Teleassistenza

Telemedicina: il futuro del chirurgo

E’ ormai entrata di diritto anche in sala operatoria e si va configurando sempre più come una grande alleata per il lavoro di medici e operatori sanitari che – indossando degli speciali smart glasses – possono avvalersi di teleassistenza e tutoring da remoto da parte di professionisti e collaboratori non presenti fisicamente nel luogo in cui avviene l’intervento chirurgico

22 Ago 2022

Nel mondo Health, è sempre più frequente l’impiego di soluzioni basate su realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR), tecnologie alle quali spesso si affiancano appositi visori le cui finalità possono essere di tipo assai diverso (da un semplice “collegamento a distanza” con l’invio di immagini mediche riprese in un ambiente e contesto reale con l’aggiunta di dati biomedici – in una sorta di realtà aumentata – fino alla creazione di un ambiente virtuale astratto, grafico e totalmente 3D e immersivo per l’operatore che li indossa, situazione tipica nelle applicazioni di realtà virtuale.

VR e AR: un mercato in rapida crescita

Poiché, in ambito medico-sanitario, queste tecnologie possono portare vantaggi nei settori più disparati, non stupisce che il mercato VR e AR sia tra quelli a più rapida crescita.
A livello globale, il giro d’affari è valutato attorno agli 1,8 miliardi di dollari (2021) e si prevede che si espanderà con un CAGR del 27,2% fino al 2028, quando il mercato dovrebbe raggiungere il valore di 9,5 miliardi di dollari.

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In particolare, quando si parla di realtà virtuale, si intende una tecnologia in grado di “trasportare” in una realtà diversa da quella che si sta vivendo. Si può trattare di ambienti reali, frutto di riprese con telecamere a 360 gradi, oppure ambienti completamente artefatti, ricostruiti grazie all’utilizzo della grafica 3D.
La realtà virtuale “estrae” la persona dall’attuale esperienza del mondo reale, inserendola in una nuova situazione completamente simulata. Poiché la realtà virtuale richiede un’immersione completa, è necessario avvalersi di dispositivi specifici, come per esempio appositi visori, che escludono completamente il mondo fisico.

La Telemedicina in Chirurgia con gli occhiali intelligenti

È proprio l’utilizzo di visori – sebbene in un contesto non virtuale ma reale che potremmo definire di “telemedicina aumentata” – ossia di appositi smart glasses che ha consentito all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano di mettere in atto “la prima procedura da remoto di sostituzione di defibrillatore sottocutaneo con l’utilizzo di Occhiali Intelligenti” su un paziente cardiopatico di 53 anni affetto da una grave cardiopatia con rischio di morte improvvisa.

Tradizionalmente – si legge in una nota del Gruppo San Donato – questo impianto necessita della presenza in sala operatoria di un ingegnere. Grazie agli smart glasses, invece, l’operatore ha assistito da remoto il chirurgo, inviandogli tutte le informazioni e i parametri necessari a settare il defibrillatore.

Gli occhiali smart, tramite telecomunicazione a banda larga, permettono di:

  • mostrare ‘live’ procedure chirurgiche
  • assistere e collaborare con i chirurghi e gli operatori sanitari.

La procedura teleguidata – precisa la nota – presenta gli stessi standard di sicurezza rispetto a quella tradizionale e la medesima percentuale di successo per il paziente, ma con un vantaggio in più: non si vincola l’intervento chirurgico alla presenza fisica in sala operatoria dell’ingegnere dell’azienda produttrice del device.

Telemedicina: il futuro per il lavoro del chirurgo

“Anche in sala operatoria la Telemedicina rappresenta il futuro e agevola il lavoro del chirurgo, sempre nell’ottica di offrire i migliori servizi e le migliori cure al paziente. L’intervento effettuato è solo un primo passo, ma importante per il progresso scientifico unito a quello tecnologico”, ha dichiarato Luca Ottaviano, il cardiologo e aritmologo presso il Centro di Aritmologia ed Elettrofisiologia Clinica dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio che ha indossato le speciali lenti che consentono la teleassistenza e il tutoring da remoto.
Il dottor Ottaviano è stato coadiuvato durante l’intervento dal dottor Valerio De Sanctis e da cardiologi e aritmologi presso il Centro di Aritmologia ed Elettrofisiologia della struttura ospedaliera guidato dal dottor Massimo Mantica e di cui fanno parte anche le dottoresse Stefania Panigada, Martina Morosato e Michela Tarascio.

Le promesse di AR e VR in ambito cardiologico

Quello appena descritto è un recente e interessante esempio di Telemedicina in sala operatoria, un’applicazione della Telemedicina alla Chirurgia in cui si sopperisce all’assenza fisica di un operatore in sala operatoria permettendogli di  “operare” a distanza offrendo teleassistenza e tutoring da remoto al chirurgo in sala che indossa speciali smart glasses.

Sempre in ambito cardiologico, va però ricordata anche una tecnologia innovativa (la piattaforma informatica “Viaggio al centro del cuore”)  – ideata e sperimentata di recente in Italia dal Centro Cardiologico Monzino – che consentirà di “navigare” all’interno del cuore” e interagire con le sue strutture ottenendo diagnosi accuratissime e, soprattutto, riuscendo a simulare potenzialmente qualsiasi intervento prima di effettuarlo.

VR e confronto a distanza negli interventi da remoto

“La Realtà Virtuale è uno strumento straordinario perché, fornendo la proiezione di un dato tridimensionale in un ambiente virtuale, offre la percezione della profondità reale consentendo al tempo stesso di visualizzare immagini 3D in movimento, navigare all’interno delle strutture e simulare procedure – spiega Gloria Tamborini, responsabile dell’Unità Operativa di Ecocardiografia del Monzino. Questa tecnologia, finalmente applicata anche in ambito sanitario, permette la reale visualizzazione e la manipolazione tridimensionale dell’immagine anatomica, con innumerevoli vantaggi dal punto di vista clinico. I nuovi software di virtual reality permettono infatti di migliorare l’analisi dell’anatomia cardiaca, che è un aspetto importantissimo, in particolare nelle patologie valvolari, congenite, vascolari aortiche e nelle masse cardiache. La nuova tecnologia inoltre, attraverso simulazioni procedurali sul modello virtuale olografico, consente di studiare e ottimizzare nel singolo paziente il progetto operatorio: una possibilità fondamentale sia nella tradizionale chirurgia cardiovascolare, sia nella cardiologia intervenzionale.
Infine, la possibilità di proiezione a distanza del modello cardiaco realizzato attraverso la realtà virtuale consente l’interscambio delle immagini rendendo possibile il confronto tra più operatori, anche a distanza”.

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