Digital Transformation

Sanità digitale: un treno in corsa. Ma per dove?

La Digital Health si muove a velocità impressionante. Ma occorre scoprire dove sta andando, intercettarne la traiettoria e darle la direzione giusta. È necessario che si lavori oggi a costruire le condizioni migliori per il suo domani progettando in maniera responsabile il futuro della nostra salute

Pubblicato il 10 Mag 2022

Mirko De Maldè

Co-Chair Gruppo di lavoro Salute @INATBA (International Association for Trusted Blockchain Applications) e Head Of Innovation @Moveax

digital health futuro

Un articolo apparso qualche mese fa sul Corriere della Sera, a firma dei ministri Colao e Speranza, ha offerto una sintesi dei programmi e della visione a lungo termine del Governo riguardo allo sviluppo della sanità digitale nel nostro Paese.

Sanità digitale: gli obiettivi del PNRR

Gli oltre due miliardi stanziati nel PNRR dovranno servire a migliorare i servizi sanitari e contenere i costi, sviluppando nuovi modelli di offerta sanitaria in grado di migliorare le cure, migliorare l’esperienza di cittadini e pazienti, ridurre le inefficienze e servire il territorio nazionale in modo più omogeneo.

Si tratta di una visione emersa con urgenza con il propagarsi e prolungarsi della pandemia da COVID-19, ma che andrà oltre lo sviluppo di servizi di telemedicina per modificare nel profondo l’interazione fra cittadini e servizi sanitari.
Allo stesso tempo, si tratta di una visione globale, con la digitalizzazione sanitaria in cima all’agenda politica di molti governi e istituzioni sovranazionali.

Il ruolo dell’Europa

L’Unione Europea, fra tutte, nel corso di quest’anno, avrà modo di scendere nel concreto della realizzazione dell’European Health Data Space, anche grazie agli investimenti che saranno resi disponibili attraverso il programma EU4Health nel settennato 2021-2027, con ben 5.3 miliardi di euro disponibili. Un’ulteriore testimonianza dell’impegno europeo, in tal senso, è arrivata da Ursula von der Leyen al World Health Summit (ottobre 2021), il cui intervento si è concentrato sullo sviluppo del programma Health Environment Research Agenda for Europe (HERA) finanziato con 3 miliardi di euro e finalizzato al rafforzamento della strategia europea attorno ai temi della salute e dell’ambiente.

Le sinergie tra tecnologie e istituzioni

Sono importanti e chiari segnali del consolidamento di un processo di sviluppo della sanità digitale, trainato dalle esigenze relative alla gestione della pandemia, dal crescente interesse verso i servizi di telemedicina, dall’esplodere della disponibilità di dispositivi personali per il monitoraggio di dati relativi alla nostra salute e dal crescente numero di applicazioni pratiche per le tecnologie emergenti quali intelligenza artificiale e blockchain.

Trend tecnologici e politici si trovano – per una volta – a guardare verso una stessa direzione, creando le condizioni ideali per la tanto attesa transizione digitale della Salute.

Sanità digitale: la crescita inarrestabile della Telemedicina

Il primo e più importante elemento di traino di questa transizione è rappresentato dal crescente interesse verso le soluzioni di telemedicina.  La pandemia ha esposto medici e pazienti all’utilizzo di strumenti di telemedicina per sopperire all’impossibilità di svolgere consulti – anche di routine – di persona.
Dopo inizi più timidi e limitati, si è vista – nello scorso anno – una decisa crescita.
Secondo i dati McKinsey, la richiesta di servizi di cura virtuali è aumentato di 38 volte rispetto al periodo pre-covid. Si tratta di un trend che difficilmente si invertirà con l’uscita dalla crisi pandemica, mentre nuove applicazioni e nuove infrastrutture, anche nazionali – per la gestione e la condivisione dei dati – consentiranno un consolidamento e una sistematizzazione dell’offerta di telemedicina, abilitandone una adozione più sicura e capillare.

Sanità digitale: l’evoluzione della Telemedicina

Allo stesso tempo, ci si dovrà aspettare una profonda evoluzione dei servizi di telemedicina.
Se molto di quanto visto finora è ancora espressione di una “digitalizzazione fredda” di processi esistenti, il pieno sviluppo della Telemedicina vedrà l’emergere di nuovi modelli di cura e l’offerta di una esperienza completamente nuova – per il paziente e il cittadino – attraverso meccanismi innovativi di interazione con i sistemi sanitari e con il loro ambiente domestico. Ciò consentirà l’evoluzione della Telemedicina da espediente necessario ma transitorio a elemento essenziale per l’offerta di cure di eccellenza, inverando la visione già da molti anticipata (come nel libro del 2015 di Eric Topol, “The patient will see you now” – The Future of Medicine is in your hands), dove il paziente – e prima ancora il cittadino – è davvero la componente attiva del percorso di salute e di cura.

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Eric Topol, “The patient will see you now” – The Future of Medicine is in your hands (2015).

In questo senso, le soluzioni di telemedicina che vedremo emergere nel corso di questo e dei prossimi anni saranno tese ad abilitare cittadini e pazienti a svolgere questo ruolo attivo in un ambiente di condivisione e interazione medico-paziente in grado di sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie per estrarre il massimo valore dallo scambio di informazioni.

La sanità digitale è sempre più data driven

In questo contesto, l’utilizzo combinato delle più recenti innovazioni nel settore dell’analisi dei dati – ambito che sta creando, proprio nel mondo sanitario, una crescente richiesta di figure professionali specializzate – inclusa l’analisi automatizzata dei testi, della voce, dei dati clinici di diversa natura, dei dati ambientali, dovrà essere al centro di un sistema in grado di abilitare medico e cittadino/paziente allo sviluppo di percorsi di cura preventiva, di analisi del rischio, di diagnosi precoce, avviando così la transizione verso un sistema sanitario davvero centrato sulle esigenze di ogni specifico cittadino e orientato più sul mantenimento della salute e del benessere che sulla cura della patologia.

Se la Telemedicina dovrà, dunque, svolgere un ruolo chiave in questa evoluzione dell’offerta di salute, un elemento tecnologico abilitante non potrà che essere rappresentato da tutto quell’apparato – crescente – di dispositivi indossabili, sensori e applicazioni mobili necessarie per la raccolta e la trasmissione di dati di vario genere, necessari per il monitoraggio remoto e l’analisi personalizzata dei rischi per ogni cittadino.

Sanità digitale e dispositivi indossabili

Dispositivi per il tracciamento e il monitoraggio individuale stanno prendendo sempre più piede nel mercato e sempre più cittadini considerano l’acquisto di dispositivi indossabili.
Secondo una recente indagine di Insider Intelligence, l’80% dei consumatori americani sarebbero interessati all’utilizzo di dispositivi wearables (e circa una quarto di essi – secondo eMarketer – ne farà uso nel corso di quest’anno).

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Consumatori americani  interessati all’utilizzo di dispositivi wearables (fonte: eMarketer)

Nel frattempo, l’offerta si sta diversificando. Dai più semplici dispositivi per il tracciamento delle attività, agli smartwatch, spesso equipaggiati con sensoristica di grado medico (Apple Watch e Whitings ne sono un esempio), fino ad arrivare a dispositivi indossabili per il controllo della pressione e di altri parametri medici.

Terapie digitali: cresce l’interesse, ma sono poche quelle approvate

Di eguale importanza, l’emergere di applicazioni mobili che stanno superando il confine del semplice monitoraggio delle attività per aprire il campo a sistemi di digital therapeutics in grado di guidare il paziente in sicurezza nello svolgimento di attività necessarie per la cura di una patologia o per la gestione autonoma di condizioni croniche.
Sembra di particolare interesse lo sviluppo di applicazioni digital therapeutics nel settore della salute mentale. Mentre l’offerta, oggi, si concentra sul supporto al mantenimento di uno stato di benessere generale dell’individuo (sono molte, ad esempio, le app per meditazione guidata), sembra aumentare l’interesse – anche se sono ancora poche nel mondo quelle approvate – verso app validate scientificamente come vere e proprie terapie digitali (è il caso, ad esempio, di Pear Therapeutics per il trattamento di dipendenze).

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Terapie digitali approvate nel mondo (fonte: Tendenze Nuove – n.1/2021)

Sono d’interesse, in tal senso, alcune iniziative politiche (ad esempio, Macron in Francia) volte ad adottare sistemi efficienti per l’approvazione della messa in commercio di app medicali, sulla falsariga di quanto già avvenuto in Germania con DiGA (il processo ottimizzato per l’approvazione di applicazioni di salute digitale).

Sanità digitale, realtà virtuale e Metaverso

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Una nota a parte merita l’interessante trend connesso all’emergere del mercato delle applicazioni fitness per dispositivi di realtà virtuale (VR). La domanda è crescente e dimostra l’utilità del mezzo virtuale e della gamification come elementi abilitanti di un più profondo coinvolgimento delle persone nell’attività fisica o, più in generale, nello svolgimento di attività utili per il benessere individuale. L’aumento dell’offerta sia in termini di applicazioni in VR sia in termini di dispositivi (si pensi soltanto alle potenziali applicazioni del Metaverso in Sanità), attrarrà prevedibilmente nuovi utenti, aprendo la strada allo sviluppo di nuove applicazioni per soddisfare bisogni e desideri degli utenti di questo nuovo mondo virtuale. Sebbene sia ancora troppo presto fare previsioni in materia, non è impossibile immaginare lo sviluppo di nuove applicazioni di salute digitale in grado di sfruttare con intelligenza realtà virtuale e gamification per migliorare la compliance dei pazienti con specifiche attività di valore terapeutico, come ad esempio attività di fitness per la riabilitazione motoria, senza dover necessariamente immaginarci incontri virtuali con il nostro medico in studi medici virtuali.

Dati personali, Telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico 

In tutto ciò che abbiamo analizzato, resta essenziale la questione dei dati personali.
I ministri Colao e Speranza hanno fatto bene a ricordarci come la gestione sicura dei dati e la creazione di appropriate infrastrutture per lo scambio, l’accesso e l’analisi dei dati, siano tutti prerequisiti essenziali allo sviluppo di soluzioni di salute digitale autenticamente integrate nel servizio sanitario e in grado di raggiungere il massimo impatto possibile.
In Italia, queste funzioni saranno offerte dalla futura Infrastruttura dei dati Sanitari, per una raccolta sicura e omogenea di questi ultimi da tutte le possibili fonti a livello nazionale.
Tra queste, in primis, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina – per il monitoraggio e la gestione dei flussi dati garantendo sicurezza e privacy – e il Fascicolo Sanitario Elettronico, a sua volta ulteriormente sviluppato in forma interamente digitale e in grado di offrire accesso tempestivo ai dati sanitari personali sia agli operatori che ai cittadini/pazienti, anche includendo i nuovi dati personali che saranno generati dagli stessi cittadini/pazienti tramite sensoristica ambientale e dispositivi indossabili.

Sanità digitale e blockchain

Gestione dei dati, garanzie di integrità e provenienza, identificazione certa di dati, dispositivi e cittadini, sono tutti elementi essenziali in questo scenario. Elementi che potrebbero essere abilitati da applicazioni basate su tecnologia blockchain. Lo scorso anno ha visto l’adozione della blockchain in scenari reali in diversi ambiti connessi con il mondo della salute.
Il sistema sanitario britannico (NHS) ha adottato –  già agli inizi del 2021 – la soluzione offerta dalla società Everyware – in combinazione con Hedera Hashgraph (non basata su blockchain ma su DAG) – per il tracciamento della catena del freddo per i vaccini Covid-19.
La città di New York ha adottato, già a marzo 2021, l’Excelsior Pass – un sistema basato sul Digital Health Pass di IBM – sfruttando tecnologia blockchain e un framework di identità decentralizzata per consentire la gestione autonoma dei dati sanitari da parte degli individui in modo da consentire di provare l’avvenuta vaccinazione (per accesso a servizi, eventi e via dicendo), senza esporre i dati sottostanti.
Ancora, Nebula Genomics, attiva nel settore dell’analisi genomica personale (in concorrenza con operatori come 23andme) – che aveva già fatto proprietà individuale dei dati genetici dei propri clienti (ottenuta tramite l’utilizzo della tecnologia blockchain) – ha svolto la prima asta del genoma del prof. George Church nella forma di NFT (non-fungible token) per dimostrare modalità innovative e trasparenti di rappresentazione (e, finanche, di monetizzazione) di dati personali nell’industria della genomica consumer.
Infine, Pharmaledger – il consorzio europeo composto da diversi rappresentati dell’industria farmaceutica – ha completato il deployment della sua piattaforma blockchain per la condivisione dei dati relativi ai farmaci (Electronic Product Information – ePI).

Si tratta di applicazioni significative e dimostrative dell’usabilità della tecnologia blockchain in contesti operativi anche complessi, dal tracciamento farmaceutico alla gestione della supply chain, passando per la gestione dei dati, a cui si aggiungono molti altri casi d’uso già testati nella gestione dei trial clinici, dei consensi informati e delle credenziali professionali per medici e infermieri.
Tutti esempi della crescente maturità delle soluzioni tecnologiche basate su blockchain nel settore sanitario. Considerata la crescente domanda – sia istituzionale che individuale – di sistemi in grado di garantire una gestione trasparente e sicura dei dati sanitari – anche in vista dell’ulteriore sviluppo della Telemedicina – non sorprenderebbe vedere il progressivo affermarsi, nel corso di quest’anno, di nuove soluzioni sul mercato in grado di sfruttare al meglio la tecnologia blockchain per rispondere precisamente a queste necessità emergenti.

Cosa fare ora per il futuro della sanità digitale

Quello della sanità digitale, dunque,  è un treno in movimento che sta prendendo velocità a ritmi molto sostenuti. Nessuno intende fermare il treno, ma – come da conclusioni del rapporto sul futuro della Salute 2030 “Governing health futures 2030: Growing up in a digital world”, pubblicato da Lancet e Financial Times a ottobre dello scorso anno – è necessario che si lavori ora a costruire le condizioni per una adozione consapevole e ampia delle nuove forme di sanità digitale, garantendo sicurezza, inclusione, trasparenza, e rispetto dei diritti fondamentali.
Ciò significa anche assicurarsi del giusto coinvolgimento di cittadini, pazienti, e professionisti medici, per assicurare una transizione consapevole, anche lavorando sugli aspetti organizzativi e culturali troppo spesso tralasciati nelle attività di progettazione della futura sanità digitale.

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