Ogni innovazione nasce da un obiettivo. E, ancora prima, da un bisogno reale. Nel caso di “Discharge Assistant”, il punto di partenza è stato uno solo: restituire tempo alla cura.
È questa la visione che ha guidato Bayer nello sviluppo di un sistema automatizzato di supporto alla dimissione ospedaliera, realizzato in collaborazione con l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, per il reparto di Cardiologia, e il partner tecnologico AgoraLabs. Una soluzione che Bayer Italia mette a disposizione del sistema sanitario come contributo all’innovazione,per compiere un passo concreto verso una sanità sempre più efficiente, sostenibile e centrata sulla persona.
Il progetto è stato presentato nel corso dell’AI Week 2026, evento europeo dedicato all’Intelligenza Artificiale, durante uno speech dedicato all’impatto trasformativo dell’AI in sanità.
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L’AI per automatizzare la lettera di dimissione
Oggi, una parte significativa del tempo dello specialista è assorbita da attività amministrative e documentali, sottraendo energie alla relazione clinica tra medico e paziente. Tra queste, la lettera di dimissione rappresenta uno dei momenti più delicati e complessi del percorso ospedaliero: deve raccogliere informazioni cliniche eterogenee, integrare esami e terapie, ricostruire in modo accurato il ricovero e garantire chiarezza e continuità assistenziale.
È proprio in questa fase che si inserisce la soluzione presentata da Bayer. Il sistema utilizza tecnologie di Intelligenza Artificiale generativa per supportare i clinici nella creazione automatizzata delle lettere di dimissione, alleggerendo il carico burocratico e consentendo loro di dedicare più tempo alla gestione clinica del paziente.
Nel cuore di Discharge Assistant
La piattaforma legge dati strutturati e non strutturati provenienti dalle cartelle cliniche elettroniche, ricostruisce in modo coerente il percorso del paziente e genera automaticamente documenti conformi agli standard HL7 CDA R2, interoperabili e integrabili nei sistemi clinici ospedalieri.
Nei casi più complessi, il tempo necessario per preparare una lettera di dimissione può ridursi da oltre un’ora e mezza a circa venti minuti. Un risultato misurabile che racconta concretamente il valore di questa innovazione.
Il sistema è in grado di produrre diverse versioni della lettera di dimissione: da una forma sintetica e facilmente consultabile a una più dettagliata, fino a documenti specialistici in ambito cardiologico. La piattaforma può inoltre generare contenuti multilingua per facilitare la comprensione della documentazione clinica anche da parte di pazienti internazionali, contribuendo così a migliorare l’accessibilità delle informazioni sanitarie.
L’interfaccia è stata progettata per integrarsi in modo semplice e intuitivo nei flussi di lavoro ospedalieri. In un unico ambiente, il medico può consultare il quadro clinico del paziente, lo storico dei ricoveri, gli esami diagnostici, le terapie e tutta la documentazione necessaria alla dimissione. La piattaforma consente di verificare rapidamente la coerenza dei dati, modificarli se necessario e approvare il documento finale, mantenendo sempre il pieno controllo decisionale. Ogni sezione è infatti editabile, validabile e sottoposta ad approvazione clinica prima della finalizzazione, garantendo affidabilità, tracciabilità e supervisione specialistica.
Il ruolo sempre più cruciale dell’AI in sanità
Ma l’ambizione è ancora più alta. Il progetto, infatti, si inserisce in un percorso più ampio di trasformazione digitale della sanità nel quale l’Intelligenza Artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale all’interno degli ospedali: dalla gestione dei dati alla diagnostica avanzata, dall’analisi predittiva al monitoraggio remoto dei pazienti, fino ai sistemi di supporto amministrativo e alla medicina di precisione.
In questo quadro, l’AI rappresenta anche una leva chiave per accelerare la ricerca e lo sviluppo: Bayer si è posta l’obiettivo, entro il 2030, di migliorare la produttività della R&D del 40%, ottimizzando l’intero ciclo – dai trial clinici alla diagnostica – e riducendo del 30% i tempi di accesso alle terapie per i pazienti.
Un’evoluzione che sta contribuendo a ridefinire modelli organizzativi e percorsi di cura, migliorando l’efficienza operativa e favorendo una medicina più personalizzata.
La tecnologia per restituire tempo alla cura
Discharge Assistant, insomma, non è soltanto una soluzione tecnologica: è una nuova idea di innovazione sanitaria.
Con questa prima esperienza con l’IRCCS Ospedale San Raffaele, dove i referti ambulatoriali sono già generati con l’AI, s’intende dimostrare come un approccio basato sulla co-progettazione con i professionisti sanitari e sull’ascolto dei bisogni concreti di medici e pazienti possa generare benefici misurabili per l’intero ecosistema della salute.
Perché la tecnologia non deve sostituire il medico, ma restituirgli il lavoro di medico: la cura dei pazienti.






