Sanità Digitale

Premio FORUM PA Sanità 2026: i vincitori


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I migliori progetti per la Sanità del futuro: le esperienze premiate, sviluppate in Italia, mostrano come l’innovazione possa tradursi in cure, servizi e modelli organizzativi più efficaci e vicini ai pazienti

Pubblicato il 26 ott 2026



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Sono 14 i progetti che si sono aggiudicati il Premio FORUM PA Sanità 2026 – promosso da FPA, società del Gruppo Digital360 – che valorizza le soluzioni più innovative del sistema salute.

I vincitori per la categoria Infrastrutture e dati per il sistema salute sono:

  • IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II
  • Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa

Per la categoria Modelli di Performance Management sono stati premiati:

  • GVM Care & Research
  • Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS
  • Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.

Nell’ambito Modelli territoriali e percorsi di cura integrati si sono aggiudicati il premio:

  • ASL Salerno
  • Regione Toscana – Settore Sanità digitale e innovazione
  • ASST Papa Giovanni XXIII
  • ASP di Catania
  • Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
  • Domosense

Infine, per la categoria Strutture sanitarie del futuro centrate sul paziente sono stati premiati:

  • ICS Maugeri S.p.A. SB
  • ASL Caserta
  • Azienda Sanitaria Locale BI – Biella.

“La sfida oggi non è aggiungere tecnologia alla sanità, ma trasformare l’innovazione in modelli di cura concreti e replicabili. È il lavoro che FPA porta avanti non solo a FORUM PA Sanità, ma in tutte le sue iniziative nel corso dell’anno, mettendo in connessione istituzioni e imprese per accelerare la transizione digitale e organizzativa delle pubbliche amministrazioni. I progetti premiati, e anche molti altri progetti che si sono candidati al Premio, dimostrano che questa trasformazione è già in corso e, in sanità, può migliorare davvero servizi e qualità delle cure mettendo sempre i pazienti al centro” – ha dichiarato Gianni Dominici, AmministratoreDelegato di FPA.

Premio FORUM PA Sanità 2026: le soluzioni vincitrici

IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II
OncoAI: IA, ricerca e condivisione in oncologia

OncoAI è la prima piattaforma digitale a rendere disponibili alla comunità scientifica internazionale algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da un Istituto oncologico.

Vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026, è un’infrastruttura digitale basata su cloud, modulare e scalabile, che ospita già tre strumenti dedicati al tumore della mammella e consente a ricercatori e centri di testarli da remoto su dati anonimizzati, in un ambiente sicuro e tracciato, accelerandone la validazione esterna e la futura diffusione clinica. I tre strumenti sono ARISE, per la predizione dello stato metastatico del linfonodo sentinella attraverso l’analisi dell’ecografia del tumore, NEOADIUVANTI, per prevedere attraverso la risonanza magnetica la risposta al trattamento e PEERAD, per la stima multimodale del rischio di recidiva.

L’obiettivo è favorire la validazione internazionale di strumenti di AI oncologica già maturi, ampliando la base di evidenze a disposizione della ricerca e creando le condizioni per un loro possibile futuro impiego clinico, subordinato alle necessarie certificazioni regolatorie. L’architettura modulare permetterà inoltre di integrare progressivamente nuovi algoritmi, dedicati anche ad altre patologie oncologiche, e rende il modello trasferibile ad altri istituti e aziende sanitarie.

Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa
GENESIS: dall’AI generativa all’AI governata

GENESIS è l’infrastruttura di intelligenza artificiale sviluppata internamente dall’ASP di Siracusa. Separa la componente tecnica dal sapere clinico e permette di configurare nuovi processi documentali senza sviluppare ogni volta nuovo software. In uso dal 2025, comprende 12 processi su 8 fonti dati. Con GENESIS i medici di reparto passano da compilatori a validatori: il tempo recuperato è tempo di cura; quindi, il beneficio finale è del paziente.

L’infrastruttura – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – consente di automatizzare la produzione di documenti clinici.

I risultati ottenuti nella documentazione di dimissione mostrano l’impatto concreto del progetto. La soluzione è stata validata su 420 casi in tre reparti ad alta complessità e ha ridotto da 30-60 minuti a 5-10 minuti il tempo necessario per produrre in maniera integrata lettera di dimissione e Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO). La completezza delle sezioni cliniche è passata dal 65% al 100%, mentre la quota di lettere pronte per la firma è cresciuta dal 20% a oltre l’80%.

Sulla base dei risultati della sperimentazione, il risparmio potenziale è di circa 17.500 ore di lavoro medico all’anno.

Un elemento centrale di GENESIS è anche la possibilità di replicare e ampliare il modello senza sostituire i sistemi aziendali esistenti. L’infrastruttura è stata progettata attorno al riuso e consente di aggiungere nuovi processi mantenendo invariata la componente tecnologica sottostante. Al tempo stesso, integra specifiche misure di governo dell’intelligenza artificiale e tutela dei dati: ogni documento generato viene identificato come una bozza da validare dal professionista, mentre i dati sono gestiti secondo criteri di minimizzazione e tracciabilità.

GVM Care & Research
EDGE – Executive Decision & Governance Engine

EDGE – Executive Decision & Governance Engine – è il progetto di GVM Care & Research che evolve la governance sanitaria oltre la logica retrospettiva, trasformando il dato storico in conoscenza prospettica per anticipare con accuratezza le criticità e identificare le cause alla radice dei disallineamenti. Il progetto risponde alle sfide del settore tramite una Data Platform che integra e certifica flussi clinici, economici, organizzativi e reputazionali.

Il cuore tecnologico della soluzione – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – è un modello di previsione che genera dati sintetici sulle singole componenti degli indicatori di performance. Questo approccio permette di analizzare le relazioni tra più variabili, ricostruire le possibili cause di un disallineamento e verificare come potrebbero cambiare i risultati adottando determinate misure organizzative. L’impiego di dati sintetici è inoltre finalizzato a proteggere le informazioni sensibili e a limitare il trattamento diretto dei dati dei pazienti.

La piattaforma è rivolta in primo luogo alle Direzioni strategiche, generali e sanitarie, che possono disporre di una visione prospettica delle performance a supporto della pianificazione. La soluzione può affiancare anche i responsabili delle unità operative nell’individuazione delle inefficienze di processo, come il prolungamento dei ricoveri, e il Controllo di Gestione nel monitoraggio di produttività, sostenibilità e sicurezza.

Nell’attuale fase di implementazione è stato completato e validato il nucleo dedicato alla generazione dei dati futuri, che costituisce la base per lo sviluppo dei successivi moduli previsti dalla piattaforma. Grazie alla sua architettura modulare, il modello è progettato per adattarsi a strutture sanitarie pubbliche e private, servizi territoriali, attività ambulatoriali e programmi di prevenzione, anche in presenza di sistemi informativi differenti.

Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS
Pediatric Care Complexity Mapping (PedCCM)

PedCCM sviluppa un framework integrato e un Decision Support System per la gestione dinamica dei turni infermieristici in area pediatrica. Il sistema misura in tempo reale l’equilibrio tra la complessità assistenziale dei pazienti e le competenze effettivamente disponibili nel team.

L’obiettivo del progetto – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – è migliorare sicurezza delle cure, allocazione delle risorse e sostenibilità organizzativa. In tal modo, PedCCM propone un modello di governance clinica nel quale organizzazione dei turni, complessità dei pazienti e competenze professionali vengono analizzate congiuntamente per supportare le decisioni nella gestione quotidiana dell’assistenza.

PedCCM nasce infatti con l’obiettivo di misurare, per ogni singolo turno, l’equilibrio tra la complessità assistenziale dei bambini ricoverati e la capacità dell’équipe infermieristica di rispondere ai relativi bisogni di cura. Attraverso algoritmi dedicati, il sistema calcola un Indice di Equilibrio e individua il fabbisogno di personale per il turno, mettendo a disposizione della governance clinica le informazioni attraverso una dashboard dedicata.

Il progetto punta così a introdurre una gestione delle risorse infermieristiche maggiormente guidata dai dati. Oltre alla valutazione del carico assistenziale, PedCCM considera le competenze presenti nell’équipe e mette a confronto le misure oggettive con la percezione degli operatori, con l’obiettivo di individuare eventuali disallineamenti organizzativi.

L’architettura modulare è progettata per rendere il modello adattabile ad altri contesti sanitari. Il framework e il relativo modello matematico possono essere parametrati sulla base delle caratteristiche dello specifico setting assistenziale, favorendone la replicabilità in altre strutture.

Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro
AGILE-AI

Promosso dalla ASP di Catanzaro, AGILE-AI (Applicazione Gestionale Innovativa a Livello Erogativo con l’AI) applica il paradigma del Value-Based Healthcare alla gestione dei percorsi di cura. Sfruttando l’Intelligenza Artificiale, la piattaforma integra e armonizza dati eterogenei provenienti dal Fascicolo Sanitario Elettronico, dalla telemedicina e dai flussi aziendali per tracciare l’intero ciclo di cura migliore per i pazienti anche con cronicità.

L’obiettivo è mettere a disposizione dei professionisti sanitari e del management strumenti per personalizzare l’assistenza, monitorare i percorsi e assumere decisioni sulla base di evidenze cliniche ed economiche.

Un ruolo centrale è affidato anche all’esperienza del paziente: il progetto – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – prevede infatti di mettere in relazione i costi dell’assistenza con gli esiti di salute e con la qualità dell’esperienza di cura attraverso indicatori riferiti direttamente dai pazienti. Algoritmi di Machine Learning e tecnologie di Natural Language Processing consentiranno inoltre di elaborare anche informazioni sanitarie non strutturate, mentre i cruscotti basati sull’intelligenza artificiale saranno utilizzati a supporto delle decisioni cliniche e organizzative.

Il progetto ha una durata prevista di 24 mesi, con un investimento iniziale di 300.000 euro e costi operativi annui pari a 50.000 euro. L’obiettivo è conseguire, dal terzo anno, una riduzione dei costi operativi compresa tra il 15% e il 18%. L’utilizzo di standard interoperabili e di un’infrastruttura cloud e di data management adattabile è inoltre pensato per favorire la replicabilità del modello: i protocolli clinico-organizzativi sviluppati dalle due ASP in territori limitrofi, realizzati mettendo in comune competenze e approcci organizzativi, potranno essere trasferiti anche ad altre aziende sanitarie regionali e nazionali.

ASL Salerno
La rete sociosanitaria digitale di prossimità

La Rete Sociosanitaria Digitale di Prossimità dell’ASL Salerno – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – integra sanità, servizi sociali e facilitazione digitale attraverso 140 Ambulatori Virtuali di Comunità, 53 Case di Telemedicina e un Virtual Community Hospital.

Il modello avvicina assistenza e servizi ai luoghi di vita, con particolare attenzione ad anziani, persone fragili, cronici e residenti nelle aree interne, affiancando al telemonitoraggio la figura del facilitatore digitale di comunità, che accompagna direttamente il cittadino nell’utilizzo della telemedicina e nell’accesso ai servizi digitali. Il suo supporto si estende anche al Portale del Cittadino, attraverso il quale è possibile usufruire di servizi come la scelta, la revoca o il cambio del medico, la consultazione delle esenzioni e l’accesso a bonus e altri servizi sociosanitari online. In questo modo si contrasta anche il digital divide, evitando che la crescente digitalizzazione dei servizi diventi un ulteriore ostacolo per le persone più anziane e fragili.

La Rete coinvolge inoltre Comuni, ambiti sociali, associazioni, Terzo Settore, caregiver e professionisti sanitari, costruendo un modello che integra dimensione sanitaria, sociale e digitale. Dashboard e strumenti di intelligenza artificiale supportano il monitoraggio delle attività e degli indicatori, l’individuazione del rischio di mancata presentazione agli appuntamenti e la gestione dei recall, contribuendo a una presa in carico più proattiva sul territorio.

Il modello è stato progettato per essere modulare e replicabile in altri contesti, adattando la rete alle differenti caratteristiche geografiche, demografiche e sociali. La combinazione tra coordinamento centrale, punti di prossimità, telemedicina e facilitazione digitale lo rende particolarmente adatto alle aree interne, montane, rurali e periferiche, dove distanza dai servizi, invecchiamento della popolazione e digital divide possono rappresentare ostacoli all’accesso all’assistenza.

Regione Toscana – Settore Sanità digitale e innovazione
Sanità digitale 2.0 nella farmacia dei servizi

Il progetto del settore Sanità digitale e innovazione di Regione Toscana – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – porta l’Holter cardiaco di 24 ore nelle farmacie pubbliche e private convenzionate, spostando l’erogazione della prestazione diagnostica dall’ospedale al territorio. Grazie alla collaborazione con Federfarma, CISPEL e Fondazione Monasterio, la farmacia diventa un nodo della rete assistenziale pubblica, facilitando l’accesso alla diagnostica cardiologica e contribuendo a ridurre le liste d’attesa.

Il servizio consente al cittadino in possesso della prescrizione del medico di medicina generale o dello specialista di prenotare l’esame attraverso il CUP e accedervi pagando il normale ticket o beneficiando dell’eventuale esenzione. Il dispositivo viene applicato e rimosso in farmacia, mentre i dati raccolti sono trasmessi attraverso una piattaforma protetta ai cardiologi dell’Ospedale del Cuore di Massa, responsabili della validazione e della firma digitale del referto entro un massimo di 5 giorni lavorativi.

Il progetto punta così a rafforzare il ruolo della farmacia dei servizi come punto di accesso alla sanità pubblica sul territorio, mantenendo in capo all’azienda ospedaliera la responsabilità medica della diagnosi. Il referto viene inoltre reso disponibile attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, così da essere consultabile anche dal medico curante. In un anno, sono stati eseguiti e refertati oltre 9.000 Holter attraverso il nuovo modello.

L’obiettivo è rispondere alla crescente domanda di accertamenti cardiologici e ampliare la capacità di erogazione dei servizi diagnostici da parte del sistema sanitario regionale, portando sul territorio oltre 40.000 prestazioni aggiuntive all’anno. Il servizio è rivolto all’intera popolazione che necessita di questo tipo di monitoraggio, con particolare beneficio atteso per anziani, persone fragili e cittadini che risiedono nelle zone interne, rurali o periferiche, per i quali raggiungere le strutture specialistiche può risultare più complesso.

Il modello nasce inoltre con una forte vocazione alla replicabilità. Una rete capillare di farmacie, un’infrastruttura sicura per la trasmissione dei dati e un centro cardiologico pubblico per la refertazione da remoto costituiscono gli elementi alla base di un sistema potenzialmente trasferibile anche in altri territori.

ASST Papa Giovanni XXIII
POCUS: la clinica aumentata delle Cure Primarie

Il progetto integra l’ecografia point-of-care (POCUS) nell’attività dei Medici di Assistenza Primaria trasformandola in strumento diagnostico di prossimità integrato nella pratica quotidiana attraverso un accordo aziendale, formazione teorico-pratica accreditata ECM, dotazione degli strumenti e reporting periodico. Ha coinvolto 56 medici e generato oltre 1.800 ecografie, permettendo al medico di gestire autonomamente il quesito clinico nel 68% dei casi senza ricorrere a un consulto specialistico di secondo livello. Nei casi successivamente inviati allo specialista, il sospetto diagnostico formulato dal medico di assistenza primaria è stato confermato nel 67% dei casi.

L’obiettivo è rafforzare la capacità diagnostica della medicina territoriale e migliorare l’appropriatezza degli invii ai servizi specialistici, con particolare beneficio per anziani, persone fragili o con più patologie e per chi vive nelle aree più distanti dalle strutture ospedaliere. L’ecografia può infatti essere effettuata dal medico non soltanto in ambulatorio, ma anche al domicilio del paziente, contribuendo a ridurre la necessità di spostamenti e a individuare con maggiore precisione i casi che richiedono un approfondimento specialistico.

L’elemento innovativo della soluzione – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – non risiede nell’ecografo in sé, ma nel modello organizzativo costruito per integrarne l’utilizzo nelle cure primarie. Il progetto combina un accordo aziendale con le rappresentanze della Medicina Generale, un percorso formativo teorico-pratico di 24 ore accreditato ECM, la dotazione personale dello strumento da parte dei medici aderenti e un sistema di monitoraggio trimestrale dell’attività e della concordanza diagnostica. L’obiettivo è fare della POCUS uno strumento inserito in un percorso strutturato e monitorato, anziché un’iniziativa lasciata alla scelta del singolo professionista.

Il modello è stato inoltre pensato per poter essere esteso ad altri contesti territoriali attraverso un percorso formativo standardizzato e un sistema comune di reporting e verifica dell’appropriatezza. L’esperienza è già in fase di consolidamento con l’estensione della formazione ai medici del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale del polo di Bergamo, favorendo l’acquisizione di queste competenze anche da parte dei futuri medici di assistenza primaria.

ASP di Catania
Catania Stroke NET

Catania Stroke NET è un progetto di telemedicina – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – che mette in rete i presidi ospedalieri dell’ASP di Catania con i centri HUB Garibaldi e Cannizzaro per ridurre i tempi di diagnosi e trattamento dell’ictus. Utilizzando l’infrastruttura RIS-PACS in cloud, immagini TAC e informazioni cliniche vengono condivise rapidamente con neurologi e neuroradiologi, supportando la scelta del percorso e il trasferimento dei pazienti che necessitano di trattamenti avanzati.

La condivisione digitale delle informazioni consente di individuare precocemente i pazienti con sospetto ictus che necessitano di un trasferimento verso i centri per trattamenti avanzati. Il modello punta così a standardizzare il percorso del paziente e a garantire maggiore uniformità nell’accesso alle competenze specialistiche, trasformando la distanza geografica in prossimità digitale.

La rete coinvolge i Pronto Soccorso e le strutture diagnostiche dei sette Presidi Ospedalieri ASP, la Neurologia del Presidio Ospedaliero Gravina di Caltagirone, i professionisti dell’emergenza-urgenza, il sistema 118 e i centri HUB Garibaldi e Cannizzaro.

Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
Telecontrollo multiparametrico territoriale

Il progetto di telecontrollo multiparametrico territoriale introduce un modello digitale continuo per la presa in carico dei pazienti cronici complessi, collegando ospedale, territorio, medici di medicina generale e Centrali Operative Territoriali. La Piattaforma Nazionale, i kit multiparametrici con SIM e la gestione centralizzata degli alert consentono interventi tempestivi, tracciabilità delle azioni e percorsi differenziati, con l’obiettivo di ridurre riacutizzazioni e ricoveri evitabili.

La soluzione – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – si rivolge in particolare ai pazienti con patologie croniche cardiologiche, pneumologiche e diabetologiche, introducendo un monitoraggio continuo e una presa in carico personalizzata.

Le Centrali Operative Territoriali analizzano i parametri clinici e gestiscono gli alert, attivando quando necessario infermieri di famiglia e comunità, medici di medicina generale e specialisti con un modello garantisce la tracciabilità degli interventi e il coordinamento tra ospedale e territorio.

Domosense
Vicini alla fragilità, custodi del benessere

Agendo da partner operativo per ASL e ospedali, Domosense opera come Centro Servizi per trasformare il domicilio della persona fragile in un ecosistema di cura connessa.

Il modello combina telemonitoraggio dei parametri vitali, teleassistenza, videoconsulti semplificati e sensori ambientali senza telecamere progettati per rilevare anomalie nella routine o possibili cadute. La soluzione punta a prevenire le criticità, ridurre il digital divide e supportare ASL, Comuni, caregiver e professionisti nella presa in carico domiciliare.

Il modello di Demosense si fonda su tre pilastri operativi. Il telemonitoraggioconsente l’acquisizione H24 di parametri vitali attraverso dispositivi medici certificati, fornendo report oggettivi agli specialisti per prevenire le acuzie e ottimizzare la gestione delle cronicità. La teleassistenza garantisce un contatto diretto e costante con l’assistito e permette di programmare videoconsulti semplificati. Il monitoraggio ambientale, attraverso sensori intelligenti senza telecamere, rileva anomalie nella routine, emergenze “silenziose” o cadute e allerta i caregiver.

La soluzione – vincitrice al Premio FORUM PA Sanità 2026 – punta a superare la frammentazione delle cure e le barriere digitali che possono escludere le persone più fragili dall’innovazione. Il sistema combina parametri vitali e dati comportamentali e adotta tecnologie semplici, accessibili con un clic, per favorire l’accesso ai servizi anche da parte di chi non possiede competenze digitali. Una dashboard integra i dati e offre ai professionisti sanitari una visione coordinata. Il modello è pensato per essere scalabile e trasferibile a diversi enti della PA, tra cui ASL, Comuni e consorzi socio-assistenziali.

ICS Maugeri S.p.A. SB
ALTEREGO

ALTEREGO porta la robotica umanoide assistiva nei percorsi di cura delle persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il robot umanoide Alter-Ego integra telepresenza, mobilità, braccia antropomorfe e mani adattive e può operare in modalità teleoperata, semi-autonoma o autonoma. Attraverso il co-design con pazienti, caregiver e professionisti, il progetto ha individuato 12 casi d’uso ed è attualmente in corso presso l’IRCCS Maugeri Milano il trial clinico in ambiente ospedaliero e domestico simulato.

L’obiettivo del trial è valutare se il robot umanoide Alter-Ego possa diventare un supporto concreto per il team multidisciplinare che assiste le persone con SLA, a supporto di professionisti, pazienti e caregiver.

Il progetto – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – punta inoltre a rendere più accessibile il supporto specialistico e ad accompagnare momenti delicati del percorso, come la transizione dall’ospedale al domicilio, definendo al contempo condizioni, limiti e modalità per un’integrazione responsabile della robotica nei servizi sanitari.

ASL Caserta
Progetto Agorà!

Il progetto riqualifica l’ingresso del Presidio Ospedaliero “San Giuseppe Moscati” di Aversa e concentra il CUP in un hub accessibile. Il concept combina Human-Centric Design, neuroarchitettura, spazi di attesa protetti, totem self-service e strumenti digitali di orientamento e monitoraggio. Nato come progetto pilota, è stato adottato come standard identitario per la rete ospedaliera dell’ASL Caserta e per i nuovi Ospedali di Comunità.

Il progetto – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – ha l’obiettivo di trasformare gli spazi di primo contatto tra cittadino e servizio sanitario in luoghi di cura essi stessi, riducendo stress e disorientamento. Il concept, ispirato all’Human-Centric Design e alla neuroarchitettura, unisce l’umanizzazione degli ambienti, attraverso elementi ispirati alla natura, materiali caldi uniti a un’accoglienza digitale e smart integrata con totem self-service, indicazioni via QR-Code/NFC e monitoraggio dei tempi di attesa.

Attraverso l’armonizzazione dei flussi tra accettazione, attesa e servizi, “Agorà!” punta a migliorare l’efficienza organizzativa e la qualità percepita delle cure. Particolare attenzione è rivolta alle fasce fragili, tra cui anziani, persone con disabilità, pazienti oncologici, cronici e accompagnatori. Nato come intervento pilota, il modello è stato adottato dalla Direzione Strategica dell’ASL Caserta come standard identitario per l’intera rete ospedaliera aziendale e per i nuovi Ospedali di Comunità del PNRR.

Azienda Sanitaria Locale BI – Biella
Onco Full Digital Project – ASL BI

Onco Digital Project dell’ASL di Biella è un modello innovativo di sanità digitale che digitalizza l’intero percorso della terapia oncologica, dalla prescrizione alla somministrazione, collegando piattaforma clinica, barcode, palmari e pompe infusionali interconnesse. I controlli automatizzati e la dashboard centralizzata migliorano sicurezza, tracciabilità e organizzazione, mentre l’infermiere mantiene la verifica e la conferma finale.

Il Day Hospital dell’ASL BI è il primo in Italia ad aver collegato direttamente prescrizione digitale e autoprogrammazione delle pompe infusionali, creando un modello replicabile e centrato sulla sicurezza del paziente.

Il progetto – vincitore al Premio FORUM PA Sanità 2026 – nasce per rispondere al rischio clinico in oncologia attraverso un ecosistema digitale integrato che collega la prescrizione elettronica avanzata a pompe infusionali interconnesse. Il sistema consente controlli automatizzati, doppie verifiche informatizzate e monitoraggio in tempo reale, riducendo il rischio di errore, aumentando l’efficienza organizzativa e migliorando l’esperienza di cura per i pazienti.

L’innovazione consiste in un circuito digitale, chiuso e controllato, che collega la prescrizione clinica al dispositivo di somministrazione. La piattaforma innovativa integra i dati di oncologia, ematologia e farmacia con la cartella clinica aziendale, mentre barcode e palmari identificano paziente, preparazione, ordine di infusione, operatore e pompa. Un’apposita interfaccia trasmette automaticamente alla pompa farmaco, dosaggio e velocità di infusione, mentre l’avvio della terapia resta subordinato alla verifica e alla conferma dell’infermiere. Una dashboard consente inoltre di monitorare le infusioni e ricevere segnalazioni relative ad allarmi, conclusione della terapia o possibili occlusioni. Per i pazienti, il progetto si traduce in un percorso di cura personalizzato e sicuro, migliorando l’esperienza assistenziale.

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