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Maps Healthcare: dai sistemi di accoglienza verso un progetto industriale integrato a supporto della sanità digitale



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Maps Healthcare disegna ecosistemi sanitari a servizio della relazione tra paziente e organizzazioni, in un percorso di digitalizzazione efficace, effciente e sicuro. L’AI RAC by design, l’approccio phygital e la valorizzazione dei dati sono i tratti distintivi dell’offerta. Ce ne parla Fabrizio Biotti, board member e Marketing & Sales Director Healthcare Market di Maps Group

Pubblicato il 23 mar 2026



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Il settore sanitario italiano sta vivendo un passaggio cruciale, in cui la frammentazione delle soluzioni digitali lascia progressivamente spazio a piattaforme unificate che mettono il paziente al centro.

In questo scenario si inserisce Maps Healthcare S.p.A.,nata da unprocesso di acquisizioni strategiche e dal rebranding di Artexe, avvenuto nel corso del 2025. L’azienda si sta affermando come protagonista nel contesto di un solido progetto industriale di Maps Group dedicato esclusivamente alla sanità digitale. Difatti, l’obiettivo è supportare le organizzazioni sanitarie nella transizione verso piattaforme interoperabili, capaci di mettere a sistema dati clinici e operativi, per migliorare i processi decisionali, la continuità della cura e l’esperienza del paziente.

La patient experience al centro

Per comprendere meglio la proposta di valore dell’ecosistema Maps Healthcare, incontriamo Fabrizio Biotti, board member e Marketing & Sales Director Healthcare Market di Maps Group: “Un aspetto che ci ha sempre caratterizzato è lo sviluppo di prodotti software proprietari che mettono la patient experience al centro. Per farlo, è importante sviluppare sempre di più la capacità di comprensione delle esigenze dei nostri clienti facendo leva su una profonda specializzazione settoriale, che io chiamo conoscenza del dominio sanitario. La tecnologia è un abilitatore dei processi complessi, senza mai prescindere da modelli centrati sul paziente”.

Per semplificare, prosegue Biotti: “La tecnologia non è fine a sé stessa: è raccogliendo le esigenze dei clienti che siamo diventati leader nell’ambito applicativo della patient experience. Per esempio, siamo stati i primi, molti anni fa, a introdurre le chiamate ambulatoriali di secondo livello, che consentono all’organizzazione sanitaria di ridurre il carico operativo del personale e garantire l’aderenza alle indicazioni in materia di privacy”.

Altro ambito distintivo è la gestione adattativa delle prenotazioni: “Abbiamo sviluppato un sistema dinamico di riallocazione degli slot disponibili. In caso di disdetta, un meccanismo di recall contatta automaticamente una lista di pazienti selezionati secondo priorità predefinite, riassegnando lo slot liberato. In questo modo si riduce drasticamente l’impatto dei no-show e si contribuisce concretamente all’abbattimento delle liste d’attesa”.

Dalla genesi alla “terza era” di una società pionieristica

È grazie a oltre 15 anni di eredità da Artexe, pioniera nelle soluzioni phygital di accoglienza, che l’azienda si posiziona oggi come leader nel guidare il sistema sanitario verso modelli paziente-centrici.

Chiediamo a Biotti, allora, di riassumere sinteticamente la storia della società. Dall’intuizione iniziale di cogliere la necessità di innovare i processi di accoglienza e attesa nelle strutture sanitarie all’ingresso in Maps Group come sua controllata, il progetto ha iniziato a strutturarsi ulteriormente. Il recente cambio di ragione sociale rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso che ha trasformato Artexe nella capogruppo dedicata alla sanità digitale di Maps Group, costruendo, anche attraverso acquisizioni strategiche, un ecosistema integrato. “Il passaggio da Artexe a Maps Healthcare non è stato solo un cambio di nome ma una scelta strategica di sostanza: stiamo sempre più convogliando tutta la nostra offerta di soluzioni proprietarie per il mercato sanitario in un’unica realtà non solo per continuità formale, ma per creare sinergie sostanziali tra prodotti scalabili, superando i silos e puntando su patient experience e dati come fulcri di innovazione”.

Questa metamorfosi riflette l’ambizione di essere un partner a supporto della trasformazione digitale verso modelli volti a migliorare l’esperienza dei pazienti. Oggi l’azienda accelera, implementando progetti dal Nord al Sud, dal phygital all’AI governata, all’approccio data-driven per il governo delle decisioni alle soluzioni innovative di diagnostica e di Hospital Information System.

La mission è chiara: “Guidare l’evoluzione del sistema sanitario verso modelli che mettono la patient experience al centro”, come afferma Biotti, enfatizzando il ruolo pionieristico nella gestione dell’accoglienza in struttura e nei servizi phygital a supporto delle relazioni tra organizzazione sanitaria e paziente. Nel pubblico, l’attenzione si concentra sul governo delle liste d’attesa e l’analisi dati; nel privato, si estende alla gestione ospedaliera e diagnostica.

Un ecosistema formato da quattro linee di prodotto sinergiche

L’azienda punta a rafforzare il legame tra strutture sanitarie e pazienti, sviluppando piattaforme interoperabili che integrano soluzioni verticali frammentate in un sistema digitalmente connesso.

Maps Healthcare struttura il suo offering in un “progetto industriale” scalabile, dove le soluzioni dialogano fluidamente per ottimizzare la patient experience. L’ecosistema delle soluzioni può essere ricondotto a quattro filoni principali:

  • Patient Experience: dal totem per l’accoglienza ai chatbot AI per prenotazioni e FAQ preparatorie, passando per app web e percorsi guidati;
  • Data Driven Governance: piattaforme per analisi KPI e governance dati, che trasformano i dati in insight per migliorare e orientare le decisioni operative e strategiche;
  • Hospital Information System: sistema progettato per la sanità privata, che unisce diagnostica e gestione ospedaliera in un framework unificato;
  • Diagnostic Information System: soluzioni dedicate ai laboratori diagnostici e radiologici, integrate nell’ecosistema per garantire flussi operativi ottimizzati.

Biotti sottolinea: “Le nostre soluzioni superano l’approccio a silos, fornendo scalabilità e adattabilità supportate da consulenti esperti del dominio e dei processi sanitari, per un valore aggiunto reale”.

AI RAC: innovazione sicura e tracciabile by design

Punto di svolta dell’offering di Maps Healthcare è l’AI RAC (Retrieval-Augmented Generation), nativa nelle soluzioni, grazie a una recente acquisizione. Ancoriamo l’AI a fonti validate, aggiornate e controllate dal cliente – knowledge base co-creata – eliminando allucinazioni e garantendo tracciabilità su dati amministrativi e organizzativi”, spiega Biotti.

L’approccio AI RAC differenzia la società dai competitor che fanno uso di architetture di intelligenza artificiale generativa “pura”, perché abilita comunicazioni conformi (FAQ esami, proattività nelle liste d’attesa) senza dati clinici, garantendo conformità a privacy e sicurezza.

Prospettive 2026: ecosistemi completi e leadership settoriale

Biotti conclude con la sua visione futura: “Continueremo l’integrazione, con l’AI che rafforza le competenze umane per gestire le relazioni tra strutture sanitarie e pazienti. A differenza dei player tecnologici generalisti, Maps Healthcare si distingue per la conoscenza dei processi sanitari. La nostra caratteristica distintiva è adattare la tecnologia al dominio applicativo; nel 2026, puntiamo a consolidare il ruolo di partner strategico delle organizzazioni che desiderano applicare la tecnologia per migliorare l’esperienza dei loro pazienti”.

Contributo editoriale sviluppato in collaborazione con Maps Healthcare

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