Next Generation Healthcare

Open Innovation in Sanità: dalle parole ai fatti

Lavori in corso per avviare l’infrastruttura tecnologica milanese dedicata all’innovazione e alla sperimentazione in ambito Healthcare. Si renderanno disponibili competenze e facilities hi-tech in cui clinici, ricercatori, tecnologi, partner industriali e startup possano lavorare insieme. Con un obiettivo comune: supportare l’Ecosistema Salute per la messa a terra delle tecnologie

Pubblicato il 17 Apr 2023

Alfredo Pascali

Health Marketing Manager, Mentor & Advisor for Open Innovation, Founder & Chairman NExT Health

Fabio Fioravanti

NExT Health

Sorgerà a Milano, in MIND, il Next Generation Healthcare Center espressamente ideato per sviluppare una piattaforma tecnologica unica in Italia, al servizio dell’Ecosistema Salute in ottica multidisciplinare.

Un nuovo modello di Sanità grazie all’Open Innovation

Il Centro, finanziato al 49% con fondi PNRR, vuole radunare molteplici partner, iniziative tecnologiche e stimoli provenienti dal mondo della ricerca, in pieno spirito di collaborazione tra istituzioni – in primis le università promotrici di NGHC, cioè il Politecnico di Milano e l’Università degli studi di Milano – ospedali di eccellenza e le controparti industriali che si impegnano nel costituire un nuovo modello di Healthcare.

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L’infrastruttura NGHC è il luogo dove sviluppare nuove soluzioni tecnologiche, nuovi concetti di spazio e nuovi servizi lungo tutta la filiera della salute, con il duplice scopo di supportare la ricerca nel suo ultimo miglio e favorire nuove progettualità in un’ ottica di open innovation e di collaborazione precompetitiva” – ha affermato Alberto Redaelli, Professore ordinario al Politecnico di Milano e Coordinatore Scientifico NGHC.

Un solido patto tra pubblico e privato a beneficio dell’innovazione aperta, della creazione di startup e, in definitiva, del cittadino, sempre più al centro del nostro SSN.

Open Innovation in Sanità: il network NGHC

Gli stakeholder devono lavorare in rete per creare valore e, soprattutto, rendere concrete le opportunità fornite dalla tecnologia, in continuo sviluppo.
Sono chiamate al compito le istituzioni, le imprese, i ricercatori, gli ospedali, le agenzie dedicate alla protezione della salute, le nursing homes, ma anche l’intero panorama sociale, dalle associazioni dei pazienti, ai caregiver, al terzo settore. Nessuno deve essere escluso.

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Next Generation Healthcare Center – Innovation and experimentation infrastructure (Fonte: Politecnico Milano, Università degli studi di Milano)

La struttura di NGHC

Lo scopo di NGHC è riprodurre tutti i setting di cura della supply chain nelle aree chiave dell’Healthcare. Dall’educazione e prevenzione, ai reparti ospedalieri, alla gestione delle problematiche acute e croniche, alla presa in carico della local health (ASST), compreso il domicilio del paziente. Ciò prevede la creazione di:

  • Living labs: dove si riproducono le aree chiave dell’Healthcare permettendo di testare soluzioni innovative nella realtà di tutti i giorni

  • Tech labs: per progettare, realizzare, valutare e validare nuove tecnologie e modelli organizzativi insieme a tutti gli stakeholder.

I tre pilastri su cui si sta lavorando

Tre aree di interesse, strettamente correlate: non si ragionerà a compartimenti stagni.
E’ necessario, infatti, facilitare da un lato l’ottimizzazione e lo sviluppo di tecnologie close-to-market e, dall’altro, la ricerca e l’attività clinica.
Le controparti devono lavorare insieme, a stretto contatto con i partner industriali.

I pilastri si delineano nei seguenti driver:

  • Specialty driven: eccellenze cliniche e interessi strategici dei partner industriali collaborano per trovare nuove soluzioni in specifiche aree cliniche e terapeutiche, ad esempio nel cardiovascolare, in pneumologia, ortopedia, nello sviluppo di interfacce hi-tech/cervello o nel settore delle malattie rare

  • Technology driven: focus portato nello sviluppo di tecnologie e nella loro integrazione nella supply chain dell’assistenza sanitaria. La tecnologia deve maturare e poi essere trasferita in real-life attraverso applicazioni deep-tech.
    Tra gli use cases: la stampa 3D in campo medico e il metaverso per la salute

  • Setting driven: tutto va tenuto insieme, il sistema salute deve essere applicato in diversi setting. A domicilio, negli ospedali di comunità o anche negli ambienti estremi, sempre tenendo presente che il tutto deve essere centrato sul paziente.
    In quest’ambito, è fondamentale l’integrazione delle tecnologie digitali e l’impiego dei dati, così come il training degli operatori sul campo e la diffusione delle best practices. Tra gli use cases, non solo l’ospedale di comunità ma anche ricerca e applicazione sulla salute nello Spazio e habitat extraterrestri.

La location dell’infrastruttura

NGHC viene ospitata all’interno del MIND (Milano Innovation District) che si sviluppa su di una superficie di un milione di metri quadrati nei pressi di Rho Fiera.
All’interno di questo spazio – che prevede anche ospitalità per gli studenti, uffici e aree verdi come modello di rigenerazione urbana – sarà presente l’infrastruttura NGHC disposta su 3 livelli per circa 5000 metri quadri: al primo e secondo piano i Tech e Living labs oltre agli uffici e ai service rooms.

Gli investimenti alla base: fondi PNRR e privati

Next Generation Healthcare Center, innanzitutto, può contare sui fondi messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), come dettato nella Missione 4, componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”.
A disposizione, uno stanziamento di circa 15 miliardi di euro, per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo, promuovere l’innovazione e la diffusione delle tecnologie, nonché rafforzare le competenze.

L’idea presentata dal PNRR è mettere in stretta collaborazione le Università, gli istituti di ricerca e le imprese.

Per quanto riguarda Next Generation, è previsto che i fondi del PNRR partecipino per il 49% dei fondi necessari. Il restante 51% per realizzare il progetto arriva da player privati, in partenariato pubblico-privato.

La partecipazione al bando

L’interesse ad approfondire questa opportunità delle aziende private, dall’industria alla finanza e servizi, è stato da subito importante. Il bando per la selezione dei partner privati, già lanciato dal Politecnico di Milano, ha scadenza 12 maggio 2023.

“Il bando si articola in tre fasi. La prima fase ha scadenza il 12 maggio ed ha l’obiettivo di raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di aziende ed enti privati; la seconda fase, della durata di 120 giorni, tramite un dialogo tra la stazione appaltante e i soggetti interessati, servirà a definire le finalità e le modalità dell’adesione, nonché la governance dell’infrastruttura; la terza fase, della durata di 20 giorni, è la fase in cui il soggetto privato, se avrà trovato soddisfacenti le modalità e le regole definite nella fase due,  darà la sua adesione alla infrastruttura in maniera vincolante” – ha chiarito Redaelli.

Open Innovation e Sanità in Italia: cosa serve per passare ai fatti

E’ facile parlare di Open Innovation, ma non sempre alle dichiarazioni seguono i fatti.

Il progetto NGHC è il primo luogo nel nostro Paese in cui si intende concretamente mettere a frutto, in sinergia, tutte le competenze degli stakeholder, dal pubblico al privato, con il contributo essenziale di clinici, ricercatori ed esperti di nuove tecnologie.

Si realizza in un luogo fisico – non a caso in MIND – in cui tutte le competenze si possono incontrare e confrontare nelle facilities messe a disposizione da NGHC.
Occorre creare team in cui in primo luogo ingegneri, clinici e informatici lavorino braccio a braccio per rispondere ai needs clinici e dei pazienti, tenendo sempre presente la fattibilità tecnologica e il contesto organizzativo, finanziario e amministrativo della Sanità italiana.

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