
AI, disabilità e sport: prima la persona. Poi la tecnologia
L’intelligenza artificiale può rendere lo sport per le persone con disabilità più sicuro, accessibile e su misura, ma solo se è il sistema ad adattarsi alla persona, e non il contrario. Servono dati ben protetti, valutazione d’impatto, supervisione umana e una governance che renda la responsabilità tracciabile
di Cristina Vorraro e Stefano Gorla






























