La sanità italiana si trova in una fase cruciale della sua evoluzione. L’accelerazione digitale, iniziata come risposta a esigenze emergenziali, si è trasformata in una spinta strutturale capace di ridefinire la natura stessa dei percorsi assistenziali.
Non siamo di fronte a un semplice aggiornamento tecnologico, ma a un ripensamento complessivo del modello di cura.
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Non solo cura, ma anche prevenzione
Per decenni, l’organizzazione sanitaria si è sviluppata intorno alla prestazione: la visita, l’esame, la diagnosi, il controllo. Un paradigma adeguato a un’epoca dominata dalle patologie acute, ma sempre meno efficace in una società che vede crescere la longevità, la multimorbilità e il carico delle malattie croniche.
I dati parlano chiaramente: in Italia, 13 milioni di persone convivono oggi con almeno due patologie croniche, il 30% in più rispetto al 1993. Questo scenario impone alla sanità una responsabilità diversa: non può più limitarsi a intervenire quando il paziente sta male, ma deve costruire percorsi continui, capaci di accompagnare la persona lungo l’intero arco della sua vita sia prevenendo che curando le malattie.
PPDTA, PDTA e Farmacia dei Servizi
Ed è qui che la sanità digitale diventa la nuova infrastruttura della cura: un tessuto connettivo – fatto di dati, telemonitoraggi, interoperabilità e prossimità – che permette di unire ciò che prima era frammentato.
All’interno di questo nuovo contesto, le Aziende Sanitarie devono attivare le reti cliniche per avviare Percorsi di Presa in carico della “persona”, dalla prevenzione alla cura e assistenza fino alla risoluzione della patologia, riconosciuti nei PPDTA (Percorsi di Prevenzione Diagnostici Terapeutici Assistenziali), come i PDTA, coinvolgendo la Farmacia dei Servizi e smettendo così di essere progetti isolati, diventando componenti essenziali di un ecosistema integrato, in cui ogni elemento rafforza gli altri.
La sanità digitale come fondamento della continuità assistenziale
La sanità digitale rappresenta la possibilità – fino a ieri impensabile – di seguire la persona anche quando non è fisicamente nei luoghi di cura. La cura non si svolge più solo nell’ambulatorio o nel reparto, ma nei ritmi ordinari della vita quotidiana.
Gli strumenti digitali oggi disponibili permettono di leggere il percorso clinico come un flusso continuo: i dispositivi connessi registrano parametri in tempo reale; la televisita consente di mantenere un contatto costante; la diagnostica di prossimità con tele-refertazione avvicina l’alta specializzazione al territorio; il Fascicolo Sanitario Elettronico unifica informazioni prima disperse tra archivi e strutture diverse.
I numeri confermano la portata del cambiamento.
Nel 2023 sono state erogate oltre un milione e mezzo di televisite e i progetti di telemonitoraggio attualmente attivi hanno dimostrato riduzioni tra il 18% e il 24% dei ricoveri evitabili in pazienti con patologie croniche respiratorie e cardiovascolari. 1
Il FSE, con più di 48 milioni di fascicoli attivi, si prepara a diventare l’ecosistema informativo centrale che accompagnerà il cittadino in ogni fase del suo percorso assistenziale.2
La sanità digitale non digitalizza l’esistente: lo trasforma. Cambia la natura del rapporto tra sistema sanitario e persona, passando da una logica reattiva a una logica realmente preventiva e continuativa.
Dal modello della prestazione alla presa in carico: la rivoluzione possibile grazie ai dati
Il passaggio più significativo nei sistemi sanitari moderni non è la semplice introduzione di nuove tecnologie, ma il cambio di paradigma che esse rendono possibile: la transizione da un sistema “a prestazioni” a un sistema “di presa in carico”.
La cronicità richiede un’organizzazione che sappia anticipare, accompagnare e sostenere il paziente. Richiede di conoscere l’andamento quotidiano della malattia, di intervenire prima della riacutizzazione, di condividere informazioni tra professionisti, di monitorare l’aderenza terapeutica e di supportare l’autogestione.
Senza dati, questo modello è impossibile. Con i dati, diventa naturale.
La sanità digitale permette di stratificare il rischio in modo preciso, attivare percorsi personalizzati, monitorare costantemente l’evoluzione clinica e coinvolgere i cittadini in un processo di cura più partecipato. La presa in carico non è più un concetto astratto, ma una pratica concreta che si realizza attraverso la capacità del sistema di “essere presente” nella vita delle persone anche al di fuori dei luoghi tradizionali della cura.
L’impatto dei PDTA nella trasformazione digitale: dal documento al percorso
I PDTA rappresentano da sempre la strategia più efficace per garantire coerenza, continuità e appropriatezza nella gestione delle patologie croniche.
Tuttavia, la loro reale efficacia è stata spesso limitata da barriere organizzative: carenza di integrazione tra professionisti, difficoltà nella raccolta dei dati, assenza di sistemi condivisi.
La digitalizzazione supera queste barriere e dà ai PDTA una nuova vita. I percorsi diventano tracciabili, misurabili e adattabili in tempo reale. Gli indicatori clinici vengono aggiornati automaticamente, le deviazioni dal percorso vengono intercettate rapidamente, e la comunicazione tra ospedale, territorio e servizi diventa immediata.
Le esperienze regionali dimostrano risultati concreti: riduzione dei ricoveri impropri, miglioramento dell’aderenza terapeutica, maggiore equità nell’accesso ai servizi. 3
I PDTA digitalizzati non descrivono semplicemente cosa dovrebbe accadere: permettono che accada davvero.
Dai PDTA ai PPDTA: integrare la prevenzione grazie al digitale
La trasformazione digitale porta a una riflessione ancora più avanzata: i PDTA sono necessari, ma non sufficienti. La gestione della cronicità inizia molto prima della diagnosi, nelle scelte quotidiane, negli stili di vita, nei fattori di rischio spesso ignorati.
Per questo si parla sempre più di PPDTA, i Percorsi di Prevenzione-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali, che rappresentano un ampliamento naturale del modello tradizionale.
La prevenzione, grazie al digitale, non è più un messaggio generico, ma un’attività strutturata: programmi di screening, app educative, sistemi predittivi che identificano precocemente i soggetti a rischio, percorsi personalizzati basati sui dati.
Il PPDTA permette di unire ciò che spesso rimane separato: prevenzione e cura, educazione e follow-up, screening e assistenza prolungata. È un modello più completo, più moderno e più coerente con le esigenze di un Paese dove il 70% della spesa sanitaria è assorbito dalle cronicità. 4
La Farmacia dei Servizi: il luogo in cui la sanità digitale diventa esperienza quotidiana
La Farmacia dei Servizi riesce a tradurre la sanità digitale in prossimità reale. È il luogo dove il cittadino incontra la sanità nella sua forma più accessibile, più familiare e più immediata.
La Farmacia offre oggi screening, diagnostica di primo livello, tele-refertazione, assistenza nell’uso dei dispositivi digitali, counseling terapeutico, monitoraggi intermedi previsti dai PDTA, orientamento nell’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico e la possibilità di mettere in contatto il cittadino con i servizi sanitari offerti dall’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza (ad esempio, prenotazione e pagamento di visite ed esami diagnostici).
Le oltre 19mila farmacie presenti sul territorio italiano rappresentano una rete capillare che consente di ridurre drasticamente le disuguaglianze nell’accesso ai servizi.5 Gli oltre 5 milioni di servizi erogati nell’ultimo biennio dimostrano quanto i cittadini percepiscano la Farmacia come punto di riferimento affidabile e competente.6
La Farmacia dei Servizi è il luogo dove la tecnologia incontra la relazione umana, dove il digitale diventa tangibile e inclusivo.
È uno snodo importante del nuovo ecosistema della presa in carico.
PPDTA, PDTA e Farmacia dei Servizi: le sfide da vincere
La sanità digitale, i P(P)DTA e la Farmacia dei Servizi non rappresentano traiettorie parallele, ma convergenti. Insieme delineano una nuova architettura della presa in carico, capace di superare la frammentazione storica del sistema sanitario e di rispondere in modo più adeguato alla complessità della cronicità.
La sfida che si apre riguarda ora la piena attuazione di questo ecosistema: garantire interoperabilità reale, governance efficace dei dati e un coinvolgimento strutturato di tutti gli attori della rete assistenziale. Solo così sarà possibile rendere la presa in carico una pratica ordinaria e misurabile del Servizio Sanitario Nazionale, capace di coniugare innovazione, equità e sostenibilità.
La sanità del futuro sarà quella che saprà integrare digitale, prossimità e prevenzione in un’unica visione. Una sanità che accompagna le persone lungo tutto il corso della vita, anticipa i bisogni e mette davvero la persona al centro del sistema di cura.
Riferimenti bibliografici
- FOFI – Cittadinanzattiva. La Farmacia dei Servizi e l’accesso alle cure. 2023.
2. Agenas. Telemedicina e modelli di assistenza per la cronicità. Roma; 2023.
3. Ministero della Salute. Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Roma; 2022.
4. Agenas. Modelli organizzativi dei PDTA. Roma; 2022.
5. MEF – Ragioneria Generale dello Stato; OECD. Health at a Glance: Europe.
6. ISTAT. Strutture sanitarie e farmacie sul territorio nazionale.







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