Connected Care

App per la Salute: i vantaggi per medici e pazienti

Tipologie, usi, grado di adozione, barriere alla diffusione e casi di successo delle applicazioni mobile in ambito Health, sempre più tecnologie abilitanti dell’innovazione digitale in Sanità

Pubblicato il 03 Ago 2022

Deborah De Cesare

Ricercatrice Senior, Osservatorio Sanità Digitale, Politecnico di Milano

Mattia Olive

Analista, Osservatorio Sanità Digitale, Politecnico di Milano

Le App in ambito Salute possono costituire un valido supporto per il cittadino/paziente nelle varie fasi del suo percorso di prevenzione, cura, riabilitazione e assistenza.

App per la Salute: tipologie ed usi 

I possibili ambiti di applicazione di queste soluzioni digitali sono molteplici: se si considera la prevenzione e il monitoraggio del proprio stile di vita, alcuni esempi possono essere le App per monitorare e migliorare l’attività fisica o l’alimentazione, per la riduzione dello stress, per il monitoraggio del sonno e così via.
Alcune tipologie di App possono invece intervenire direttamente nella fase di diagnosi e cura, attraverso, ad esempio, il trattamento di specifici disturbi (ad esempio, disordini cognitivo-comportamentali).
Anche nella gestione del follow-up, ad esempio nell’ambito delle patologie croniche, svariate sono le applicazioni possibili a supporto della riabilitazione, del monitoraggio dei parametri clinici e dell’aderenza terapeutica.

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App per la Salute: le più diffuse e consigliate dai medici 

Da diversi anni, l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano si pone l’obiettivo di monitorare la diffusione e le prospettive di interesse futuro verso le varie tipologie di App dal punto di vista dei diversi attori del sistema salute (ad esempio, cittadini, pazienti, professionisti sanitari e via dicendo), insieme alle altre tipologie di soluzioni digitali che costituiscono il modello della cosiddetta “Connected Care”.
Dall’indagine condotta nel 2022 è emerso che, sia per i medici sia per gli infermieri, tra le App maggiormente consigliate ai propri assistiti spiccano quelle per tenere sotto controllo i parametri clinici e per monitorare il proprio stile di vita.
Sebbene ad oggi meno consigliate e diffuse, sono invece molto interessanti e promettenti dal punto di vista dei professionisti le App per migliorare l’aderenza alla terapia: queste applicazioni possono giocare un ruolo importante per ingaggiare il paziente nel suo percorso di cura e consentire la raccolta di dati rilevanti per il monitoraggio e l’aggiornamento del suo piano terapeutico, dati che possono supportare le decisioni del medico stesso.

App per la Salute: le barriere alla diffusione 

I pazienti coinvolti nella ricerca dell’Osservatorio, affetti da patologie croniche o gravi e di lunga durata, sembrano utilizzare le App in modo piuttosto limitato, in alcuni casi per l’attuale mancanza di soluzioni specifiche esistenti per la propria patologia.
Le applicazioni più diffuse, anche in questo, caso sono legate al controllo dei parametri clinici e al monitoraggio degli stili di vita, oltre che al supporto nel ricordare di assumere una terapia.
L’87% dei pazienti afferma che sarebbe più propenso ad utilizzare una App se questa fosse certificata come dispositivo medico: i pazienti, quindi, da un lato richiedono maggiore affidabilità e sicurezza rispetto a questi strumenti, dall’altro vorrebbero beneficiare di parametri oggettivi per orientarsi nel grande numero di App ad oggi disponibile negli store.

Innovazione digitale in Sanità: i protagonisti 

Nell’ambito della ricerca dell’Osservatorio, ogni anno vengono raccolti e approfonditi numerosi casi di applicazione sui diversi temi della Sanità Digitale in Italia.
Alcuni di questi casi vengono inoltre selezionati per accedere alla fase finale del Premio Innovazione Digitale in Sanità, iniziativa che ha l’obiettivo di studiare e diffondere le “best practice” a livello italiano, al fine di generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze e sostenere la cultura dell’innovazione digitale in Sanità nel nostro Paese.

OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU’

Quest’anno, una delle categorie definite per la fase finale del Premio è stata proprio quella legata ad “App e soluzioni a supporto della presa in carico dei pazienti”.
Tra i casi finalisti, è risultato come vincitore di questa categoria il progetto “myFever”, candidato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Il progetto nasce per ottenere un’anamnesi più accurata in pazienti che presentano episodi di febbre ricorrente e si propone di facilitare una diagnosi precoce e un’adeguata presa in carico dei pazienti in fase di inquadramento diagnostico, oltre a una miglior gestione di quelli già diagnosticati. Tramite un processo di Design Thinking che ha coinvolto anche pazienti adolescenti, è stato sviluppato un diario digitale che permette di raccogliere dati relativi agli episodi infiammatori in modo strutturato, così da facilitarne l’interpretazione da parte del medico.
Il sistema, di proprietà di Novartis, abilita la raccolta di dati di maggiore qualità e un risparmio di tempo per la conduzione dell’anamnesi, che di conseguenza può consentire di ridurre il tempo impiegato per la visita medica e migliorarne la qualità in termini di maggior tempo dedicato al paziente.

FONDAZIONE POLICLINICO UNIVERSITARIO AGOSTINO GEMELLI IRCCS

Nella fase finale del Premio è stata presentata anche l’esperienza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che ha sviluppato un progetto di Tele-monitoraggio per rispondere alle esigenze dei pazienti che vivono con HIV. Un’applicazione mobile permette di raccogliere segnalazioni da parte dei pazienti sulla propria salute, come sintomi e qualità della vita (ansia, depressione e via dicendo) e Patient Reported Outcomes (PROs) tramite questionari standardizzati e validati. Sulla base dei dati inseriti, il sistema è in grado di inviare questionari personalizzati al paziente, al fine di approfondire le peculiarità del caso, categorizzare i pazienti e inviare alert al personale sanitario.

FONDAZIONE POLICLINICO UNIVERSITARIO CAMPUS BIO-MEDICO DI ROMA

In questo caso, è stato presentato un progetto, nell’ambito della chirurgia bariatrica, che permette ai medici una maggiore possibilità di controllo nel follow-up post-operatorio e ai pazienti una più facile gestione delle diverse tappe di cui si compone l’iter pre-operatorio. Grazie al sistema, i pazienti rimangono sempre connessi al centro clinico di riferimento.
I risultati preliminari dimostrano impatti positivi per il case manager, in termini di riduzione del numero di mail e comunicazioni telefoniche con il paziente.

Questi progetti mettono in evidenza come le App per la Salute, insieme ad altre soluzioni che abilitano il modello della “Connected Care”, possano risultare strumenti vantaggiosi se adeguatamente progettati e integrati nel percorso di cura del paziente, così da fornire supporto al paziente stesso e ai professionisti sanitari che lo hanno in cura.

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