L' analisi

Digital Health: investimenti record anche nel 2021

Già superato il record di finanziamenti dello scorso anno. Lo scenario di mercato, le previsioni e le tecnologie più promettenti per il business della salute digitale

21 Ott 2021

Massimo Mattone

Direttore Responsabile HEALTHTECH360.it

Il miglior anno di sempre per la salute digitale.
Il record di finanziamenti – che ai più era sembrato storico e, forse, irripetibile poiché favorito dalla pandemia – lo aveva già fatto segnare il 2020. Un anno diverso da qualsiasi altro, si era detto, e non solo per la pandemia.
Lo scorso anno, le startup del settore salute digitale avevano ottenuto il primato assoluto di finanziamenti: 14 miliardi di dollari per le startup con sede negli Stati Uniti (dati: Rock Health). Circa il doppio dei 7,4 miliardi del 2019 (8,2 nel 2018).

Infografica che mostra il record di finanziamenti nella digital health nell'anno 2020
Finanziamenti delle startup digital health Usa nel 2020 (Rock Health)

2021: è di nuovo record di investimenti in salute digitale

Ma l’anno che stiamo vivendo non vuol essere da meno del precedente. Gli investimenti nel Q1 2021 hanno superato quelli – già record – del 2020. Nel solo primo trimestre, hanno raggiunto i 6,7 miliardi di dollari. Tanto quanto ottenuto nell’intero primo semestre del 2020: “Il trimestre più finanziato di sempre nella salute digitale”, s’era detto alla fine di marzo di quest’anno. Ancora una volta, presumendo si trattasse di un evento eccezionale o, comunque, non replicabile nell’immediato futuro.

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mercato finanziamenti digital health Q1 2021
Finanziamenti digital health nel Q1 2021 (Rock Health)

H1 2021: mai così tanti investimenti nella digital health 

Ma, evidentemente, non era così. Tempo tre mesi ed ecco, a chiusura del primo semestre 2021, arrivare un altro record a sbaragliare tutti i precedenti: la prima metà dell’anno in corso, infatti, si è chiusa con 14,7 miliardi di dollari investiti in salute digitale. Più di quanto investito nell’intero anno 2020 (14 miliardi).
Un primo semestre, l’H1 2021, che contiene quindi i 2 semestri più finanziati di sempre nella salute digitale (il Q1 2021 con 6,7 miliardi e il Q2 2021 con 8 miliardi di dollari) e, dunque, è esso stesso il miglior semestre di sempre.
I tre ambiti clinici più finanziati sono risultati essere quelli della salute mentale, delle malattie cardiovascolari e del diabete.

H12021 digital health investimenti primo semestre 2021 salute digitale
Finanziamenti digital health H1 2021 (Rock Health)

Finanziamenti per le startup digital health: la crescita è globale

Quanto finora visto per le startup con sede negli Stati Uniti è in sintonia con quanto accade nel contesto globale dell’ healthcare.

CB Insights  – nei report del suo State of HealthCare –  ha stimato che nel secondo trimestre del 2021 è stato stabilito un altro record di finanziamento trimestrale, con 34,7 miliardi di dollari  investiti in startup (di ogni tipo) del settore sanitario (nel Q1 2021 erano stati invece investiti 32 miliardi di dollari). Si è trattato del settimo aumento trimestrale consecutivo dei finanziamenti globali in ambito healthcare.

E il driver principale di questa straordinaria escalation  – tra le diverse startup healthcare – è stato quello delle startup della salute digitale.
Infatti, è proprio nelle startup che operano in ambito digital health – ossia in quelle realtà che utilizzano tecnologie e software quali leve primarie del proprio business nella trasformazione digitale della salute – che sono stati investiti 14,1 miliardi di dollari, ossia circa il 40% dell’intera quota di finanziamenti raccolti dalle startup healthcare nel Q2 2021.

In particolare – di questi 14,1 miliardi, sono stati investiti 8,2 miliardi di dollari in aziende che operano nel settore “Medical Device“. Quasi il doppio di quanto – in questo stesso settore – era stato investito nel Q1 2021 (4,8 miliardi di dollari).

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Mercato globale healthcare Q2 2021 – Investimenti in Equity (fonte: CB Insights)

Il trend di crescita globale trova conferme anche in Europa, dove gli investimenti in startup del settore sanitario sono quasi raddoppiati trimestre su trimestre (QoQ), raggiungendo i 6,9 miliardi di dollari nel Q2 2021 (quinto trimestre consecutivo a far segnare una crescita degli investimenti europei QoQ).

Nel Q2 2021, la distribuzione globale degli investimenti in Equity nel settore sanitario – per area geografica – è stata la seguente:

  • Nord America = 20,176 miliardi di dollari
  • Asia = 7,406 miliardi miliardi di dollari
  • Europa = 6,933 miliardi miliardi di dollari
  • Altri (Africa, Sud America, Australia) = 192 milioni di dollari
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Mercato globale healthcare per area geografica – Investimenti in Equity (fonte: CB Insights)

Salute digitale: il mercato globale è in fortissima accelerazione

Record su record che sembrano ormai aver convinto un po’ tutti gli stakeholder a pensare che non solo siamo nel pieno della cosiddetta “healthcare revolution”, ma anche in una fase in cui essa sta avvenendo con un aumento della velocità senza precedenti .
Le principali società di consulenza strategica e le ricerche di mercato lasciano pochi dubbi per il futuro: il business della salute digitale continuerà a crescere a ritmi esponenziali nei prossimi anni.

Si stima che – nel 2025 – il valore del mercato globale della digital health si attesterà attorno ai 657 miliardi di dollari (ne valeva 175 nel 2019).

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Previsione mercato globale digital health (Statista, 2021)

Il mercato digital health in Europa

Lo scenario è altrettanto incoraggiante anche in Europa, dove – ad esempio – il valore delle startup dell’healthtech è quintuplicato in 5 anni: 41 miliardi di dollari nel 2021 contro gli 8 miliardi del 2016.
E gli investitori, ovviamente, hanno seguito le indicazioni di forte crescita del mercato: i fondi di venture capital hanno investito 4 miliardi di dollari in startup europee dell’healthtech nel 2020. Ne avevano investito circa la metà nel 2016 (1,9 miliardi).
Anche i round di finanziamento hanno visto valori in continua crescita: quelli superiori ai 2 milioni di dollari sono stati 289 nel 2020 (171 nel 2016).

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Stima valore delle startup healthtech e investimenti venture capital in Europa (Dealroom e Google Finance)

Il mercato della sanità digitale in Italia

Il mercato della sanità digitale in Italia, nel 2020, valeva circa 3 miliardi di euro e si prevede raggiunga i 4 miliardi entro il 2024.

Di questi 4 miliardi, la quota maggiore (circa 3,8 miliardi) saranno dovuti al mercato ICT (2 miliardi) e a quello dei dispositivi medici (1, 8 miliardi), mentre la quota minore (258 milioni) sarà imputabile all’esternalizzazione dei processi aziendali (BPO – Business Process Outsourcing).

Il mercato della sanità digitale in Italia, 2018-2024 (fonte: NetConsulting cube, giugno 2021)

Una crescita – quella del mercato della sanità digitale in Italia (+35% nel periodo 2020-2024) – che potrà (e dovrà) ricevere una forte spinta dall’attuazione del PNNR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

La “Missione 6 su Salute e Innovazione” di tale piano, infatti, prevede circa 15 miliardi di euro in investimenti dedicati al settore salute.

In particolare, sono previsti 7 miliardi per lo sviluppo delle Reti di prossimità, strutture e telemedicina (1 miliardo di euro) per l’assistenza sanitaria territoriale e 8,63 miliardi per l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (con parte delle risorse – 1,38 miliardi – destinati a garantire il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico).

Un piano di investimenti (per il quinquennio 2021-2026) in materia di digitalizzazione che – dunque – impatterà direttamente e in maniera specifica sul mercato italiano della salute digitale per circa 10 miliardi di euro, sommando agli 8,63 miliardi della digitalizzazione del SSN il miliardo di euro previsto specificatamente per la telemedicina. Tecnologia medica, quest’ultima, il cui valore è stato sottolineato dallo stesso Presidente Mario Draghi, il quale – affermando come il “principale luogo di cura” dei pazienti dovrà essere “la casa” – ha indicato “la telemedicina” e “l’assistenza domiciliare integrata” quali driver fondamentali per ridisegnare la sanità territoriale.

Molta rilevanza, nel PNRR, è stata data anche allo “sviluppo di strumenti di analisi avanzata per studiare fenomeni complessi e scenari predittivi al fine di migliorare la capacità di programmare i servizi sanitari e rilevare malattie emergenti”. Aspetto che s’inquadra in un progetto per la raccolta, la gestione, l’elaborazione, la valorizzazione e lanalisi dei dati in ambito sanitario per il quale è stato previsto un finanziamento di 1,67 miliardi di euro.

Le grandi opportunità offerte dal PNRR per la crescita della sanità digitale in Italia sono state sottolineate anche da Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità: “Il PNRR – ha affermato Corso – è una grande occasione per superare le fragilità emerse durante la crisi sanitaria e iniziare a progettare fin da subito la sanità post-emergenza. Ripartire “connessi” significa utilizzare il digitale per promuovere una più efficace collaborazione fra tutti gli attori dell’ecosistema sanitario e modellare i servizi sanitari sulle esigenze dei cittadini/pazienti a supporto dei professionisti sanitari. Una rivoluzione necessaria che si potrà attuare soltanto sviluppando la cultura e le competenze digitali di professionisti sanitari, cittadini e pazienti, migliorando la governance dei progetti digitali per superare le frammentazioni, valutando i risultati degli investimenti abilitati dalle risorse del PNRR e valorizzando al meglio le best practice”.
Riflessioni – queste ultime – emerse dalla presentazione dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, analisi che ha tratteggiato molti aspetti dello scenario della salute digitale in Italia e dalla quale è emerso che – nel 2020 –  la spesa per la sanità digitale in Italia è cresciuta del 5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 1,5 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica.

Le tecnologie abilitanti dell’ecosistema salute digitale

E se la pandemia, in tutto ciò, ha giocato il suo ruolo, la fortissima crescita della digital health viene da lontano. E, oggi più che mai, è trainata dalla trasformazione digitale in atto nell’health resa possibile da tecnologie in rapida crescita che non sono più soltanto innovative ma che, nel tempo, stanno assumendo sempre più il ruolo di vere e proprie tecnologie abilitanti dell’ecosistema salute digitale: intelligenza artificiale, big data, realtà virtuale e aumentata, blockchain… È proprio puntando su di esse che startup e imprese innovative potranno imporsi sempre più in un mercato dalle grandi prospettive di business.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

È una delle tecnologie destinate a influenzare maggiormente la trasformazione digitale della salute. Un cuore pulsante dell’intero ecosistema healthtech che è legato a doppio filo al suo futuro. Un fattore chiave della digital health, determinante non solo per il miglioramento del benessere e della salute ma, anche, per la riduzione dei costi che è capace di determinare in tutto il sistema, rendendo monitoraggio, diagnosi e cura dei pazienti più efficienti oltre che, spesso, più precise e accurate.

Il mercato globale dell’intelligenza artificiale in ambito healthcare – nello scorso anno (2020) – è stato valutato in 8,2 miliardi di dollari (6,8 miliardi di investimenti in Equity secondo le stime di CB Insights nel report “State of HealthCare”) e si prevede che sfiorerà i 200 miliardi di dollari entro il 2030, crescendo a un CAGR del 38,1% nel periodo di previsione (2021-2030).

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Mercato globale intelligenza artificiale in ambito healthcare. Investimenti in Equity (fonte: CB Insights)

Dei tre ambiti dell’AI applicata alla salute, ossia software, hardware e servizi, il segmento del software –che deteneva (e di gran lunga) la quota dominante nel 2020, continuerà a mantenerla nel periodo di previsione.
Tra le applicazioni più utilizzate dell’IA nel mercato sanitario – spinta dalla crescente domanda di interventi chirurgici mininvasivi – continuerà ad imporsi sempre più la chirurgia robotica,  già prevalente nel 2020 rispetto alle altre applicazioni dell’AI.

BIG DATA

Produciamo e raccogliamo ogni giorno una quantità immensa di dati digitali. Grazie anche all’intelligenza artificiale, oggi si riesce ad analizzarli ed elaborarli sempre più e sempre meglio anche per finalità legate alla salute. Tra queste  – ad esempio – l’analisi di dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche (EHR), diagnostica medica per immagini, dispositivi medici, sequenziamento genomico,  ricerca farmaceutica, dispositivi indossabili.
Ciò comporta innumerevoli e importanti vantaggi: ad esempio, la possibilità di creare cure preventive, ridurre gli errori terapeutici analizzando i dati provenienti dalla digitalizzazione delle cartelle cliniche dei pazienti e facilitare le analisi predittive (stime tassi di ricovero, riduzione tempi di attesa…) per le strutture sanitarie.
E i big data fanno rima con i Big Pharma: anche i produttori di questo mercato , infatti, li utilizzano sempre più per valutare le prestazioni dei loro farmaci e dimostrarne il valore, riuscendo, attraverso l’analisi delle cartelle cliniche elettroniche dei pazienti, a catturarne l’esperienza nell’uso quotidiano.

Si prevede (Mordor Intelligence, 2020) che il mercato globale dei big data nell’healthcare raggiungerà i 58,4 miliardi di dollari entro il 2026, facendo registrare un CAGR del 16,2 % durante il periodo di previsione (2018-2026). Il valore di tale mercato, nel 2020, è stato stimato in circa 23,7 miliardi di dollari.
Secondo gli analisti, saranno driver della crescita del mercato dei big data l’analisi dei dati clinici provenienti dalle cartelle cliniche digitali dei pazienti e le soluzioni di analisi dei dati basate su cloud.

REALTÀ VIRTUALE (VR) E REALTÀ AUMENTATA (AR)

Gli esempi di applicazione della realtà virtuale e aumentata  alla salute e al benessere sono innumerevoli e tra i più disparati. Ci sono società di ricerca che usano la VR, ad esempio, per creare terapie personalizzate che aiutano i pazienti a mitigare il dolore e lo stress o per trattare il disturbo bipolare.
Più in generale, la realtà virtuale può essere utilizzata ogniqualvolta possa rivelarsi utile evocare emozioni: “Può far emergere emozioni che, a volte, non riuscirebbero ad affiorare in altri modi. È uno dei punti di forza della realtà virtuale. Si possono effettuare simulazioni che suscitano un’emozione nelle persone e poi insegnare loro come affrontare quell’emozione in modo appropriato”, dice Skip Rizzo, direttore dell’Istituto per le tecnologie creative della University of Southern California. Il suo team sta lavorando su alcuni dei progetti che applicano la VR per la riabilitazione cognitiva o fisica di chi ha avuto ictus o lesioni cerebrali e per insegnare alle persone con autismo alcune abilità sociali.

La realtà virtuale è inoltre ideale per lo studio e la cura delle patologie cardiache: il cuore è un organo complesso, poterlo studiare attraverso simulazioni in 3D è un vantaggio enorme.

La VR è stata utilizzata con finalità educational, nel 2014, per trasmettere per la prima volta al mondo, un intervento chirurgico in streaming web.

Da allora, sono stati fatti molti passi in avanti anche nel nostro Paese.  Al Sant’Orsola di Bologna, ad esempio, la realtà aumentata è stata protagonista in sala operatoria del primo intervento al mondo con un visore AR usato non solo prima, ma anche durante l’operazione chirurgica.

Dal  punto di vista del mercato, realtà virtuale e realtà aumentata sono tra le tecnologie con crescita più rapida nel settore medico-sanitario. A livello globale, nell’anno in corso (2021), il valore di tale mercato è valutato attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si prevede  (Grandviewresearch) che si espanderà con un CAGR del 27,2% dal 2021 al 2028, anno in cui dovrebbe raggiungere i 9,5 miliardi di dollari.
Riguardo al ritmo di crescita, il mercato appare molto interessante anche nel vecchio continente. Dalla previsione di BIS Resarch  (che già entro il 2025 stima un mercato globale di AR e VR nell’health capace di toccare gli 11 miliardi di dollari), emerge – infatti – come la velocità di crescita del mercato sia simile – nel periodo di osservazione – tra Nord America ed Europa, entrambe proiettate a quasi decuplicare in sette anni il valore dei rispettivi mercati.

VR e AR si suddividono la quota di mercato totale nell’health in maniera piuttosto equa, con una leggera prevalenza, però, della realtà aumentata che – nello scorso anno (2020) – ha rappresentato il 59,8% del fatturato complessivo. Il driver di mercato è il segmento hardware (con una quota del 67,6% nel 2020).

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Mercato globale della realtà aumentata (AR) e della realtà virtuale (VR) in ambito healthcare (Statista, 2021)

WEARABLES

I dispositivi indossabili – si pensi a smartwatch e fitbit – fanno ormai parte della vita di tutti i giorni. E li usiamo sempre più per tenere sotto controllo i parametri della nostra salute: frequenza cardiaca, pressione arteriosa, ossigenazione del sangue, glicemia e tanti altri.
Grazie alla crescente diffusione dei sensori – favorita da tecnologie elettroniche innovative e materiali sempre più intelligenti, tali dispositivi non sono più soltanto accessori ma, integrandosi nei capi di abbigliamento e nei relativi tessuti, diventano strumenti sempre più preziosi per far comunicare il paziente con l’intera filiera professionale del sistema salute (strutture ospedaliere, medici, specialisti, infermieri).

Un’enorme opportunità di mercato anche per imprese e startup healthtech. E per il ramo delle assicurazioni:  le informazioni ottenute dai dispositivi indossabili, infatti, possono aiutare a valutare con maggiore precisione lo stato di salute e di malattia di un paziente, permettendo alle compagnie assicurative di adeguare i premi e, allo stesso tempo, garantire premi inferiori ai pazienti che adottano misure per migliorare la propria salute, favorendo in tal modo comportamenti orientati alla prevenzione.

Il mercato globale dei wearables in ambito health è in fortissima espansione: è valutato attorno ai 21,5 miliardi di dollari (2021) e si prevede che si espanderà con un CAGR del 26,8% dal 2021 al 2028, anno in cui dovrebbe attestarsi attorno ai 112 miliardi di dollari.

Riguardo alla tipologia e diversa finalità dei dispositivi wearables – ossia diagnostica e terapeutica – il segmento dei dispositivi diagnostici ha finora prevalso sul mercato con una quota di fatturato – nel 2020 – pari al 62,5%. Rispetto a tale quota, sono stati i dispositivi di neuromonitoraggio – per esempio quelli dedicati alla diagnosi dell’emicrania – a rappresentare il segmento più grande. Ma – secondo gli analisti – si prevede saranno i dispositivi terapeutici – spinti dalla ricerca medico-scientifica e tecnologica in ambiti sempre più importanti quali le terapie per il controllo delle malattie respiratorie, del dolore e soprattutto del diabete – a crescere con il CAGR maggiore nel periodo di previsione (2021-2028).

INTERNET OF MEDICAL THINGS

Internet è negli oggetti che usiamo tutti i giorni: pc, smartphone, smartwatch, smart TV, console di giochi,  sistemi gps… Ci sono sensori intelligenti un po’ ovunque. Questo mondo (“Internet delle cose” o “Internet of Things”) è un sistema interconnesso che scambia in tempo reale una quantità di dati impressionante. Grazie ai big data e all’intelligenza artificiale, questo scambio di dati può essere analizzato per prendere decisioni.

Tutto ciò risulta prezioso, evidentemente, anche in campo medico, dando luogo all’Internet of Medical Things (IoMT): dispositivi medici digitali di tipo fisso, presenti nelle strutture ospedaliere e in tutta la filiera professionale (infermieri, medici, specialisti), possono comunicare in tempo reale con piattaforme online, smartphone, sistemi cloud, wearables e dispositivi medici impiantati nel paziente. Si crea in tal modo un sistema digitale sempre connesso, con evidenti vantaggi per l’ecosistema salute.

Importanti, ovviamente, anche le opportunità e le prospettive di business per imprese e startup healthtech. Il mercato globale dell’Internet of Medical Things – che era pari a 18,75 miliardi di dollari nel 2018, si prevede raggiungerà i 142,45 miliardi di dollari nel 2026, mostrando un CAGR del 28,9 % nel periodo di previsione (2019-2026).

Riguardo alla tipologia di prodotti IoMT (dispositivi medici fissi, impiantati ed esterni indossabili), i dispositivi medici fissi, secondo gli analisti, dovrebbero rappresentare il segmento di mercato più rilevante, pur se a crescere con un CAGR maggiore – nel periodo di riferimento – sono stati i dispositivi medici esterni indossabili, favoriti da nuove ricerche, tecnologie innovative e conseguenti nuovi ambiti di applicazione che si aggiungono a quelli più tradizionali quali, ad esempio, quello cardiologico (pacemaker, defribillatori), neurologico (neurostimolatori) e ortopedico (protesi d’anca).

In relazione agli ambiti applicavi dei sistemi IoMT (monitoraggio del paziente, telemedicina, gestione dei farmaci…), gli analisti prevedono che a crescere con il CAGR più elevato sarà il il segmento del monitoraggio del paziente, mentre quello che avrà la maggior quota di mercato sarà la telemedicina.

In rapporto, invece, al mercato target dei sistemi IoMT, ossia alla tipologia di utente finale (operatori sanitari, pazienti, autorità governative…), gli analisti prevedono che la quota dominante di mercato sarà rappresentata dagli operatori sanitari (i dispositivi IoMT, soprattutto negli ambiti applicativi più critici della medicina, si prestano meglio ad essere gestiti e monitorati in contesti applicativi professionali con la supervisione di personale sanitario specializzato). Subito dopo gli operatori sanitari, la quota di mercato più significativa sarà quella dei pazienti: essi, infatti, utilizzano sempre più i dispositivi di IoMT per il proprio benessere e per migliorare la qualità della vita (ad esempio, con l’analisi del sonno e il monitoraggio della glicemia). Il segmento con CAGR maggiore sarà, invece, quello delle autorità governative: gli analisti ritengono che le iniziative governative e i relativi finanziamenti siano destinati a moltiplicarsi per la maggiore consapevolezza di poter, al tempo stesso, migliorare la qualità della vita dei cittadini e ridurre i costi sul sistema sanitario.

BLOCKCHAIN

È evidente come la sicurezza e la privacy dei dati giochi un ruolo cruciale nell’ambito della salute e, ancor più, nella salute digitale, laddove le informazioni personali e sensibili sono esposte ai rischi della condivisione in rete. Si pensi alle cartelle cliniche elettroniche (EHR): rappresentano la versione digitale delle cartelle cliniche tradizionali e, come e più di queste, includono un patrimonio di dati molto riservato: storia medica del paziente, diagnosi, piani  terapeutici, risultati dei test, altri dati personali quali indirizzo di casa, numero di cellulare, professione e luoghi di lavoro e, spesso, informazioni bancarie quali numero di conto corrente e carta di credito. Dati che, di frequente, sono gestiti in situazioni di urgenza ed emergenza che portano (anche involontariamente) in secondo piano la riservatezza e la sicurezza.
In tale contesto, la tecnologia blockchain si rivela una soluzione tanto efficace quanto indispensabile per mettere in sicurezza e al riparo da violazioni l’enorme quantità di dati digitali scambiata ogni giorno nell’ecosistema healthtech, ivi comprese le transazioni economiche.

Le aziende sanitarie pubbliche e private, le imprese e startup dell’healthtech e – più in generale – tutta la filiera dell’industry digital health e digital pharma, consapevoli del problema, stanno investendo miliardi di dollari in tecnologia blockchain per l’assistenza sanitaria: un mercato il cui valore era di circa 2 miliardi di dollari nel 2020 e che si prevede si attesterà attorno ai 3,5 miliardi nel 2026, con un CAGR dell’8,7% nei prossimi 5 anni (2021-2026).

Tra i vantaggi della blockchain vi è anche quello di essere una tecnologia in grado di facilitare e – in qualche maniera – certificare e rendere trasparente la tracciabilità end to end dell’intera supply chain aziendale. Tracciabilità che è essa stessa riconosciuta quale tecnologia abilitante della sostenibilità, caratteristica sempre più imprescindibile – con vantaggi non solo ambientali, ma anche economici e sociali – di qualsiasi processo produttivo che sappia guardare al business abbracciando il modello dell’economia circolare.

Conclusioni

Il mercato della digital health è in piena espansione e fortissima accelerazione. Dopo il record di finanziamenti ottenuti lo scorso anno, quello in corso ha già imboccato con decisione la strada di un nuovo primato, polverizzando – ben prima di finire – tutti i record dell’anno precedente e candidandosi quale miglior anno di sempre della digital health.

In questo contesto, alcune tecnologie – e i rispettivi prodotti e servizi – si stanno imponendo sempre più quali driver dell’intero settore, promettendo tassi annuali le cui previsioni di crescita, per i rispettivi mercati globali di riferimento, sono molto elevate.
Tra queste: intelligenza artificiale, big data, realtà virtuale (VR) e aumentata (AR), internet of medical things, wearables, blockchain.

Sono innanzitutto queste, dunque, le tecnologie digitali sulle quali dovranno scommettere startup e imprese innovative  per ottenere finanziamenti healthtech e intercettare nuovi mercati in rapida crescita.
Una scommessa, stando alle previsioni degli analisti, vinta in partenza per le imprese che, nei prossimi anni,  sapranno approfittarne per portare sul mercato della salute i prodotti e servizi della loro innovazione.

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