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Ricetta elettronica: come abbatterne le barriere alla diffusione per evitare i danni degli errori terapeutici

Gli errori terapeutici hanno conseguenze gravissime sia per la salute dei pazienti sia sui costi della sanità pubblica. La ricetta elettronica potrebbe essere la soluzione digitale che aiuta a prevenirli. Perché non promuoverla, allora, per tutte le prestazioni sanitarie?

15 Dic 2021

Fidelia Cascini

Ricercatrice e Docente di Igiene e Sanità Pubblica, Univ. Cattolica S. Cuore - Digital Health expert, DGSISS Ministero della Salute - Membro Gruppo PNRR Telemedicina, Agenas - Referente italiano Global Digital Health Partnership

Dagli studi scientifici risulta che, in Europa, fino a un terzo degli eventi avversi che coinvolgono pazienti ricoverati sono riconducibili ai farmaci.
Inoltre, circa la metà di questi sono conseguenze di errori terapeutici e sono prevenibili.
Negli ospedali europei, l’incidenza di questi errori farmacologici – causa di eventi avversi prevenibili – arriva fino al 7,3% di tutti i ricoveri.

Errori terapeutici, un problema rilevante

Gli errori terapeutici possono riguardare il tipo di farmaco, la dose, la via di somministrazione ma anche la tempistica o il trattamento al paziente sbagliato. Sono la causa più comune di eventi avversi prevenibili nella pratica medica e rappresentano un grave onere per la salute pubblica.
Nelle cure primarie, ossia quelle della medicina di base, gli eventi sono causati da errori di prescrizione o dal mancato rispetto della terapia e sono probabilmente più frequenti che in ambito ospedaliero perché il consumo di farmaci è maggiore, anche se le informazioni sono scarse.
Il costo annuo degli errori terapeutici è stato stimato in una forchetta che arriva fino a circa 20 miliardi di euro.

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Gli errori terapeutici hanno conseguenze gravi sia per la salute dei pazienti sia sui costi della sanità pubblica

Le gravi conseguenze degli errori terapeutici

Ricevere e assumere il farmaco sbagliato  – o assumere in modo improprio il farmaco giusto – può portare a gravi effetti collaterali, ospedalizzazione e persino decessi.
Gli errori terapeutici possono avere un profondo effetto sulla salute e sulla qualità della vita di una persona.
Le reazioni avverse ai farmaci possono manifestarsi come eruzioni o alterazioni cutanee e, in alcuni casi, determinare reazioni anafilattiche pericolose per la vita, oltre che comportare l’insorgenza di diversi problemi di salute.
Studi scientifici multicentrici ci dicono che, in Europa fino al 5% delle ospedalizzazioni in reparti di medicina interna e terapia intensiva possono essere legati ad errori terapeutici verificatisi nell’ambito delle cure primarie.
Inoltre, se un operatore sanitario è responsabile dell’errore terapeutico che causa un danno al paziente, può essere soggetto anche a conseguenze giudiziarie.

Chi e cosa causa gli errori terapeutici

Gli errori terapeutici possono verificarsi per opera di pazienti, operatori sanitari, farmacisti o altre persone coinvolte nel sistema di utilizzo dei farmaci.
Ad esempio, gli errori possono verificarsi quando:

  • un farmaco viene prescritto, preparato o dispensato in modo improprio
  • le informazioni sul farmaco sono inserite in modo errato
  • un paziente assume un farmaco in modo errato

I pazienti più anziani – con condizioni croniche multiple – che usano più farmaci sono particolarmente a rischio.
Gli errori terapeutici, inoltre, possono coinvolgere farmaci da prescrizione, farmaci da banco, vitamine e persino integratori.

Errori terapeutici: le soluzioni tradizionali

Per affrontare il serio problema degli errori terapeutici, dunque, occorre individuare una strategia efficace.
A tal fine, tra le soluzioni tradizionali, si raccomandano tre cose:

1) Rafforzare i sistemi di segnalazione degli errori terapeutici e degli eventi avversi legati ai farmaci. Ciò deve includere le cure primarie così come le strutture ospedaliere a livello locale, nazionale ed europeo;

2) Stabilire una terminologia comune sui danni causati dai farmaci per facilitare la condivisione delle informazioni anche a livello sovranazionale;

3) Creare una cultura della sicurezza a livello locale, nazionale e internazionale con politiche sanitarie adeguate e supporto finanziario e logistico alla sanità pubblica, con particolare riferimento alle iniziative sulla sicurezza dei farmaci.

Ricetta elettronica: la soluzione digitale

Oggi, però, oltre a quelle tradizionali, la digitalizzazione offre altre eccellenti soluzioni.
Tra queste, in particolare, la ricetta elettronica, ossia il nuovo strumento con cui il medico prescrive le medicine e le visite specialistiche online, diffusa quasi dappertutto nelle regioni italiane. Essa consente l’interconnessione fra il sistema tessera sanitaria e i medici, le farmacie e le strutture sanitarie.
È già stata quasi del tutto completata la dematerializzazione delle ricette farmaceutiche e il prossimo obiettivo è adottare la ricetta elettronica anche per le prestazioni di specialistica ambulatoriale.
Con la ricetta elettronica, inoltre, è possibile acquistare un farmaco anche al di fuori della propria regione senza perdere il diritto alle esenzioni e senza variazioni di costo sul ticket.

I tanti vantaggi della ricetta elettronica

Ma cosa offre la ricetta elettronica per essere considerato, a ragione, uno strumento così utile valido?
Analizziamone i principali vantaggi:

Previene gli errori nella prescrizione dei farmaci
In particolare, il software della ricetta elettronica elimina gli errori dovuti all’illeggibilità della scrittura manuale, come ad esempio quelli generati dalla confusione tra nomi di farmaci con parole simili ma effetti diversi.
La ricetta elettronica, inoltre, consente sia al medico che al farmacista di accedere alla cronologia delle prescrizioni di un paziente per ridurre la possibilità che venga dispensato il farmaco sbagliato.

Offre supporto automatizzato alle decisioni cliniche
Molti farmaci sono disponibili in più dosaggi o formulazioni. La modalità di ricetta elettronica serve a rimuovere possibili congetture poiché obbliga i prescrittori a compilare dose, posologia, modalità e frequenza di somministrazione rifacendosi a informazioni comuni. Include anche il controllo del dosaggio e di eventuali duplicazioni terapeutiche.
La maggioranza dei software di ricetta elettronica, inoltre, si basa su dizionari di farmaci standard, seleziona i parametri dagli elenchi e dispone di campi obbligatori.

Accelera il processo di riconciliazione terapeutica
I medici, mediante l’uso di appositi software che interagiscono con la piattaforma dedicata alla ricetta elettronica, possono visualizzare istantaneamente la cronologia dei farmaci di un paziente e non dovranno riconciliare manualmente gli elenchi dei farmaci o memorizzare le informazioni cliniche come le interazioni tra farmaci.

Emette notifiche riguardanti situazioni a rischio
Tra queste: reazioni allergiche, interazioni farmacologiche, duplicazioni di terapie e altri eventuali avvisi di rilievo clinico.
La ricetta elettronica è capace di offrire ai medici una piena visibilità su tutte le allergie documentate a carico di un paziente e sui farmaci prescritti in precedenza e attiverà un sistema di avvisi che segnalano al medico se un farmaco appena prescritto abbia potenziale di reazioni negative, anche in considerazione di particolari stati come la gravidanza e delicate fasce di età come quella pediatrica o geriatrica.

Consente di monitorare le prescrizioni anche di sostanze controllate
Differentemente da una prescrizione scritta a mano, la ricetta elettronica non viene smarrita, è più facile da monitorare e consente, ad esempio, di tenere traccia della frequenza delle prescrizioni per individuare il potenziale abuso di droghe.

Permette di ritirare il farmaco anche senza promemoria cartaceo
In alcune realtà regionali, il promemoria di carta è scomparso e il cittadino, previo consenso alle farmacie per l’accesso alle ricette elettroniche, può ritirare il farmaco anche solo esibendo la propria tessera sanitaria.
Poter fare a meno del “foglietto” rappresenta un vero vantaggio soprattutto per i pazienti con malattie croniche che possono così evitare le lunghe attese in sala d’aspetto soltanto per ritirare la copia cartacea della prescrizione dei loro farmaci abituali.

farmaco tessera sanitaria ricetta elettronica
In alcune regioni è possibile ritirare il farmaco anche solo esibendo la propria tessera sanitaria

Ricetta elettronica: come abbattere le barriere alla diffusione

Per valorizzare lo strumento della ricetta elettronica, occorre iniziare con l’abbatterne le barriere alla diffusione e, quindi, accelerare:

1) La standardizzazione tra sistemi per contrastare la grande variabilità di software e uniformare le specifiche tecnico-funzionali a livello delle diverse strutture sanitarie. Da queste ultime, infatti, derivano spesso problemi di interoperabilità e aumento dei costi nell’implementazione delle tecnologie digitali.
Mancando l’armonia, infatti, diventa difficile far dialogare i sistemi digitali di farmacisti e medici.
E anche la connettività con il Fascicolo Sanitario Elettronico diviene carente.

2) La promozione di questa soluzione digitale che dovrebbe risolvere la lacuna comunicativa sui vantaggi e le potenzialità per favorire l’attitudine all’uso delle ricette elettroniche da parte di tutti gli operatori sanitari, valorizzando così i grandi investimenti e la diffusa disponibilità dei sistemi di prescrizione elettronica.

La ricetta elettronica per tutte le prestazioni sanitarie

Per quanto visto, sarebbe dunque opportuno che il decisore politico spingesse verso una convergenza dei sistemi informativi elettronici tra Regioni e li promuovesse per farli diventare strumenti di uso ordinario in tutte le organizzazioni pubbliche di tutti i Servizi Sanitari Regionali.
Ad esempio, come avviene con la fattura elettronica che supporta le prestazioni commerciali, perché non promuovere con la stessa forza l’uso della ricetta elettronica per tutte le prestazioni sanitarie?


Questo contributo è frutto della collaborazione tra HealthTech360 e “Pillole di Sanità Digitale”,
la rubrica di Fidelia Cascini (www.fideliacascini.com) sui temi della sanità e delle tecnologie.
Qui trovate il video relativo al presente approfondimento.
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