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La Telemedicina salva vite umane

La Telemedicina può essere considerata un’alternativa sicura alle procedure mediche tradizionali per un’ampia varietà di popolazioni di pazienti e interventi. È quanto emerge da una recente revisione sistematica che ha identificato i rischi di eventi avversi associati agli interventi di telemedicina. Saranno tuttavia necessari studi complementari per avere maggiori garanzie sulla coerenza e generalizzabilità dei risultati

Pubblicato il 01 Giu 2023

“La Telemedicina salva vite umane. I risultati della nostra ultima revisione sistematica e meta-analisi mostrano che il monitoraggio dei pazienti che utilizzano tecniche di telemedicina è associato a minori rischi di mortalità. Gli studi randomizzati controllati (RCT) degli interventi di telemedicina dimostrano risultati migliori per i pazienti in una serie di studi e aprono la strada a pratiche basate sull’evidenza. Tuttavia, l’eterogeneità delle domande di ricerca suggerisce fortemente la necessità di studi complementari con valutazioni dei risultati coerenti”.

È quanto afferma Fidelia Cascini – ricercatrice e docente di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – che i nostri lettori conoscono bene per i numerosi contributi e approfondimenti su HealthTech360 – riguardo allo studio “A Systematic Review Identifying Adverse Health Outcomes and Mortality Rates Associated with Telehealth”, pubblicato su “Telehealth and Medicine Today”, del quale è coautrice.

I rischi di eventi avversi associati alla Telemedicina

L’ipotesi dalla quale ha preso le mosse lo studio è che ci possano essere rischi di eventi avversi associati agli interventi di telemedicina.

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Per tale ragione, è stata condotta una revisione delle seguenti fonti della letteratura scientifica per tutti gli eventi avversi associati alla Telemedicina:

  • PubMed (incluso MEDLINE)
  • Embase
  • ISI (Web of Science)
  • VHL/GHL
  • Scopus
  • ScienceDirect
  • PsycINFO (dal 1° gennaio 1960 al 1° marzo 2021)

Tale revisione sistematica e meta-analisi è stata eseguita secondo le linee guida Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA).

I settori della Telemedicina oggetto di revisione

La revisione ha incluso i seguenti studi:

  • Telemonitoraggio: 38 studi
    È stato valutato il telemonitoraggio in varie popolazioni di pazienti
  • Teleriabilitazione: 14 studi
    È stata esaminata la sicurezza della teleriabilitazione in diverse popolazioni e 6 degli studi includevano pazienti con insufficienza cardiaca
  • Telemedicina: 25 studi
    È stata esaminata la sicurezza degli strumenti di telemedicina nella gestione di diverse popolazioni di pazienti (senza definire un dominio specifico all’interno della telemedicina simile a quanto fatto per le due categorie precedenti, ossia per il tele monitoraggio e la teleriabilitazione).

La Telemedicina è efficace e sicura 

La nostra revisione sistematica della letteratura – si legge al proposito nel succitato studio – ha rilevato che la Telemedicina è efficace e può essere considerata sicura per un’ampia varietà di popolazioni di pazienti e interventi […].
La maggior parte degli studi in letteratura ha dimostrato una sicurezza dell’utilizzo della Telemedicina comparabile rispetto a quello dell’assistenza sanitaria tradizionale.

Ciò è risultato vero in tutte le specializzazioni della Medicina e utilizzando una varietà di tecniche di telemedicina, comprese quelle progettate per scopi di gestione dei pazienti, riabilitazione e consulenza.

In sintesi, lo studio porta all’attenzione del lettore i seguenti punti chiave:

  • Il monitoraggio dei pazienti che utilizzano tecniche di telemedicina è associato a rischi di mortalità inferiori del 40% tra i pazienti affetti da insufficienza cardiaca rispetto a quelli che hanno ricevuto cure tradizionali
  • I pazienti sottoposti a telemonitoraggio hanno un rischio di mortalità inferiore rispetto ai pazienti sottoposti a cure abituali
  • Tra i pazienti con impianti cardiaci, i pazienti che hanno ricevuto il telemonitoraggio hanno un rischio di mortalità inferiore del 35% rispetto ai pazienti che hanno ricevuto cure tradizionali
  • Nel complesso – nella letteratura relativa agli RCT (Randomized Controlled Trial) – la Telemedicina non ha dimostrato di essere associata a un numero maggiore di eventi avversi rispetto ai metodi sanitari tradizionali
  • Esiste comunque una forte necessità di ulteriori studi complementari con valutazioni dei risultati coerenti.

È importante notare – si legge nella ricerca – che gli studi precedenti che hanno esaminato l’impatto della Telemedicina sui tassi di mortalità si sono spesso concentrati su specifici settori o specializzazioni mediche, come la cardiologia, la nefrologia o la broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Al contrario – sottolineano gli autori della ricerca –  questo studio ha una visione più ampia, poiché esamina gli effetti degli strumenti di telemedicina che possono essere applicati in una vasta gamma di contesti e discipline sanitarie, tra cui il telemonitoraggio e la teleriabilitazione.
Questo approccio consente di identificare temi e tendenze comuni tra diverse popolazioni di pazienti e di fornire approfondimenti che potrebbero essere rilevanti per una gamma più ampia di operatori sanitari e responsabili politici.

Punti di forza e limiti dello studio

Uno dei punti di forza dello studio – affermano gli autori – è il suo approccio omnicomprensivo.
Abbiamo condotto una ricerca rigorosa su più database – precisano gli studiosi –  utilizzando criteri di ricerca ampi e includendo tutti i tipi di interventi di telemedicina per garantirne l’ampiezza adeguata.
Poiché precedenti revisioni sistematiche sull’argomento hanno sollevato dubbi sul fatto che la qualità delle prove fosse incoerente e limitata, abbiamo deciso di includere solo studi RCT ben progettati e abbiamo condotto una valutazione approfondita del bias – utilizzando lo strumento RoB2 revisionato – per ridurlo al minimo.

I risultati dello studio forniscono quindi una solida panoramica dello stato attuale delle conoscenze sull’argomento e possono indirizzare la pratica clinica e le decisioni politiche.

Tuttavia – precisano  gli autori – lo studio non è privo di limiti.

Il primo di essi è inerente alla natura delle revisioni sistematiche: un limite metodologico è il rapido ritmo del cambiamento tecnologico relativo alla Telemedicina. Dopo aver condotto analisi e pubblicazioni, alcuni dei metodi tecnologici inclusi negli studi potrebbero essere obsoleti o modificati, rendendo difficile trarre conclusioni definitive. Tuttavia – sostengono gli autori – abbiamo tentato di ridurre al minimo questa limitazione includendo gli RCT più aggiornati.

In secondo luogo, molti interventi di studio sulla Telemedicina avevano obiettivi ampi e mancavano di descrizioni sufficienti e chiare degli interventi. Inoltre, la maggior parte degli studi inclusi nella sintesi non aveva definito la sicurezza come obiettivo primario, il che ha portato molti studi a escludere la definizione di eventi avversi o a menzionarli in modo vago.

Ancora, molti degli studi si sono sforzati di valutare un insieme complesso di attività o strumenti che cercassero di migliorare i risultati dei pazienti e questi aspetti multicomponenti possono ostacolare una valutazione appropriata e diretta dei risultati dell’intervento.

Inoltre, in relazione alla natura degli studi inclusi in questa revisione, la durata piuttosto breve degli interventi potrebbe aver contribuito al fallimento nel rilevare eventi avversi a lungo termine. Sebbene tutti gli eventi avversi siano stati segnalati durante i periodi di trattamento, il monitoraggio dei pazienti per un periodo più lungo dopo il trattamento può fornire informazioni necessarie sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine della Telemedicina rispetto ai trattamenti di controllo.

Oltre a ciò, l’uso di partecipanti volontari deve essere visto come un pregiudizio nella selezione.
I partecipanti agli studi che sono stati disposti ad iscriversi a RCT e ricevere un trattamento di telemedicina, infatti, possono essere sistematicamente diversi dalla popolazione generale dei pazienti.
Innanzitutto, devono disporre della tecnologia minima, il che potrebbe implicare che si trovino in una situazione economica migliore (cosa che potrebbe influire sulla qualità complessiva della salute di un individuo).

Infine, la rappresentatività del campione di studio rispetto alla più ampia popolazione di interesse è una considerazione importante, in particolare data la vasta gamma di popolazioni incluse nella revisione sistematica, come popolazioni geograficamente e di età diverse.
Sebbene abbiamo compiuto sforzi per includere studi che rappresentassero un’ampia gamma di popolazioni – affermano gli studiosi – riconosciamo che potrebbero esserci limitazioni alla generalizzabilità delle nostre scoperte.

Telemedicina: oltre alla sicurezza clinica, occorre indagare altri aspetti

Oltre alla dimostrata sicurezza clinica dell’utilizzo della Telemedicina – fanno osservare gli autori dello studio –  i risultati di questa revisione forniscono importanti implicazioni per i responsabili delle politiche di sanità pubblica.
Sebbene questa revisione abbia sintetizzato solide prove relative alla sicurezza della Telemedicina – affermano – i responsabili politici dovrebbero anche fare riferimento ad altra letteratura su questo argomento specifico, nonché sul grado di soddisfazione della Telemedicina, sui vantaggi economici e sulla fattibilità tecnica.

Nel complesso – sostengono gli studiosi – questa revisione sistematica mostra che la Telemedicina può essere considerata un’alternativa sicura alle procedure mediche tradizionali.

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