di riferimento come l’INAIL.

Robotica nella Sanità: l’esperienza della Chirurgia

Una delle specialità mediche che può offrire uno specchio più fedele dello stato dell’arte della robotica applicata alla Sanità è la Chirurgia.
Essa è stata pioniera in questo settore. Tanto che, nel 2021, si celebra il ventennale del primo intervento di questo tipo in Italia.
Basti pensare, come sottolinea anche la Società Italiana di Chirurgia (SIC), che nel 2019 gli interventi di chirurgia robotica sono stati poco meno di 24mila.
Davanti a tutti, quelli che hanno riguardato l’Urologia (67%), seguiti da quelli di Chirurgia Generale (16%), Ginecologia (10%), Chirurgia Toracica e Otorinolaringoiatria.
Un impiego così significativo che ha valorizzato i vantaggi di tali tecnologie per i chirurghi, consentendo loro essere più precisi grazie all’ingrandimento dell’immagine dell’area su cui devono intervenire e sfruttare la rotazione del braccio robotico, superiore a quella della mano umana.
Ma benefici si registrano anche per i pazienti, con traumi e dolori minori e un’inferiore perdita di sangue che si traducono in una maggiore sicurezza complessiva delle operazioni.

Robotica nella Sanità: una nuova centralità nella riabilitazione

Altra specialità significativa per comprendere il fenomeno è quella della riabilitazione e del recupero funzionale, a partire dalle patologie neurologiche e ortopediche che compromettono il movimento e l’equilibrio.
La robotica, infatti, sta ad esempio diventando sempre più un valore aggiunto nella neuroriabilitazione, necessaria a seguito di ictus o patologie quali il morbo di Parkinson o legate a problematiche del midollo spinale. Essa è utilizzata per cercare di migliorare aspetti come la mobilità degli arti inferiori e superiori o l’efficienza nel camminare con sistemi che monitorano e sostengono le dinamiche del movimento grazie ad approcci variegati e alla possibilità di creare un’interazione immediata col paziente, motivandolo ancora di più nel suo impegno di recupero. Si tratta di tecnologie che permettono un approccio allo stesso tempo flessibile, ma anche preciso e calibrato, basato su parametri fortemente personalizzati che consentono una puntuale verifica analitica dell’evoluzione della terapia.
Inoltre, in questo ambito, il ruolo dei robot può assumere un ulteriore significato e offrire un’importante risposta al tema delle procedure di riabilitazione non legate al Covid nel periodo della pandemia. Esse, infatti, hanno fatto registrare un pesante rallentamento con conseguenti effetti negativi sulla salute dei pazienti, come è stato illustrato – ad esempio – durante il 49esimo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER).

Il ruolo dei robot affinché la casa sia il primo luogo di cura 

L’implementazione ancora più massiccia dell’uso dei robot potrebbe infatti favorire, quando possibile, un più diffuso svolgimento di questi trattamenti tra le mura di casa abbinato a un controllo rigoroso del terapeuta attraverso la telemedicina.
E, con l’evolversi della tecnologia verso strumenti sempre più “smart” e dal semplice utilizzo, potrebbe consentire di portare avanti trattamenti medicalmente avanzati anche in contesti territoriali lontani dai grandi centri che spesso non possono avvalersi di strutture all’avanguardia su tali cure.
Un’evoluzione proficua anche quando si concluderà l’emergenza Coronavirus e che permetterebbe di compiere un’ulteriore passo avanti nella piena applicazione del paradigma del “Continuum of Care” in cui la terapia riabilitativa inizia negli ospedali e nelle cliniche e continua a valle delle dimissioni da essi.
In linea con la valorizzazione della “casa come primo luogo di cura”, come indicato nell’ambito di una delle linee di investimento del PNRR.

Robotica nella Sanità: linee guida, standard e principi etici 

Sono molteplici – e trasversali all’intera Sanità – i vantaggi offerti dalla robotica.
Ma, innegabilmente, questa evoluzione tecnologica pone anche delle problematiche da monitorare e gestire affinché le opportunità siano colte appieno per tutti gli attori coinvolti.
Emerge la necessità, oltre che di un’adeguata e continua formazione degli operatori, di individuare linee guida di riferimento e standard comuni per l’uso di queste tecnologie, in modo da garantire al personale medico (e, di conseguenza, ai pazienti) uno scenario complessivo e definito in cui sia possibile muoversi in maniera coerente e coordinata.
Un’esigenza ben percepita anche dall’interno del mondo sanitario, come dimostra, ad esempio, in campo riabilitativo, la “Conferenza di Consenso” lanciata a questo scopo dalla SIMFER e dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN), insieme all’Istituto Superiore di Sanità.
Un lavoro complesso, con implicazioni pratiche ed etiche evidenziate anche dai principi – individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel report “Ethics and governance of artificial intelligence for health” – per guidare l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito della salute. Tra questi principi:

  • la protezione dell’autonomia umana
  • la trasparenza
  • la “spiegabilità” e l’intelligibilità
  • la promozione della responsabilità
  • la garanzia dell’inclusività.


Futuro (e sfide) della robotica nella Sanità

Il prossimo futuro propone, quindi, una sfida importante all’intero mondo della Sanità. Quella di esplorare fino in fondo le opportunità offerte dalla robotica e il suo impatto positivo che può riguardare, potenzialmente, ogni branca della Medicina ed esprimersi in contesti che vanno dalla sala operatoria alle corsie dell’ospedale fino alle abitazioni dei pazienti.
Ovviamente, per rispondere alle emergenze ma, come nel caso della riabilitazione e della neuroriabilitazione, due dei settori in cui le evoluzioni appaiono più interessanti, anche per consolidare e amplificare i miglioramenti clinici ottenuti nel tempo. Con modalità che consentano ai pazienti di muoversi sempre più all’interno di un contesto per loro familiare e accogliente, semplificando il lavoro dei medici senza comprometterne l’efficacia.
Tutto questo significa una più elevata qualità della vita per tutti i soggetti coinvolti. Perché è a questo che deve puntare ogni tecnologia applicata alla Sanità: divenire una fonte di benessere sia per i pazienti che per i professionisti della salute.

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