FORUM PA Sanità 2026

Dati e infrastrutture digitali: come trasformare in valore il patrimonio informativo della sanità


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La trasformazione digitale in sanità non può prescindere dalla capacità di raccogliere, integrare e valorizzare i dati. Infrastrutture interoperabili, governance e piattaforme digitali sono strumenti fondamentali per migliorare le decisioni cliniche e i processi e per un sistema sanitario sostenibile. Se ne parlerà il 22 ottobre a FORUM PA Sanità

Pubblicato il 21 ott 2026



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La Sanità è uno dei settori che generano la maggiore quantità di informazioni. Cartelle cliniche elettroniche, referti diagnostici, dati amministrativi, sistemi di monitoraggio remoto e dispositivi connessi alimentano quotidianamente un patrimonio informativo enorme, destinato a crescere ulteriormente con la diffusione della telemedicina e dell’intelligenza artificiale.

Eppure, disporre di grandi quantità di dati non significa necessariamente essere in grado di utilizzarli per produrre valore. Molte informazioni rimangono frammentate tra sistemi, strutture e organizzazioni differenti, spesso incapaci di comunicare efficacemente tra loro. La conseguenza è una disponibilità di dati che non sempre si traduce in conoscenza utilizzabile per migliorare l’assistenza e orientare le decisioni.

Occorre dunque superare questa frammentazione, costruendo le condizioni tecnologiche e organizzative che consentano di trasformare il patrimonio informativo in uno strumento strategico.

Interoperabilità, dati e infrastrutture: presupposti indispensabili per una sanità digitale di valore

Le infrastrutture digitali rappresentano un presupposto imprescindibile per valorizzare i dati sanitari. Non si tratta semplicemente di aumentare la capacità di archiviazione o di introdurre nuove piattaforme tecnologiche, ma di creare un ecosistema nel quale le informazioni possano circolare in modo sicuro, coerente e tempestivo.

L’interoperabilità assume in questo contesto un ruolo centrale. La possibilità per sistemi informativi diversi di scambiare e interpretare correttamente i dati è essenziale per garantire continuità assistenziale, evitare duplicazioni e offrire ai professionisti una visione più completa della storia clinica del paziente.

In Italia, l’evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico e gli investimenti nelle infrastrutture digitali previsti dal PNRR costituiscono passaggi importanti in questa direzione. L’obiettivo è al tempo stesso digitalizzare la documentazione sanitaria e renderla effettivamente accessibile e utilizzabile nei diversi contesti di cura, dall’ospedale al territorio.

La sfida è anche organizzativa: l’interoperabilità tecnologica deve accompagnarsi a quella dei processi, superando le barriere tra reparti, aziende sanitarie e livelli assistenziali.

La governance dei dati come fattore strategico

Le infrastrutture, da sole, non bastano. Per trasformare le informazioni in valore occorrono modelli di governance capaci di definirne qualità, responsabilità, modalità di accesso e condizioni di utilizzo.

Un dato incompleto, non aggiornato o privo di una corretta contestualizzazione può compromettere l’affidabilità delle analisi e delle decisioni che ne derivano. Per questo, la qualità del dato deve diventare una priorità organizzativa, non soltanto una responsabilità delle funzioni informatiche.

Allo stesso tempo, la particolare sensibilità delle informazioni sanitarie impone elevati standard di protezione, sicurezza informatica e tutela della privacy. Condivisione dei dati e sicurezza non devono essere considerate esigenze contrapposte, ma componenti complementari di un sistema capace di valorizzare le informazioni nel rispetto dei diritti delle persone.

In questa prospettiva, l’evoluzione del quadro europeo, anche attraverso l’European Health Data Space, introduce una dimensione ulteriore: quella di un ecosistema nel quale i dati possano sostenere sia l’assistenza ai singoli pazienti sia, attraverso regole e garanzie specifiche, la ricerca, l’innovazione e la programmazione sanitaria.

Dai dati alle decisioni: il valore per pazienti, professionisti e istituzioni

Il risultato concreto della trasformazione digitale in sanità si misura anche nella capacità di utilizzare le informazioni per migliorare le prestazioni del sistema sanitario.

Sul piano clinico, l’integrazione dei dati permette ai professionisti di disporre di informazioni più complete, favorendo decisioni tempestive, percorsi di cura personalizzati e una migliore gestione dei pazienti cronici.

Sul piano organizzativo, gli strumenti di analisi possono contribuire a ottimizzare l’impiego delle risorse, monitorare le prestazioni, individuare criticità nei percorsi assistenziali e migliorare la gestione della domanda sanitaria.

A livello istituzionale, infine, la disponibilità di informazioni affidabili e integrate può sostenere politiche sanitarie basate sulle evidenze, consentendo di valutare gli esiti degli interventi, identificare i bisogni emergenti e orientare gli investimenti verso le aree di maggiore impatto.

L’intelligenza artificiale e gli strumenti di analisi predittiva ampliano ulteriormente queste possibilità, ma la loro efficacia dipende dalla disponibilità di dati di qualità, rappresentativi e correttamente governati. Senza una solida base informativa, anche le tecnologie più avanzate, infatti, rischiano di produrre risultati poco affidabili o difficilmente applicabili.

Il cambio di prospettiva: dati e infrastrutture come risorse strategiche

La trasformazione digitale della sanità richiede, dunque, un cambio di prospettiva: non considerare più i dati come il semplice prodotto delle attività cliniche e amministrative, ma come una risorsa strategica per il funzionamento e l’evoluzione del sistema salute.

Questo passaggio implica investimenti tecnologici in infrastrutture, certo, ma anche nuove competenze, modelli organizzativi condivisi e una maggiore capacità di collaborazione tra gli attori dell’ecosistema sanitario.

La misura del successo di questo percorso, dunque, non sarà rappresentato dalla quantità di informazioni raccolte o dal numero di piattaforme implementate, ma dalla capacità di tradurre i dati in migliori esiti di salute, maggiore efficienza, equità di accesso e sostenibilità economica.

È in questo passaggio, dalla disponibilità delle informazioni alla loro effettiva valorizzazione, che infrastrutture digitali e governance dei dati possono diventare vere leve di cambiamento sistemico.

Dati e infrastrutture abilitanti: dal patrimonio informativo alla generazione di valore per il sistema salute. Il tema al centro di FORUM PA Sanità

Di questi e altri aspetti correlati si parlerà a FORUM PA Sanità, la manifestazione organizzata da FPA – di cui HealthTech360 è partner – che punta i riflettori sull’innovazione tecnologica e organizzativa della sanità.

In particolare, queste tematiche saranno al centro del confronto del 22 ottobre “Misurare il valore: modelli di Performance Management e valutazione degli esiti per il SSN” coordinato da Carla Scaramella – Senior Analyst – FPA.

Alla Tavola Rotonda prenderanno parte:

Mariano Corso – Co-fondatore Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano e Presidente P4I – Partners for Innovation – Lorenzo Broccoli – Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare Regione Emilia-Romagna – Simona Carbone – Direttore Generale AOU Renato Dulbecco – Achille Iachino – Direttore Generale PNRR e Sistemi informativi Ministero della Salute – Andrea Mantovani – Managing Director, Health Industry Intellera Consulting, Accenture Group – Valerio Morfino – Italy Enterprise Data & Intelligence Offering Lead e Italy AI Hub Lead DXC Technology Italia – Domenico Tripaldi – Direttore Generale Direzione Salute e Politiche della Persona Regione Basilicata.

Saranno inoltre presentate alcune esperienze di innovazione in sanità:

Giulia Bisoffi-Dirigente Responsabile Innovazione e Sviluppo Organizzativo Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – Daniela Bruzzo –CISO e Responsabile Infrastrutture Tecnologiche Regione Liguria – Davide Fornaciari –Direttore Generale AUSL IRCCS Reggio Emilia – Cristina Matranga –Direttore Generale INMI Lazzaro Spallanzani.

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