PNRR Missione 6

Piattaforma Nazionale di Telemedicina: e ora?

Dopo la firma del contratto per l’affidamento in concessione della PNT, occorre rendere realmente efficace e funzionante la Telemedicina sul territorio. Ma è davvero pronta a partire per il 2024?

Pubblicato il 02 Mag 2023

Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT): prima l’avviso, poi il bando.

E, come noto, di recente è stato anche firmato il contratto tra Agenas e il Raggruppamento Temporaneo di Impresa (RTI) Engineering Ingegneria Informatica S.p.A. e Almaviva S.p.A. per l’affidamento in concessione della “Progettazione, realizzazione e gestione dei Servizi abilitanti della Piattaforma Nazionale di Telemedicina “PNRR – Missione 6 Componente 1 subinvestimento 1.2.3 Telemedicina”.

L’accordo – come sottolineato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci – “pone l’Italia all’avanguardia rispetto alle altre nazioni europee nell’utilizzo dei fondi del PNRR in ambito sanitario e apre una fase nuova nella prospettiva di ammodernamento e razionalizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Piattaforma Nazionale di Telemedicina e PNRR: un passo importante

“Un altro importante tassello nell’ambito dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La Piattaforma Nazionale di Telemedicina – ha affermato Schillaci – ci permetterà di vincere la sfida per il superamento delle diseguaglianze nell’offerta delle prestazioni e dell’assistenza tra le diverse aree territoriali.

Grazie alla piattaforma, i professionisti sanitari potranno disporre di nuovi strumenti validati per operare efficacemente in ogni processo individuale e multi-disciplinare e, allo stesso tempo, verrà anche migliorata l’accessibilità dei pazienti alle cure e alle prestazioni.

Saremo quindi in grado, grazie alla Telemedicina – ha detto il Ministro della Salute – di dare risposte tempestive e di qualità alla domanda di servizi sanitari sul territorio.

Questo si tradurrà in un significativo alleggerimento della pressione sugli ospedali e sui Pronto Soccorso spesso oberati da richieste inappropriate che finiscono col ripercuotersi negativamente sulla possibilità di assicurare nei tempi giusti gli interventi e le prestazioni necessarie a chi ne ha reale necessità”.

Piattaforma Telemedicina grande progetto per l’Italia

La sfida del superamento dell’health divide – ha affermato  in occasione dell’aggiudicazione della gara Maximo Ibarra – CEO e General Manager Engineering Ingegneria Informatica Spa – è fondamentale per i cittadini e per il Paese.

Oggi comincia una fase nuova, ci è stato affidato un grande obiettivo […]. Realizzare e gestire la nuova Piattaforma Nazionale di Telemedicina. Una infrastruttura all’avanguardia, interamente cloud e in grado di garantire interoperabilità e integrazione tra gli ecosistemi digitali delle Regioni […].

Qui si tratta di lavorare per migliorare la qualità e l’accesso alle cure per tutti i cittadini sull’intero territorio nazionale e, quindi, contribuire a garantire per tutti il diritto alla salute.

Attraverso il digitale e l’utilizzo dei dati, il Sistema Sanitario Nazionale apre definitivamente alla tecnologia per rendere efficiente l’assistenza di prossimità.
La nuova Piattaforma Nazionale di Telemedicina è un grande progetto per l’Italia […]”.

PNT: l’innovazione tecnologica e digitale al servizio del Sistema Sanitario

La Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) – si legge in un nota di Engineering – mettendo in comunicazione l’Amministrazione Centrale con le Amministrazioni Locali, avrà come principale obiettivo la governance e il monitoraggio centralizzato dei processi di Telemedicina attuati a livello regionale, in linea con quanto indicato nel PNRR.

“Il primo obiettivo della Telemedicina deve essere quello di supportare il Sistema Sanitario, armonizzandosi con esso attraverso la creazione di reti in cui le professionalità cliniche, sanitarie ed assistenziali – nonché sociali – raggiungano la persona a prescindere da dove si trovi.

Con questa piattaforma – spiega Dario Buttitta, Executive Vice President PA & Healthcare di Engineering – l’innovazione tecnologica e digitale è al servizio del Sistema Sanitario per rendere efficiente l’assistenza di prossimità […]. Una piattaforma nazionale che non solo valorizzerà la specificità di ogni iniziativa in questo ambito, ma permetterà di migliorare la qualità e l’accesso per tutti i cittadini sull’intero territorio nazionale. Un progetto strategico per il Paese […]”.

Una nuova Sanità basita su dati e interoperabilità

“Le tecnologie digitali giocano un ruolo fondamentale per trasformare i processi di cura e salute, a partire dagli aspetti clinici e diagnostici fino a quelli organizzativi e logistici, assicurando flessibilità al sistema e liberando risorse.

Il digitale – afferma Antonio Amati, Direttore Generale Divisione IT di Almaviva – è l’elemento abilitante di una nuova Sanità basata sui dati e sull’informazione, sull’interoperabilità dei sistemi, sui servizi fruibili e accessibili ai cittadini in tempi rapidi e in base alle necessità […].
Il modello di salute pubblica deve porre al centro il cittadino assieme alla sicurezza dei suoi dati e la Telemedicina rappresenta una parte fondamentale del Sistema […].
[La Piattaforma Nazionale di Telemedicina è, ndr.] un progetto importante e strategico, volto a offrire vantaggi percepibili dalle persone in un’ottica di accessibilità, inclusione, efficienza e risparmio”.

Obiettivi della Piattaforma Nazionale di Telemedicina

Riguardo la progettazione, realizzazione e gestione dei Servizi Abilitanti della Piattaforma Nazionale di Telemedicina, Agenas ricorda che la proposta dell’RTI ha l’obiettivo di:

  • favorire l’implementazione omogenea dei percorsi di telemedicina su tutto il territorio nazionale facilitando la presa in carico, acuta e cronica, da parte delle cure territoriali, favorendo la deospedalizzazione e potenziando qualità e sicurezza delle cure di prossimità
  • colmare il divario tra le disparità territoriali e offrire maggiore integrazione tra i servizi sanitari regionali e le piattaforme nazionali attraverso soluzioni innovative, codifiche e standard terminologici condivisi a livello nazionale
  • migliorare la qualità clinica e l’accessibilità ai servizi sanitari dei pazienti su tutto il territorio nazionale
  • dotare i professionisti sanitari di nuovi strumenti validati al fine di operare efficacemente in ogni processo sia individuale che multidisciplinare
  • facilitare la programmazione, il governo e lo sviluppo della sanità digitale.

Telemedicina sul territorio: ancora poche esperienze degne di nota

Sebbene vi sia accordo pressoché unanime sull’importanza dei succitati obiettivi da raggiungere attraverso la Piattaforma Nazionale Telemedicina, altrettanto non può dirsi su come e se questi obiettivi possano essere concretamente raggiunti, ossia su come essi potranno e dovranno essere “messi a terra” per rendere realmente efficace e funzionante la telemedicina sul territorio.

Come si farà davvero la telemedicina e il telemonitoraggio? – si è chiesta al proposito Stefania Mancini – Corporate Ambassador Maps Group.

Ad oggi, ha osservato il membro ASSD ed AiSDeT:

  • abbiamo le varie cordate di Consip Sanità Digitale 1
  • avremo il bando delle Regioni capofila (Lombardia e Puglia)
  • avremo la piattaforma Agenas con i servizi minimi di telemedicina (erogata alle regioni che vorranno, in principio di sussidiarietà)
  • certamente abbiamo le PMI che hanno soluzioni di telemedicina e telemonitoraggio pronte e mature chiuse in un cassetto.

Ma la realtà è che tutto è completamente fermo.

A parte la Regione Emilia-Romagna (sempre anticipatrice) – ha evidenziato Mancini – non ci sono esperienze sul territorio degne di nota per estensione geografica e numerosità di pazienti monitorati.
Solo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha bandito una gara di telemedicina, telemonitoraggio, televisita, poco tempo fa, e niente altro!”.

2024: la Telemedicina è davvero pronta a partire?

Da quanto appena analizzato – rispetto all’ipotesi di una Telemedicina realmente e concretamente pronta a partire nel 2024 – Stefania Mancini ha osservato come ciò rappresenti un obiettivodavvero ambizioso.

Cosa dobbiamo fare per non perdere tempo e per non perdere i finanziamenti del PNRR?
Cosa dobbiamo fare affinché questo sia un momento di vero cambiamento e di trasformazione digitale? – si è chiesta l’esperto -. È un appello che faccio agli attori istituzionali della sanità, comprendendo anche le associazioni scientifiche e il terzo settore. Noi, le PMI, ci siamo come sempre e siamo pronte”.

Appello le cui osservazioni sono state condivise, accolte e raccolte da molti esperti di settore. Tra questi, Eugenio Santoro, firma abituale di HealthTech360:
“Temo che l’immobilismo che hai ben descritto – ha commentato il ricercatore dell’Istituto Mario Negri rivolgendosi a Stefania Mancini – sia imputabile alla grande confusione che regna sovrana […]. Spero che si tratti di attendere a livello regionale affinché la situazione sia più chiara. Sperando di non arrivare al 2024 senza avere deciso nulla.

Nel frattempo – ha suggerito l’esperto – si potrebbero definire i PDTA per i quali prevedere le prestazioni di televisita, normare quelle di telemonitoraggio rendendole prescrivibili, sollecitare (e coinvolgere) le società scientifiche a scrivere linee guida per i propri associati (qui occorre sottolineare l’ottimo lavoro di Francesco Gabbrielli – Direttore National Centre for Telemedicine ISS, Ndr. -).
Insomma, creare le condizioni perché le piattaforme di telemedicina, una volta disponibili, siano pienamente operative e inserite in un contesto assistenziale codificato.
Altrimenti, rischiamo di avere le piattaforme ma non le procedure/condizioni per usarle”.

Un rischio da scongiurare assolutamente.

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